Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta LoSpettatore

Lo spettatore #324- La voce dell'oracolo: Idiocracy (2006)

Immagine
Buon ultimo sono arrivato anche io a mettere gli occhi davanti a uno dei film tra i più menzionati, in quanto legittimato di essere premonitore della nostra società. L’avrò sentito citare milioni di volte a proposito della deriva che, oltre oceano ma non solo, ha preso l’umanità occidentale. Come se il film fosse stato girato nel 1660 e non in un 2006 dove le cose già stavano in un certo modo. Idiocracy è una commedia demenziale e, se un po’ mi conoscete, sapete che con questa premessa partiamo malissimo. Io non rido mai, tantomeno davanti a un film e se non sei gli ZAZ o Mel Brooks difficilmente puoi spezzare questa realtà. Tuttavia Mike Judge (aiutato alla sceneggiatura da Ethan Cohen, nientemeno) ci prova con tutte le sue forze, devo dargliene atto. La sua abilità nello spostare la manopola dell’assurdo a livelli alti è certificata da quel paio di gag che effettivamente sono riuscite a intaccare il mio sistema nervoso simpatico, perché ben posizionate e perfettamente coerenti. Tutta...

Lo spettatore #323- Il mito decadente: The Old Way (2023)

Immagine
Io credo che se esiste un sentimento capace di farci capire chi siano gli americani, questo potrebbe essere il rimpianto che caratterizza la loro narrazione quando parlano del vecchio west nel momento in cui smise di essere far. A loro l’anarchia della sopraffazione manca. Magari era quello il vero sogno che tanto gli piace venderci. Il Wyoming si sta facendo stato e con questo prestigio gli tocca di sorbirsi tutte quelle noiose incombenze importate dai dannati yankee, ovvero processi, forze dell’ordine, eccetera. Ma chi glielo va a spiegare al faccione pacioso di Colton Briggs, ex pistolero senza paura a cui hanno appena ucciso la moglie? Come da classico del genere l’uomo con le fattezze di Nicholas Cage si lancia all’inseguimento della banda di malfattori, lavorando meglio della legge e con più determinazione. Vi direi che non si tratta del soggetto più originale della storia, non fosse per due particolari che muovono un poco le acque stagnanti: il fatto che in realtà quella alla qu...

Lo spettatore #322- La guerriera delle stelle: Barbarella (1967)

Immagine
A quanto pare Jeff ha deciso di assecondare la mia tendenza al recupero di pezzi pregiati schierando in prima pagina nientemeno che Barbarella, film culto che tra cosplay, filmati e parodie sembra aver occupato una parte notevole dell’immaginario pop dal 1968 in poi, ma che, andando a setacciare il pubblico, pare non abbia visto nessuno. In effetti nemmeno ai suoi tempi Barabrella fu un grande successo. Una pellicola per lo più ignorata che assurse a nuova vita grazie alle videocassette e alle promesse piccanti che attirarono gli adolescenti dei decenni successivi. Eppure l’opera affidata a Roger Vadim voleva proporsi come qualcosa di diverso e la protagonista si inserisce nella grande ondata del periodo fatta di contestazione giovanile, femminismo e libertà sessuale, ponendosi come una donna emancipata, coraggiosa, indipendente, guerriera suo malgrado e perfettamente padrona del proprio corpo. Una vera eroina del sessantotto, insomma, anche se i rifiuti da parte di attrici quali Virna...

Lo spettatore #321- Plastica rosa e rivendicazioni: Barbie (2023)

Immagine
Forse vi starete chiedendo perché mi sia deciso a guardare Barbie in questo 2026, lasciando le chiacchiere e i meme lontani tre anni. Ecco, magari la risposta è insita nella domanda, che però, come spesso succede, è sbagliata. L’interrogativo che mi porrei se fossi un ipotetico interlocutore sarebbe: ma perché uno come me deciso di guardare un film come Barbie? In effetti a spingermi è stata la curiosità per una narrazione costruita sul filo dell’assurdo, all’interno di un’atmosfera psichedelica e colorata non priva di trovate brillanti e battute indovinate, tutti elementi di una storia che sfrutta un’icona dell’infanzia occidentale per trasformarla in qualcosa di differente, forse persino strano. Chiaramente un esperimento diverso rispetto a quelli tentati dalle trasposizioni horror dei pupazzi come ne abbiamo viste fin troppe di recente, piuttosto parliamo di una commedia dal potenziale demenziale messa in piedi con l’ambizione di raccontare qualcosa di più profondo. Margot Robbie ...

