Iuri legge per voi: A volte ritornano (Night Shift, 1978) di Stephen King
Prima di arrivare a formare un proprio stile riconoscibile e in qualche modo confortevole anche gli scrittori più importanti e talentuosi devono tastare il terreno e il racconto breve è forse la forma migliore per sperimentare. Se leggere Stpehen King è un'esperienza rassicurante nonostante spesso le sue storie abbiano tutt'altre intenzioni, lo si deve proprio al percorso che l'autore ha intrapreso per trovare la propria voce. A Volte Ritornano rappresenta questo: una miscela di tentativi (riusciti o meno come vedremo) con i quali il giovane King negli anni settanta ha plasmato la propria impronta. Jerusalem's Lot: Ecco un esempio di quanto dico. Un racconto epistolare e gotico decisamente lontano dal King che abbiamo imparato a conoscere. Qui il Re decide di omaggiare i classici dell'horror americano producendo uno dei pezzi più lunghi dell'antologia, ma anche uno dei meglio riusciti. Secondo turno di notte (Graveyard Shift): Meno convincente della precede...