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Visualizzazione dei post con l'etichetta Nicolas Cage

Lo spettatore #323- Il mito decadente: The Old Way (2023)

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Io credo che se esiste un sentimento capace di farci capire chi siano gli americani, questo potrebbe essere il rimpianto che caratterizza la loro narrazione quando parlano del vecchio west nel momento in cui smise di essere far. A loro l’anarchia della sopraffazione manca. Magari era quello il vero sogno che tanto gli piace venderci. Il Wyoming si sta facendo stato e con questo prestigio gli tocca di sorbirsi tutte quelle noiose incombenze importate dai dannati yankee, ovvero processi, forze dell’ordine, eccetera. Ma chi glielo va a spiegare al faccione pacioso di Colton Briggs, ex pistolero senza paura a cui hanno appena ucciso la moglie? Come da classico del genere l’uomo con le fattezze di Nicholas Cage si lancia all’inseguimento della banda di malfattori, lavorando meglio della legge e con più determinazione. Vi direi che non si tratta del soggetto più originale della storia, non fosse per due particolari che muovono un poco le acque stagnanti: il fatto che in realtà quella alla qu...

Lo spettatore #286- Un automa di nome Nicolas: Willy's Wonderland (2021)

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Dev'essere successo qualcosa durante l'infanzia dei produttori moderni, perché tutto questo proliferare di film e videogiochi a tema animatroni fuori controllo ha qualcosa di sospetto. A me piace immaginarli da bambini tutti insieme a una festa in un locale dove questi cosi hanno iniziato a dare di matto provocando incidenti terrificanti. So che sembra un eventualità improbabile, ma non riesco a spiegare altrimenti la nascita in così rapida sequenza di opere come Banana Splits, Five Nights At freddy's e Poppy Playtime, tanto per fare qualche esempio. O di Willy's Wonderland, per l'appunto. Nonostante le prime sequenze possano far credere il contrario, appena entra in scena Nick Cage il film ci fa subito capire la sua natura di giocattolone tutto matto da non prendere sul serio. Del resto il nostro Nicola sa benissimo come calarsi nella parte del giustiziere fuori di testa, che fa solo finta di cascare nella trappola messa in piedi dai paesani mentre è perfettamente ...

Lo spettatore #237- New York ti morde: Stress da vampiro (Vampire's Kiss, 1989)

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Non ho mai nascosto la mia passione per il romanzo chiamato American Psycho , una delle più lucide descrizioni della follia edonistica anni ottanta. Ecco, credo che (almeno per la sua versione cinematografica) l’ispirazione possa aver trovato linfa in questo Stress Da Vampiro, film forse più famigerato che famoso a causa dell’infinità di meme partoriti dai soliti simpaticoni che vivono aggrappati alla rete. In effetti il Peter Loew interpretato da Nicholas Cage, pur non facendo parte dell’esercito degli yuppies è un ottimo proto-Bateman. Come il protagonista descritto da Bretton Ellis, infatti, l’uomo vive New York con tutte le sue opportunità e, proprio come Patrick, da essa finisce masticato (letteralmente direi) fino alla follia. Il racconto è cupo, anche più di quanto sembri. Anzi, stando alla locandina si potrebbe addirittura pensare di trovarsi di fronte a una commedia vagamente piccante. Invece la sceneggiatura di Jospeh Minion racconta l’oscura discesa nel baratro di un uomo f...

Lo spettatore #223- Dove c'è Nick c'è caos: Prisoners Of The Ghostland (2021)

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Fatico a resistere quando vedo il faccione di Nic stampato su una locandina. Se poi il film in questione promette di essere una cosa fuori di testa , completamente sbullonata e ricca di stranezze, facile immaginare come la sua presenza possa rivelarsi un valore aggiunto di notevole entità. Peccato che strano non voglia dire bello. O almeno non sempre. Difficile descrivere cosa sia Prisoners Of The Ghostland. Sicuramente la pellicola narra una storia senza tempo e senza spazio, dal gusto astratto e dalla messa in scena importante. Un prodotto che va ad omaggiare il post apocalittico anni ottanta, se vogliamo, ma che lo arricchisce con qualcosa di giapponese e con un'estetica western, tanto per mischiare per bene tutte le sue influenze. Un lavoro del genere, va da sé, è il terreno ideale per una storia di avventura. Un racconto tipico dentro un universo atipico, che poi è la solita solfa del prigioniero che va a guadagnarsi la salvezza recuperando la figlia/amante/moglie o, come in q...

CDC #145- Orazio: Il Colore Venuto Dallo Spazio (Color Out of Space, 2019)

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La fa facile Lovecraft. Ben consapevole che il suo lettore riconosce solo il bianco della pagina e il nero dell'inchiostro, racconta di un colore che nessuno ha mai visto e che non si può descrivere. Gioca con le parole, tanto il lavoro sporco tocca a chi legge. Ma come si può tradurre un concetto simile al cinema, dove questa cosa la devi mostrare? Beh, dai una mano di violetto purpureo fosforescente, a volte lo viri sul rosa shocking, poi metti tutto da parte e tiri fuori il solito vecchio trucco delle spore. Che quello funziona sempre. A prima vista la famiglia Gardner pare un covo di sciroccati. Ma, volendo grattare sotto la superficie, si scopre un nucleo fragile, i cui equilibri sono sul punto di spezzarsi. Papà Nathan è un visionario, ma non uno di quelli fortunati alla Elon Musk. Da ciò che ci viene dato a intendere i suoi progetti si sono tramutati in fallimenti e l'ultima trovata, quella di allevare gli alpaca per produrre latte, non pare destinata a miglior sorte....

CDC #94- Il sapere nei numeri: Segnali Dal Futuro

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Alex Proyas è uno che in carriera un paio di colpacci li ha messi a segno. Roba come il Corvo o Dark City, cinema magari non assimilabile ai capolavori della storia, ma sicuramente capace di conquistarsi un posticino tra i divi del cult. Mi sono sempre chiesto come mai di un regista con prodotti così validi all'attivo abbia sempre sentito parlare poco. Beh, mi sa che ho trovato una risposta soddisfacente. Segnali Dal Futuro si inserisce in quella nicchia di fantascienza un po' farfallona che vuole parlare di ogni riflessione appartenente allo scibile umano e poi affida tutto il discorso a uno come Nicolas Cage. Fatalismo, determinismo, scienza, religione, destino, numerologia. Ogni cosa qui viene trattata con l'intenzione di spargere il dubbio, lasciare una porta socchiusa, spingere lo spettatore ad andare oltre la semplice fruizione dell'opera. Mi piace questo atteggiamento, lo sapete. Ma Nic è uno che, nel bene o nel male, si prende l'occhio dell...