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Lo spettatore #281- Follia sul carroarmato: Fury (2014)

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Prima di guardare Fury mi aspettavo una tarantinata con Brad Pitt che fa il gradasso e sequenze talmente assurde da diventare fumetti in movimento. Un po’ come Bastardi Senza Gloria, ma sul carroarmato. Mi sbagliavo ovviamente.  In realtà Fury parte quasi assecondando la mia idea preventiva su di lui, mostrando un uomo a cavallo che emerge dalla nebbia del campo di battaglia e che viene aggredito in modo spettacolare da Brad Pitt, un altro di quei tizi di Hollywood che pensa di esser ancora giovane. Una scena truce, se vogliamo, ma lontana dalla crudezza che Fury ha intenzione di mostrarci. Poco dopo infatti siamo all’interno del blindato dove Michael Pena stringe la mano di un compagno caduto incapace di accettarne la dipartita, anche se la testa dello sventurato è sparsa per l'abitacolo. Fury destruttura l’eroismo del racconto di guerra, sostituendolo con la follia di un manipolo di soldati che ne ha viste decisamente troppe per potersi permettere ancora un briciolo di sanità men...

Lo spettatore #266- Se le lacrime rischiano di appannare la vista: Collateral Beauty (2016)

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Quello del lutto è un tema delicato, spesso utilizzato dal cinema per mettere sul piatto ragionamenti sul dolore e sulla necessità di andare avanti anche se certe sofferenze non potranno mai essere superate. Poi è chiaro che esistono modi e modi di trattare l'argomento e non sempre ne viene fuori un film impeccabile. La pellicola non inizia male: grazie a un veloce flashback David Frankel ci mostra chi era Howard Inlet prima del dramma che stava per piombargli addosso, ovvero un uomo ispirato, un imprenditore coinvolgente, uno che ama ciò che fa e chi lo fa con lui. Poi, saltando avanti di tre anni, ci viene presentato l'oscuro signore che ne ha preso il posto, devastato dalla perdita, incapace di comunicare e privo di ogni desiderio. Così i suoi tre amici e soci decidono di prendere in mano la situazione. Un momento chiave dopo il quale il film perde di senso sempre più rapidamente ogni minuto che passa. Frankel è alla ricerca della lacrima facile, questo si vede fin da subito...