Lo spettatore #320- Un percorso accidentato: Un film fatto per Bene (2025)

Immagine
Purtroppo devo ammettere di non essere un conoscitore dell’opera di Franco Maresco. Di lui ricordo solamente vaghi episodi di Cinico TV, esperimento affascinate che catalizzava lo sguardo ma che all’epoca ero troppo giovane e stupido per capire. Per fortuna è lo stesso regista a costruire un riassunto su ciò che è stato. Ovviamente a modo suo. Il film, come si intuisce dal titolo, prende spunto dall’idea di dirigere una pellicola su un episodio poco noto della vita di Carmelo Bene, commediografo dissacrante a cui il regista siciliano si sente legato. Solo che tutto va in vacca, il progetto salta e Maresco, deluso e frustrato, si ritira dalla vita pubblica lasciando i suoi collaboratori senza direzione. Ecco, con questo presupposto Maresco monta una sorta di documentario sulla sua stessa opera, approfittando delle ricerche di amici e colleghi per analizzare le motivazioni che si celano dietro a uno stile che gli ha sempre causato parecchi grattacapi. Alla base del racconto c’è l’ironia ...

Lo spettatore #319- Chasing Santa: Fatman (2020)

Immagine
Rieccoci con un'altra puntata della rubrica su Babbi anomali e Natali alternativi, per proseguire il racconto di un filone molto più denso di quanto a prima vista possa sembrare. Oggi però giochiamo in serie A, perché il pacioso vecchietto è interpretato niente meno che da Mel Gibson. Ecco, magari serie A non è proprio la categoria adatta dove infilare questo prodotto, che comunque è un'opera di buona fattura, con le facce giuste dentro e un'idea che sulla carta ha tutto per funzionare. Un bambino con le caratteristiche ideali per diventare il futuro presidente degli States, se la prende con Babbo Natale per aver ricevuto del carbone in seguito alle sue vessazioni ai danni del prossimo. Infuriato come solo un essere capriccioso e viziato può diventare, decide di vendicarsi dell'affronto e assolta il fidato killer di famiglia per assassinare il vecchio. Un impianto che sulle prime funziona, perché Canche Hurstfield è un perfetto Donaldino in miniatura, Walton Goggins ha ...

Lo spettatore #318- Mai fare una buona azione: The Hitcher, La lunga strada della paura (The Hitcher, 1986)

Immagine
Negli Stati Uniti esiste una mitologia attorno all’autostop tale da dare vita avere e proprie eroine capaci di dominarne i meccanismi. Del resto c’è da capirli con tutte quelle miglia di strade che si srotolano nel nulla più assoluto. Quando hai tanto spazio a disposizione dentro ci puoi trovare qualunque cosa, così un brutto giorno può anche capitarti di caricare Rutger Hauer. The Hitcher è la storia del duello asimmetrico ingaggiato da John Ryder ai danni di Jim Hasley, un giovane che sta consegnando un’automobile e che è destinato a maledire in eterno la voglia di fare una buona azione. L’intero film si regge sulla fuga di Hasley e sul perverso gusto per la caccia di Ryder, un pazzo senza apparente motivazione che si muove felino tra le strade di nullapoli. Tutto il fascino di The Hitcher, se c’è né uno, è affidato alla figura misteriosa di Ryder, portata sulla scena da un Rutger Hauer gigione che gioca con il personaggio rendendolo inquietante il giusto. Del resto Ryder sulle prim...

Lo spettatore #317- Crescere è un (video)gioco: Scott Pilgrim vs. The World (2010)

Immagine
Strano come Scott Pilgrim vs The World abbia mancato il botteghino. Eppure gli elementi per sfondare c’erano tutti: un regista acclamato, un genere alla moda e tante facce giuste sullo schermo. Se vivessimo in un mondo completamente sbagliato che giudica i film solo dagli incassi della prima settimana ci troveremo di fronte a un disastro. Invece, per fortuna.. No, aspettate un attimo. Indubbiamente Scott Pilgrim vs The World è un prodotto strano, che fin da subito fa bella mostra di sé attraverso un’estetica eccessiva piena di scritte e pixel da videogioco, oltre che con un montaggio ardito che spedisce il tempo in avanti con l’efficacia di una DeLorean. Wright, che si è sempre divertito a esplorare i generi mostrando una conoscenza del mezzo notevole, anche qui utilizza la commedia come bussola e sforna un perfetto cine fumetto piazzato a metà tra le storie con le tutine e il racconto giovanile, pieno di personaggi esagerati e dal ritmo vertiginoso, sfruttando la neonata mania per i ...

