Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta LoSpettatore

Lo spettatore #330- Carezze: La città incantata (Sen to Chichiro no kamikakushi, 2001)

Immagine
L’animazione è una tecnica come un’altra, anzi spesso vantaggiosa per poter rappresentare qualunque genere potendo spingere forte sull’impatto visivo. Eppure faccio sempre fatica ad approcciarmici e quando lo faccio spesso mi trovo disorientato. Questa ritrosia mi ha spinto lontano anche da molti capolavori del genere, come quello di oggi. Un peccato dopotutto perché certi film hanno il potere di farti stare bene come una pomata rigenerante su una scottatura. La Città Incantata racconta una storia per ragazzi, certo, ma lo fa in un modo talmente coinvolgente da attrarre anche me che di incantato non ho proprio niente. Come ci riesca poi è difficile da spiegare perché probabilmente è un insieme di incantesimi a produrre la magia: dalla malia della storia al carattere della protagonista, dalla dolcezza degli spiriti alla fantasia nel rappresentarli, dalla qualità dei disegni alle piccole trovate escogitate per animarli. Proprio quest’ultimo fattore mia ha colpito prima di tutti gli altri...

Lo spettatore #329- Massimo Spavento: L'ombra del vampiro (Shadow of the Vampire, 2000)

Immagine
Se volete conoscere il dietro le quinte di un film contemporaneo spesso è sufficiente andare a scovare qualche intervista, cercare tra il materiale promozionale disponibile, pescare qualche foto rubata dal set e mettere insieme le cose. Certo, non è affatto sicuro che il risultato di queste ricerche sarà la verità, ma quantomeno avrete davanti un buon surrogato della stessa che, nel giro di qualche anno, potrebbe venire arricchito da aneddoti autentici. Ma con una pellicola vecchia di un secolo la situazione cambia. Friedrich Wilheilm Murnau girò lo spaventoso Nosferatu nel 1922 e probabilmente da subito nacquero le leggende che hanno contribuito a renderlo ciò che è. Del resto ha senso se pensiamo all’aspetto terrificante del prodotto finale, esaltato dalla luce espressionista tipica dei tedeschi e da un attore seppellito sotto il trucco che si chiamava Massimo Spavento. Il mistero ammantava tutto il progetto a partire dall’esistenza stessa di Max Scherck, il cui nome evidentemente pa...

Lo spettatore #328- Colui che cammina tra i filari: Grano rosso sangue (Children of the Corn, 1984)

Immagine
L’unico incontro della mia vita con Grano Rosso Sangue è stato un lampo. Lo incrociai per caso in una di quelle reti locali che trasmettevano di tutto in scarsa qualità VHS, credo a fine anni novanta o inizio anni zero. Su quello schermo c’era Malachia che urlava ordini agli altri ragazzini. Non l’ho più dimenticato. In effetti è piuttosto difficile ignorare la preponderanza del personaggio portato in scena da Courtney Gains all’interno della pellicola. Per la sua faccia particolare tutta spigoli e denti, certamente, ma soprattutto per una mimica capace di trasfigurare il volto di un adolescente non privo di una certa dolcezza, in uno spietato assassino assetato di sangue. Malachia fa decisamente paura e la sua contrapposizione con l’Isaac del già venticinquenne John Franklin (truccato in modo da sembrare affetto da vampirismo) avrebbe potuto essere il vero motore di un film che (e dico l’ennesima cosa impopolare, ma tanto siamo tra pochi intimi) è la fiera delle occasioni mancate. Ho ...

Lo spettatore #327- Esistono: Per niente al mondo (2022)

Immagine
Esistono e sono tra noi. Piccole perle nascoste del nostro cinema che passano quasi inosservate in un ambiente troppo impegnato a mostrare sempre le stesse facce e a raccontare sempre le stesse storie nello stesso modo. Sono difficili da trovare, a volte impossibili se non c'è nessuno che ne segnali la presenza. Ma ci sono e fanno pensare che dopotutto qualcuno che abbia davvero a cuore il mestiere ci sia ancora. Va bene, magari Per Niente Al Mondo non è proprio un capolavoro, tuttavia vi si intuisce la necessità di raccontare una storia attraverso una visione chiara e la voglia di fare cinema. Il film parla della caduta nel baratro (come si intuisce dalla locandina) di un uomo che è all'apice del successo personale in quanto cuoco rinomato, gestore di un ristorante di successo che si appresta a ristrutturare, con una figlia adolescente che lo adora e un gruppo di amici storici uniti da un legame solido, per altro anch'essi giunti alla piena soddisfazione personale fatta di...

