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Visualizzazione dei post con l'etichetta Corse

Quando sei troppo in alto, rischi di cascare giù: la decadenza della Formula 1.

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Da bambini ci insegnavano a non ingozzarci di cose che ci piacevano, pena un'indigestione che ce le avrebbe fatte odiare per sempre. E' una lezione importante, che forse si impara davvero solo dopo le prime sbronze con l'amaro, ma che sembra non interessare ai moderni geni del marketing, sempre pronti a inondare il mercato con prodotti alla moda. Come (forse) sapete il campionato mondiale di Formula 1 è solito prendersi una lunga pausa durante il mese di agosto. Un momento che va a interrompere il flusso delle emozioni e che per un appassionato di corse come il sottoscritto dovrebbe rappresentare un fastidio, qualcosa che si vorrebbe finisse presto per evitare di divorarsi dall'attesa. Ecco, a me l'estate scorsa è passata la voglia. Sentivo l'appuntamento con le piste come un impiccio. Ne avrei volentieri fatto a meno, spingendo l'avvio dei lavori a data da destinarsi. Questo stanno facendo alla Formula 1 i moderni geni del marketing. Non vorrei sembrare ...

Motorsport is Dangerous- capitolo 4: Le auto- Watkins Glen 1973

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Domenica 29 Novembre 2020 una palla di fuoco illuminò i volti degli appassionati di Formula 1 seduti sul divano a guardare il Gran Premio del Barhein. Era appena andato in onda uno degli spettacoli più agghiaccianti della storia recente: il famoso incidente di Romain Grosjean. Le immagini dell'impatto e della Haas spezzata in due che si accendeva in una vampata portarono il panico tra gli spettatori. Quelle successive del pilota che emergeva dalle fiamme come in un film di Hollywood, rimasero impresse come un'icona. Se oggi siamo abituati a esiti fausti dopo incidenti all'apparenza senza via di scampo, dobbiamo ringraziare la FIA, tutti coloro che si sono spesi per promuovere il concetto di sicurezza e gli anni passati a combattere per introdurre norme sempre più stringenti, spesso ostacolate dagli appassionati legati al concetto romantico del rischio, ma anche dagli stessi addetti ai lavori che sostenevano il tema dei costi. Certo, un incidente come quello di Grosjean no...

Motorsport is dangerous- capitolo3: Le procedure- Zolder 1981

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Ci sono momenti in cui l'atmosfera che grava su un determinato luogo pare pregna di pessimi presagi. O magari è così che le percepiamo nei nostri ricordi, filtrati e rimescolati dallo scorrere del tempo. Di sicuro, domenica 17 Maggio 1981 a Zolder l'aria era malsana e non a causa dei mefitici gas di scarico delle Formula 1 schierate sulla griglia di partenza. In un ospedale a pochi chilometri del circuito si stava consumando una tragedia troppo assurda anche per uno sport pericoloso come l'automobilismo da corsa. Poi c'erano le tensioni politiche ad avvelenare un ambiente deteriorato e pronto al grande strappo. Una brutta, brutta situazione. Se volessimo fare i fatalisti potremmo considerare il circuito di Zolder sfortunato. Poco meno di un anno dopo gli avvenimenti trattati qui, infatti, vi troverà la morte Gilles Villeneuve, uno degli idoli dei tifosi, in un incidente talmente incredibile da sembrare irreale. Ma se dovessimo fare la punta agli eventi del 1981, beh, fo...

Didier

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Di recente si è celebrato il quarantennale di una tragedia sportiva capace di segnare per sempre gli appassionati delle corse: il folle incidente che ci strappò Gilles Villeneuve. Tutti hanno trattato l'argomento, perché giustamente il canadese rimane un'icona della Formula 1 grazie a quel suo modo istintivo di affrontare la velocità. In molti si sono soffermati anche sui fatti antecedenti alla tragedia; Imola, il duello degli ultimi giri, il famigerato cartello Slow. Nei decenni che sono seguiti a quelle due settimane, spesso ci siamo adagiati sul concetto di tradimento, perché Gilles pensava questo del Gran Premio di San Marino 1982. Siamo rimasti con la sua espressione oscura impressionata nelle videocassette, convinti che, sotto sotto, fu proprio quella grande amarezza a provocare l'inaudito schianto sul parapetto esterno del Terlamenbocht. Io quest'anno mi sono chiesto (e non per la prima volta) cosa pensasse Pironi di tutto ciò che accadde in quelle infauste setti...

