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L'apocalisse è un gioco al quale non si può giocare: Fallout (2024)

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Prima di approcciarmi alla serie televisiva il mio rapporto con il marchio Fallout rientrava nella sfera del conflittuale. Una sola volta avevo affrontato un gioco della saga, dedicandogli oltre sessanta ore della mia esistenza, tentando a tutti i costi di accendere quella scintilla che sentivo pronta dentro di me, ma dovendo alla fine rinunciare, sconfitto da una legnosità difficile da digerire e da un allevamento di bug che nemmeno il miglior disinfestatore in circolazione poteva estirpare. Dover ripetere gli stessi percorsi decine di volte per aggirare salvataggi compromessi e missioni che perdevano pezzi era troppo anche per uno paziente. Figurarsi per me. Ecco, con queste premesse io l'universo di Fallout dovrei odiarlo, invece fin dai primi passi sul deserto del Mojave le suggestioni della zona contaminata mi si sono attaccate addosso come radiazioni senza effetti nocivi (credo). Appena la serie mostra le prime immagini, sembra subito di incontrare qualcosa di conosciuto, co...

La scoperta dello spazio: The Expanse

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Finalmente sono riuscito a completare la visone di The Expanse, serie fantascientifica made in Bezos che tanti elogi ha ottenuto, così come tanto sconforto ha causato nel momento in cui è stato ufficializzato il suo triste destino (per altro comune a tutte quelle serie così interessanti da non interessare il pubblico). The Expanse costruisce un futuro probabile nel quale l'intero sistema solare è diventato colonia umana. I limiti tecnologici e spaziotemporali, però, non consentono ai nostri eredi di andare oltre Saturno. Tutto questo finché non viene trovato l'antico manufatto che sconvolge la vita dell'universo conosciuto (o una cosa del genere). É un'idea non nuovissima quella della tecnologia aliena rinvenuta dalle nostre parti e capace di dare un nuovo impulso all'esplorazione del cosmo, ma riesce comunque affascinante perché lascia spazio a tante suggestioni. Per di più, secondo la storia, l'espansione del genere umano ha prodotto nuove strade evolutive, c...

Jonas il combina guai: Dark

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Dunque. C'è questo attore di nome fa Oliver Masucci che sfoggia certa somiglianza con il celebre Mads Mikkelsen. Ecco, il personaggio che interpreta all'interno di questa serie si chiama Ulrich Nielsen e fin qui nulla di strano. Non fosse che nel corso dell'avventura vedrà scomparire prima suo fratello e poi il figlio. Bene. I due bimbi di nome fanno Mads e Mikkel. Avete capito bene: Mads e Mikkel Nielsen. Secondo voi questa è una semplice coincidenza? No amici, a me non la si fa. Ciao, come forse avrete capito oggi parliamo di Dark, uno dei prodotti più chiacchierati degli ultimi anni e talvolta considerato la risposta tedesca a Stranger Things. Un po' per via della piattaforma che lo ospita e in parte per quel gusto del mistero che riesce a infondere nello spettatore. Ebbene cari lettori, se anche voi amate accomunare queste due opere mi sa che ci salutiamo qui. La porta è da quella parte. Arrivederci e salutate tutti quando riuscirete a vederli. La realtà è che i due...

Ci sono i belli e quelli che credono di esserlo: breve rassegna su tre serie TV

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Più passa il tempo più mi allontano dalle serie tv. Le piattaforme digitali e i network televisivi dai portafogli gonfi ce ne riversano addosso una quantità industriale. Spesso le premesse ingolosiscono noi spettatori, ma dopo un inizio scoppiettante quello che rimane è una vicenda sfilacciata e moscia, che vale la visione solo per i cliffanger di fine puntata. Detesto quando la gente mi fa perdere tempo, specialmente se non ha niente da dirmi. Però esistono le eccezioni. Tipo quei prodotti che risolvono tutto in giornata, grazie a trame verticali incisive e autoconcludenti. O quelle belle serie che cambiano contesto e personaggi ogni stagione. O semplicemente le storie scritte bene. Oggi voglio condividere con voi la passione per due opere appartenenti all'ultima categoria. Due racconti noir talmente diversi da riscoprirsi simili nella loro grandezza. Lo voglio dire subito, così svelo immediatamente i miei segreti: The Shield è la mia serie preferita di sempre. Nessun altro è r...

