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Lo spettatore #322- La guerriera delle stelle: Barbarella (1967)

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A quanto pare Jeff ha deciso di assecondare la mia tendenza al recupero di pezzi pregiati schierando in prima pagina nientemeno che Barbarella, film culto che tra cosplay, filmati e parodie sembra aver occupato una parte notevole dell’immaginario pop dal 1968 in poi, ma che, andando a setacciare il pubblico, pare non abbia visto nessuno. In effetti nemmeno ai suoi tempi Barabrella fu un grande successo. Una pellicola per lo più ignorata che assurse a nuova vita grazie alle videocassette e alle promesse piccanti che attirarono gli adolescenti dei decenni successivi. Eppure l’opera affidata a Roger Vadim voleva proporsi come qualcosa di diverso e la protagonista si inserisce nella grande ondata del periodo fatta di contestazione giovanile, femminismo e libertà sessuale, ponendosi come una donna emancipata, coraggiosa, indipendente, guerriera suo malgrado e perfettamente padrona del proprio corpo. Una vera eroina del sessantotto, insomma, anche se i rifiuti da parte di attrici quali Virna...

CDC #149- L'atroce imbarazzo di un tardo giovane: La Voglia Matta (1962)

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Succede a tutti di sentirsi fuori luogo. Chessò: perché ci si trova invitati a una festa popolata da sconosciuti. Oppure perché si arriva al locale belli sobri mentre tutti gli amici biascicano discorsi privi di senso. O magari perché si finisce dentro la casa sbagliata quando si sta cercando qualcuno e tocca darsela a gambe prima che il proprietario opti per la giustizia sommaria. Eppure una delle situazioni più imbarazzanti nelle quali può capitare di trovarsi è quella che ci vede fuori quota, nel ruolo dell'uomo saggio convinto di conquistare i ragazzini con la propria verve, ma che invece si rende ridicolo, ne è consapevole e cade in un vortice di figuracce una peggio dell'altra nella vana attesa di quella trovata che possa rimetterlo in buona luce. Se a questa sgradevole sensazione aggiungiamo pure il carico dell'infatuazione per la ragazzina che gioca con la sua sensualità, capiamo benissimo come a volte sarebbe meglio starsene a casa. Si perché la vicenda di Antonio ...