Lo spettatore #326- Il timbro degli Shy: Loro ti guardano (The Watchers, 2024)

Immagine
Quando hai un padre famoso che fa il tuo stesso mestiere è difficile affrancarsi totalmente dalla sua poetica. Vuoi perché averlo vicino influenza il tuo modo di guardare le storie, vuoi perché i distributori da un Shyamalan si aspettano qualcosa di preciso, vuoi perché le fiabe che ti raccontava da piccola erano le stesse che affascinavano lui. Forse è inevitabile quindi che la tua opera prima sappia di Shy. Loro Ti Guardavo è un film che ammicca parecchio a certe sceneggiature confuse del caro vecchio M. Una giovane donna che si perde in un bosco fantastico, un rifugio sicuro e isolato, nemici non meglio identificati che sembrano affamati e attaccano col buio. Un modo di giocare con il mistero che ha tutte le carte in regola per risultare affascinante e una messa in scena che sfiora il confine dell'horror senza attraversarlo per davvero, restando sempre orientata al racconto thriller che si svela piano piano. Solo che tra il condividere una visione e avere lo stesso tocco ce ne p...

Lo spettatore #325- Rutger se la gode: Detective Stone (Split Second, 1992)

Immagine
Da come la buttava via ho come l’impressione che nel 1992 Rutger Hauer ne avesse già le scatole piene della serie B in cui era sprofondato. Se solo potessi tornare indietro nel tempo per avvertirlo che il peggio doveva ancora arrivare… Anche perché questo Split Second parte da presupposti più che decenti, mostrando un’estetica legata al decennio precedente unita alla denuncia dei cambiamenti climatici, provando a mettere in scena un noir classico con l’investigatore a caccia dell’assassino seriale, per poi trasformare tutto in un action thriller con il mostro. Scelte audaci e idee potenzialmente vincenti che indicano quanto qui si sia almeno tentato di produrre un film decoroso e avvincente, anche se ci si è riusciti solo in parte.  L’aspetto generale dell’opera è accattivante e presenta una Londra del futuro (2008 addirittura, l’inarrivabile secondo millennio) semi sommersa dalla pioggia incessante e invasa dai ratti che nel putridume ci sguazzano. Un modo di rappresentare l’acqua...

Lo spettatore #324- La voce dell'oracolo: Idiocracy (2006)

Immagine
Buon ultimo sono arrivato anche io a mettere gli occhi davanti a uno dei film tra i più menzionati, in quanto legittimato di essere premonitore della nostra società. L’avrò sentito citare milioni di volte a proposito della deriva che, oltre oceano ma non solo, ha preso l’umanità occidentale. Come se il film fosse stato girato nel 1660 e non in un 2006 dove le cose già stavano in un certo modo. Idiocracy è una commedia demenziale e, se un po’ mi conoscete, sapete che con questa premessa partiamo malissimo. Io non rido mai, tantomeno davanti a un film e se non sei gli ZAZ o Mel Brooks difficilmente puoi spezzare questa realtà. Tuttavia Mike Judge (aiutato alla sceneggiatura da Ethan Cohen, nientemeno) ci prova con tutte le sue forze, devo dargliene atto. La sua abilità nello spostare la manopola dell’assurdo a livelli alti è certificata da quel paio di gag che effettivamente sono riuscite a intaccare il mio sistema nervoso simpatico, perché ben posizionate e perfettamente coerenti. Tutta...

Lo spettatore #323- Il mito decadente: The Old Way (2023)

Immagine
Io credo che se esiste un sentimento capace di farci capire chi siano gli americani, questo potrebbe essere il rimpianto che caratterizza la loro narrazione quando parlano del vecchio west nel momento in cui smise di essere far. A loro l’anarchia della sopraffazione manca. Magari era quello il vero sogno che tanto gli piace venderci. Il Wyoming si sta facendo stato e con questo prestigio gli tocca di sorbirsi tutte quelle noiose incombenze importate dai dannati yankee, ovvero processi, forze dell’ordine, eccetera. Ma chi glielo va a spiegare al faccione pacioso di Colton Briggs, ex pistolero senza paura a cui hanno appena ucciso la moglie? Come da classico del genere l’uomo con le fattezze di Nicholas Cage si lancia all’inseguimento della banda di malfattori, lavorando meglio della legge e con più determinazione. Vi direi che non si tratta del soggetto più originale della storia, non fosse per due particolari che muovono un poco le acque stagnanti: il fatto che in realtà quella alla qu...