Tutti sanno chi è, ma nessuno lo conosce: Mr.Robot

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Si sa, internet è sempre pronta a lanciare la sua ferocia moralizzatrice su chiunque. Quando scrivi un'opera dai contenuti anti consumistici e la lanci attraverso lo strumento del marketing, vera spada nelle mani dell'elite capitalista, il rischio di trovarti sommerso da insulti etici è concreto. Forse proprio questo pericolo ha spinto Sam Esmail a non pubblicizzare troppo il suo prodotto, infilandolo, di fatto, in una nicchia. Ma se nessuno sa quando esce una stagione è facile anche che nessuno la veda e tutto il lavoro va a finire giù per lo scarico. Non dico che i produttori dovessero noleggiare un call center nell'Europa dell'est e triturare la fertilità delle persone una volta al giorno, per carità. Ma uno spot ogni tanto se lo potevano concedere. Invece niente. Di Mr. Robot nessuno sembra sapere alcunché. Ah Sam, meno male che ci sono io va. Poi si, a tenere le distanze dalla serie potrebbe aver giocato un ruolo anche l'aspetto complicato con cui si pres...

Retro futuro: Tales From The Loop

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 A Jeff Bezos sta cosa di Netflix gli deve stare proprio qui. Il catalogo Prime Video continua a proporre novità, tanto che dal piccolo pulcino degli esordi si è trasformato in un cigno dal bianco scintillante, garantendo un'offerta che trovo quasi imbarazzante. Eppure tutti parlano quasi esclusivamente di N. Strangers Things di là, Dark di qua. Insomma pare che gli unici rimasti a produrre serie televisive siano i vecchi distributori di DVD a noleggio. Ma se c'è una cosa che il nuovo millennio ci ha insegnato è che i miliardari eccentrici non si arrendono mai. Così JB ha radunato una bella squadra e ha messo su un nuovo prodotto pronto per sfidare gli acerrimi rivali nello stesso campo di gioco. Per noi è giunto il momento di vedere cosa ci propone: Retrofuturismo, parola dal nuovo conio che pare voglia imbrigliare questa mania della fantascienza anni ottanta riproposta al giorno d'oggi. Cosa che fa anche The Loop, naturalmente, anche se con un approccio diverso dal sol...

L'arte della pubblicità- Mad Men

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Possono gli ultimi due minuti di una serie TV valere tutte le sette stagioni che li hanno preceduti? No, naturalmente. Poiché senza una narrazione solida, personaggi intriganti e un intreccio godibile nemmeno ci si arriva a quei due minuti. Può capitare, però, che gli ultimi istanti di un racconto riescano magicamente a chiudere un percorso iniziato molto tempo prima, rendendo manifesti tutti i significati di un'opera pur senza svelarli apertamente. Quando ho visto la faccia sorridente di Don Draper sfumare dentro a quello spot li, beh, ho pensato che gli autori di Mad Men sapessero fin da subito che quello fosse il finale della loro storia. Mad Men parla di pubblicitari, in particolare di quelli che da Madison Avenue a New York stabilivano i gusti dell'intero pianeta. E' una serie corale, con tantissimi personaggi in gioco, ma il protagonista assoluto risponde al nome di Don Draper (Jon Hamm) anche se potrebbe benissimo decidere di non farlo. Quello che gli ...