Lo spettatore #316- ET distruggo la casa: Psycho Goreman (2020)

Immagine
Ve la ricordate Harriet di Super Vicky, quella bambina fastidiosa e impicciona con le code rosse alla quale bisognava stare attenti per evitare che scoprisse il segreto della ginoide più famosa degli anni 80? Ecco, immaginate cosa potrebbe succedere se deste in mano a una ragazzina del genere uno strumento capace di governare la volontà della più terrificante creatura dell’universo. La Harriet in questione si chiama in realtà Mimi e si candida di diritto al ruolo di bambina più irritante della storia: autoritaria, capricciosa, totalmente immune alle conseguenze delle proprie azioni, blasfema in modo fastidioso anche per i non credenti, mai zitta un secondo e sempre sopra le righe. Insomma la figlia che persino Satana faticherebbe a riconoscere come sua. Normale che l’incontro tra Mimi e un alieno che ha donato la sua vita alla missione di polverizzare la galassia sia pieno di potenziale, specialmente se lei possiede un artefatto capace di dominare la volontà dell’essere e che a lui toc...

Lo spettatore #315- Estremi rimedi: Humane (2024)

Immagine
Uno guarda questi film e pensa che gli sceneggiatori sono proprio dei pessimisti, sempre a ipotizzare scenari catastrofici come se vivessimo in un mondo popolato da spettri senza volontà disposti a tollerare qualsiasi cosa. Poi accende la televisione e ha solo voglia di bestemmiare. A quanto pare il pianeta ha esaurito le pile e anche nei ricchi Stati Uniti il cibo scarseggia. Per ovviare a tale penuria il governo pensa di sfoltire la popolazione tramite un programma di suicidi assistiti volontari: un morto, 250000 dollari. Non so voi, ma conosco almeno un tizio che non avrebbe problemi a mettere in atto una strategia del genere, almeno finché non tocca a lui ovviamente. Invece è proprio di una famiglia ricca che si trova alle prese con i DOCS, aguzzini stipendiati dallo stato federale per occuparsi del trapasso, gente che guadagna un tot a cadavere e che quindi quando si ritrova per le mani meno merce del previsto ha tutte le intenzioni di tamponare la perdita. Jared, Rachel, Noah e A...

Lo spettatore #314- Concerto per il mostro: Trap (2024)

Immagine
Guardando Trap ho avuto l’impressione che questa volta M.Night si sia trovato per le mani un’idea senza riuscire a gestirla fino in fondo. Un film del quale è anche difficile parlare, perché alla fine della fiera la sensazione è quella di non averlo nemmeno visto. In effetti da Shy tendo sempre ad aspettarmi qualcosa, che non vuol dire che consideri i suoi film dei capolavori, ma semplicemente che ne ammiro l’originalità e la voglia di girare sempre la sua storia, qualsiasi essa sia, con tutte le controversie che una scelta del genere porta con sé. Se dal punto di vista estetico è uno di quelli che ammicca da quello contenutistico spesso ti frega. È possibile che lo abbia fatto anche stavolta, solo che il risultato è meno stordente rispetto alle solite visioni che propone, più lineare in un certo senso. Anche se l’idea di intrappolare un maniaco omicida nel contesto di un concerto per ragazzine ha un certo potenziale, non lo nego. Infatti la prima parte della pellicola è quella che mos...

Lo spettatore #313- L'eroe fragile: Mr. Morfina (Novocaine, 2025)

Immagine
Ogni tanto saltano fuori questi film tutti matti che pensano solo a fare baccano e si curano poco della logica. Il punto è sapere se vale la pena guardarli, perché a volte tendono ad assomigliarsi un po' troppo. In quanto a semplice intrattenimento direi che Mr Morfina funziona piuttosto bene. La pellicola racconta la classica storia del tizio che deve salvare la principessa e sfrutta il problema neurologico del protagonista per trasformarlo in un eroe fragile ma incapace di sentire dolore e che, a coronamento della vicenda, aggiunge un ritmo rapido ma non tachicardico. Il risultato è un film che divora con discreta voracità il tempo che chiede per essere visto e scivola via tutto sommato innocuo attraverso percorsi prevedibili e ben resi sullo schermo, affidando a interpreti quasi famosi, come i figli d’arte Quaid e Nicholson e altri tipici volti televisivi, il compito di crederci. Loro rispondono con giusto entusiasmo alla chiamata e l’insieme non è malaccio. Ecco, che poi tutto ...