Lo spettatore #322- La guerriera delle stelle: Barbarella (1967)

Immagine
A quanto pare Jeff ha deciso di assecondare la mia tendenza al recupero di pezzi pregiati schierando in prima pagina nientemeno che Barbarella, film culto che tra cosplay, filmati e parodie sembra aver occupato una parte notevole dell’immaginario pop dal 1968 in poi, ma che, andando a setacciare il pubblico, pare non abbia visto nessuno. In effetti nemmeno ai suoi tempi Barabrella fu un grande successo. Una pellicola per lo più ignorata che assurse a nuova vita grazie alle videocassette e alle promesse piccanti che attirarono gli adolescenti dei decenni successivi. Eppure l’opera affidata a Roger Vadim voleva proporsi come qualcosa di diverso e la protagonista si inserisce nella grande ondata del periodo fatta di contestazione giovanile, femminismo e libertà sessuale, ponendosi come una donna emancipata, coraggiosa, indipendente, guerriera suo malgrado e perfettamente padrona del proprio corpo. Una vera eroina del sessantotto, insomma, anche se i rifiuti da parte di attrici quali Virna...

Lo spettatore #321- Plastica rosa e rivendicazioni: Barbie (2023)

Immagine
Forse vi starete chiedendo perché mi sia deciso a guardare Barbie in questo 2026, lasciando le chiacchiere e i meme lontani tre anni. Ecco, magari la risposta è insita nella domanda, che però, come spesso succede, è sbagliata. L’interrogativo che mi porrei se fossi un ipotetico interlocutore sarebbe: ma perché uno come me deciso di guardare un film come Barbie? In effetti a spingermi è stata la curiosità per una narrazione costruita sul filo dell’assurdo, all’interno di un’atmosfera psichedelica e colorata non priva di trovate brillanti e battute indovinate, tutti elementi di una storia che sfrutta un’icona dell’infanzia occidentale per trasformarla in qualcosa di differente, forse persino strano. Chiaramente un esperimento diverso rispetto a quelli tentati dalle trasposizioni horror dei pupazzi come ne abbiamo viste fin troppe di recente, piuttosto parliamo di una commedia dal potenziale demenziale messa in piedi con l’ambizione di raccontare qualcosa di più profondo. Margot Robbie ...

Lo spettatore #320- Un percorso accidentato: Un film fatto per Bene (2025)

Immagine
Purtroppo devo ammettere di non essere un conoscitore dell’opera di Franco Maresco. Di lui ricordo solamente vaghi episodi di Cinico TV, esperimento affascinate che catalizzava lo sguardo ma che all’epoca ero troppo giovane e stupido per capire. Per fortuna è lo stesso regista a costruire un riassunto su ciò che è stato. Ovviamente a modo suo. Il film, come si intuisce dal titolo, prende spunto dall’idea di dirigere una pellicola su un episodio poco noto della vita di Carmelo Bene, commediografo dissacrante a cui il regista siciliano si sente legato. Solo che tutto va in vacca, il progetto salta e Maresco, deluso e frustrato, si ritira dalla vita pubblica lasciando i suoi collaboratori senza direzione. Ecco, con questo presupposto Maresco monta una sorta di documentario sulla sua stessa opera, approfittando delle ricerche di amici e colleghi per analizzare le motivazioni che si celano dietro a uno stile che gli ha sempre causato parecchi grattacapi. Alla base del racconto c’è l’ironia ...

Lo spettatore #319- Chasing Santa: Fatman (2020)

Immagine
Rieccoci con un'altra puntata della rubrica su Babbi anomali e Natali alternativi, per proseguire il racconto di un filone molto più denso di quanto a prima vista possa sembrare. Oggi però giochiamo in serie A, perché il pacioso vecchietto è interpretato niente meno che da Mel Gibson. Ecco, magari serie A non è proprio la categoria adatta dove infilare questo prodotto, che comunque è un'opera di buona fattura, con le facce giuste dentro e un'idea che sulla carta ha tutto per funzionare. Un bambino con le caratteristiche ideali per diventare il futuro presidente degli States, se la prende con Babbo Natale per aver ricevuto del carbone in seguito alle sue vessazioni ai danni del prossimo. Infuriato come solo un essere capriccioso e viziato può diventare, decide di vendicarsi dell'affronto e assolta il fidato killer di famiglia per assassinare il vecchio. Un impianto che sulle prime funziona, perché Canche Hurstfield è un perfetto Donaldino in miniatura, Walton Goggins ha ...