Vi racconto una storia: Tre di sette
Il freddo umido di Marzo gli attraversava i vestiti appiccicandoglisi alle ossa, quindi accelerò il passo, consapevole dell'inutilità del gesto. Quel tipo di gelo una volta che ti agguantava non ti mollava più. Ma andava bene così: camminare dentro le nuvolette che gli uscivano dal naso gli evitava di pensare a quegli occhi alieni. Si rifiutava di accettare l'idea della sua dignità di professore piegata fino a quel punto, proprio lui che si illudeva di non provare più nulla per niente che non fosse filosofia. Si sentiva intelligente, forse perfino superiore alla media. Invece era un cretino, che come tutti i bipedi dotati di cazzo si era lasciato trascinare dalla suggestione di un amore giovane e disponibile. Allora, mentre la foschia tentava di assaltargli le caviglie, provò a lasciare che il freddo si impadronisse del suo corpo mingherlino. Ma proprio quando iniziava questo esperimento capì di essere uno stupido. “Stupido!” a credere che una ragazza tanto giovane potesse tr...