Motorsport is dangerous- Capitolo2: le maestranze- Kyalami 1977

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Gran Premio del Sudafrica, Kyalami, sabato 5 Marzo 1977. Siamo al giro ventidue e Jacques Laffite si prepara ad affrontare la prima curva. Mentre inserisce la vettura, però, qualcuno gli piomba addosso ad alta velocità dopo una manovra che appare scriteriata. La Liger del pilota francese finisce contro il muro esterno e Laffite esce furibondo dall'abitacolo per portare le sue rimostranze allo sconsiderato avversario. Ma quello che vede lo blocca all'istante. Fermo a pochi metri dalla sua monoposto riposa un rottame bianco macchiato di sangue. Il pilota che giace immobile al suo interno è privo di casco e la sua testa è piegata in modo innaturale. Laffite non lo sa, ma quel rivale non poteva far nulla per evitarlo. Perché a quella prima curva ci è arrivato già morto. Questa è la storia di uno degli incidenti più assurdi mai avvenuti all'interno di una pista di Formula 1. Succede tutto una manciata di istanti e pochi metri prima, lungo il rettilineo principale del circuito. U...

Motorsport is dangerous- Capitolo 1: i circuiti- Le Mans 1955

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Chissà quale sarebbe l'impatto dell'automobile sulle nostre vite se non esistessero le corse. So che pare un quesito lezioso di questi tempi, ma che ci volete fare. Alla mia mente piace trastullarsi e io ho imparato che è meglio se la lascio fare. Tuttavia non è un ragionamento campato per aria. Magari non lo sapete, ma se l'automobilismo sportivo esiste ancora è perché un giorno qualcuno ha deciso che valesse la pena andare avanti quando sarebbe sembrato più logico facesse il contrario. Signore e signori è giunto il momento: oggi parliamo dell'11 giugno 1955. Le Mans quel giorno brulicava di persone. Una folla indescrivibile affollava le strade della Sarthe assiepandosi ovunque pur di assistere alla 24 Ore, competizione già ammantata di leggenda. Quella gente aveva ancora impresse le ferite di una guerra devastante e voleva godersi il meglio del boom economico che stava crescendo dai germogli del piano Marshall. L'automobile rappresentava il simbolo della rinascita...

102 volte Indy 500 e la passione degli americani per la plastica.

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Ok, anche questa edizione della Indianapolis 500 è andata in archivio (da un po' a dire il vero, ma mi pare giusto coprire la corsa più veloce del mondo con tutta la lentezza di cui sono capace). Potrei impiegare migliaia di parole per raccontarvi della vittoria di Will Power, di come l'australiano abbia riscattato nel solo mese di maggio una stagione a tratti inquietante o addirittura della magia che circonda un pilota un tempo considerato indatto agli ovali e ora vincitore della corsa in tondo più prestigiosa del pianeta. Da qualche parte del mio hard disk dovrebbe addirittura esserci un testo che affronta questi argomenti con la solita perizia. Ma ho pensato che non ve ne fregherebbe proprio niente di tutto ciò. Per cui ho deciso di affrontare la questione da un altro punto di vista. Ma prima un doveroso omaggio al vincitore: L'edizione 2018 della Indy 500 è stata fortemente condizionata dai nuovi aerokit portati dalla Dallara. Queste configurazioni hanno d...

Una corsa nel futuro- Formula E

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I tempi cambiano cari miei. Veloci come le mutande di chi le sostituisce spesso. Pare ieri che ce ne stavamo in giro per le nostre città a riempirci i polmoni di fumi di scarico. Invece era oggi. Comunque l'elettrico è alle porte. Tutte le case automobilistiche stanno lavorando alla loro versione di questo tipo di motorizzazione e, ascoltate me, nel giro di pochi anni l'elettrico sarà il tipo di propulsore più utilizzato in Europa. Certo, servono anche le infrastrutture e questo vuol dire che nel nostro paese servirà un po' più di tempo, perché bisogna sempre capire a chi dare la tangente e tutte quelle cosette li. Ma fidatevi. Il futuro è già cominciato e indietro non si torna L'intelligente imprenditore spagnolo Alejandro Agag è sicuramente consapevole dell'inevitabile. Per cui si è messo al tavolo e ha pensato: “Ci vorrebbe una serie di corse automobilistiche tutta elettrica. Di modo che, quando questa motorizzazione sarà la normalità, io avrò gi...