Lo spettatore #250- Una faccia da schiaffi: Senza esclusione di colpi (Bloodsport, 1988)
Dice che Bloodsport racconta la storia vera di Frank Dux e del suo inatteso trionfo al Kumitè del 1975. Tutte cose millantate dall’artista marziale senza prove, ovviamente, ma comunque intriganti per scriverci sopra un bel film di schiaffoni e lanciare la carriera di un tizio snodabile che di nome fa JCVD. Tramina piuttosto esile quella messa a terra da Christopher Cosby e Mel Friedman: in sostanza si sa che c’è un torneo clandestino a Honk Kong, si sa che parteciperà il visetto di JCVD (e che quindi lo vincerà) e si vede subito un personaggio con la faccia da bullo delle medie che non potrà che essere il grande cattivo della vicenda, quel Chong Li (Bolo Yeung) spietato e scorretto con il percorso già preparato per la finale. Diciamo che non serve essere molto acuti per capire come andrà a finire, ma può comunque rivelarsi interessante scoprire come il film ci condurrà attraverso il percorso. Newt Arnold decide di offrire il centro della scena a Van Damme, qui al primo ruolo di rilievo...