Filosofia interstellare- Battlestar Galactica

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Sono quarant'anni che il nome Battlestar Galactica stuzzica il palato dei fan di fantascienza. Tra serie originale, seguito, remake, spin-off, web serie e un film per il grande schermo che pare prossimo a vedere la luce, ci sono abbastanza pietanze da farci indigestione. Senza contare il corollario di giochi, libri, fumetti e così via. Servirebbe un'enciclopedia per trattare l'argomento per bene e, onestamente, io non sono nemmeno la persona più adatta per approfondirne i meandri. Tuttavia sono stato toccato dalla grazia degli dei di Kobol. Tardi rispetto alla massa forse, ma il viaggio sotto i comandi dell'ammiraglio Adama l'ho percorso anche io. Non so dirvi se ho trovato la Terra (visto che in un certo senso ci vivevo già), ma so che di argomenti intensi ne ho assaporati parecchi. Resta da vedere se mi sono stati serviti come un banchetto prelibato o sotto forma di polpettone indigeribile. Il Galactica sul quale mi sono imbarcato è quello prodotto ...

Un caldo tepore per l'inverno alle porte- The Beauty And The Beast

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Vi racconto una storia. C'è questo ragazzo che ha una amica molto intima. Lei è soggetta all'ansia, quindi a volte sbarella. E' una romantica, quindi sostiene che il ragazzo in questione sia l'unico capace di calmarla. Ma, nonostante ciò leda la sua virilità, lui sa benissimo che le cose non stanno esattamente così. Per quanti sforzi egli faccia, se lei va in crisi gli tocca di tenersela com'è. A meno che non intervenga un altro uomo. Quello che davvero sa lenire i suoi malesseri e rassicurarla quando la vita la prende a schiaffi. Quell'uomo è Ron Perlman: Ora, visti i trascorsi di Ron come Clay Morrow e Hellboy, potreste pensare che all'amica molto intima piacciano i tipi pericolosi. Mentre al nostro ragazzo gli ridono in faccia anche i moscerini della frutta. Eppure non è così semplice. Perlman è nel giro da decenni e durante la sua carriera è andato ben oltre il ruolo da duro che lo ha reso celebre. Il Ron che piace a lei, infatti, arri...

CDC #48- La fantascienza come da bambini- Ufo Distruggete Base Luna

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Ve la ricordate la serie Ufo? Io no. O meglio, ne avevo già sentito parlare e se mi capitava qualche spezzone davanti sapevo riconoscerla. Ma di puntate intere manco una. Nata all'alba degli anni settanta in Gran Bretagna, la serie sfruttava il boom della fantascienza televisiva che ruotava intorno a Star Trek (che di suo successo non ne ebbe quasi per niente, ma magari ne riparleremo). Come capitò ai cugini d'oltre oceano, anche Ufo fu premiata dalla realizzazione di qualche lungometraggio a tema. Solo che se vi aspettate le grandi ambizioni che accompagnarono il capitano Kirk, beh, rischiate di rimanerci delusi. In Distruggete Base Luna il comandante Straker decide di raccontarci i suoi trascorsi amorosi. Così ci dice del suo matrimonio fallito, del figlio ormai decenne e della priorità che il progetto SHADO detiene nella sua vita. Poi qualche ufo attacca base Luna (per l'appunto) e ci sono strane luci. Poi muore gente, volano navicelle, pìu pìu. Poi il figl...

Una storia di gangster con la moto: Sons Of Anarchy

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C'è stato un tempo nel quale anche io, come voi, coltivavo la passione per le serie televisive. Un'epoca scura, fatta di nottatacce passate a fari accesi, schiavo della frase “ancora una, poi vado a dormire”. Il tempo mi ha insegnato a cambiare per diventare una persona migliore. Oggi posso di nuovo alzarmi presto al mattino e salutare i fringuelli che cantano allegri sul mio balcone. Posso sorridere al nuovo giorno annusando il profumo dei fiori bagnati di rugiada. Posso correre nei campi di grano lasciandomi carezzare dalle spighe. E, come forse avrete notato, posso dire una valanga di stronzate. La verità vera è che qualche sceneggiato lo seguo ancora. Certo, a tempo perso e non più con l'assiduità di una volta, ma comunque posso ancora perdermi dietro queste storie. Mi sono imposto un'unica regola: escluso Game Of Thrones, se inizio a seguire un telefilm mi devo assicurare che sia giunto a conclusione. Non ho voglia di aspettare mesi tra una stagione e l...