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Lo spettatore #266- Se le lacrime rischiano di appannare la vista: Collateral Beauty (2016)

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Quello del lutto è un tema delicato, spesso utilizzato dal cinema per mettere sul piatto ragionamenti sul dolore e sulla necessità di andare avanti anche se certe sofferenze non potranno mai essere superate. Poi è chiaro che esistono modi e modi di trattare l'argomento e non sempre ne viene fuori un film impeccabile. La pellicola non inizia male: grazie a un veloce flashback David Frankel ci mostra chi era Howard Inlet prima del dramma che stava per piombargli addosso, ovvero un uomo ispirato, un imprenditore coinvolgente, uno che ama ciò che fa e chi lo fa con lui. Poi, saltando avanti di tre anni, ci viene presentato l'oscuro signore che ne ha preso il posto, devastato dalla perdita, incapace di comunicare e privo di ogni desiderio. Così i suoi tre amici e soci decidono di prendere in mano la situazione. Un momento chiave dopo il quale il film perde di senso sempre più rapidamente ogni minuto che passa. Frankel è alla ricerca della lacrima facile, questo si vede fin da subito...