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Visualizzazione dei post con l'etichetta Oscar Isaac

Lo spettatore #297- Astrazione: Sucker Punch (2011)

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Io sinceramente non so proprio come prenderlo questo Sucker Punch, un film che poteva essere mille cose e che invece forse non è niente. Un’ora e tre quarti di colori che esplodono sullo schermo esaltati da tanta musica, forse persino troppa. Eppure anche un racconto di quelli con Messaggio, che vuole denunciare la condizione dei sanatori del secolo scorso e l’irrinunciabile abuso di potere del patriarcato. Tante cose appunto. Oppure niente. Se l’idea di Zach Snyder fosse stata quella di costruire un B-Movie con un plotoncino di soldatesse dai costumini ammiccanti che combattono tra il fischiare dei proiettili e lo scintillare delle spade in un universo fantasy decadente, io ci sarei anche stato. Magari non si sarebbe rivelato il progetto più innovativo che si potesse immaginare, ma quantomeno poteva mostrarsi onesto, senza nemmeno rinunciare all’importantissimo messaggio che il regista voleva a tutti i costi trasmettere. Una buona storia porta con sé tutti i sottotesti di cui ha biso...

Lo spettatore #280- Sunday, Monday nasty days: Suburbicon (2017)

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Le zone residenziali con le villette e i giardinetti col vialetto, il canetto con la cuccetta, il ragazzetto che taglia l’erbetta e la macchinetta parcheggiata fuori dal garagetto, sono luoghi dove regna l’ipocrisia del ceto medio borghese, all’apparenza tutto perfettino ed educato, ma sotto sotto zeppo di sentimenti d’odio, pronto a sterminare l’intera popolazione, forse anche il vicino di casa, che è tanto caro ma respira e quindi infastidisce. Non lo sapevate? Strano, perché Hollywood ce lo racconta da un secolo. Il regista George Clooney è uno di quelli che ci tiene a dirigere sempre la storia giusta, dal vago sapore scandaloso, ma comunque educata, pulita e formale. Stavolta mette in scena la sceneggiatura scritta assieme ai fratelli Cohen e a Grant Heslov, che ha dalla sua il tono noir prediletto da Joel e Ethan e insieme la critica sociale manifesta, di modo che proprio nessuno possa fraintendere le intenzioni del progetto. Se Giorgione avesse nelle corde uno spirito davvero riv...

Lo spettatore #264- La storia dell'orso: Annientamento (Annihlation, 2018)

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Ricordo che ai suoi tempi Annientamento godette di una critica piuttosto favorevole: il film di Alex Garland parve piacere proprio a tutti, Natalie Portman si portò a casa la solita sporta di elogi e tutti sostenevano quanto l'opera fosse intrigante e innovativa. Come spesso succede quando un prodotto ottiene un così grande riscontro tendo a ignorarlo, non perché mi senta particolarmente snob, quanto piuttosto per il serio rischio di rovinarmelo a causa delle aspettative. Il romanzo no però, quello ho voluto leggerlo, mannaggia a me. Il libro (o meglio, la trilogia dell'Area X) in realtà, non l'ho trovato un brutto intrattenimento, tuttavia se mi doveste chiedere oggi di cosa parla andando oltre una semplice descrizione per sommi capi, beh, non saprei come rispondervi. Jeff VanderMeer costruiva un racconto alla Lost (tanto per fare l'esempio più conosciuto del filone) giocando tutte le sue carte sul mistero di una situazione inspiegabile, sul tentativo della scienza d...