Lo spettatore #272- Sempre le stesse facce in giro: Men (2022)
L’idea di far interpretare tutti i personaggi maschili del paesello allo stesso attore è effettivamente intrigante, perché produce mistero e inquietudine in grosse quantità. Certo, poi per sfruttare uno spunto del genere occorrerebbe un altrettanto valido progetto di sviluppo, ma non è che nella vita si può avere tutto. A dire il vero per buona parte del suo incedere il film funziona piuttosto bene costringendo lo spettatore a farsi le domande giuste, tipo: perché la protagonista non si accorge dell’anomalia? Forse lei non vede quello che vediamo noi? Cosa rappresentano i personaggi messi in scena da Rory Kinnear? Tutti quesiti che trascinano dentro alla vicenda contribuendo a una forma di attaccamento che ha dei toni morbosi, perché nel villaggetto inglese dove si svolgono i fatti tutto è strano e questo indipendentemente dagli uomini C’è qualcosa nelle scelte artistiche di Garland che fa pensare a un ambiente malsano, sbagliato, pur se all’apparenza ideale e attraente. Alcune se...