Lo spettatore #311- Opulenza: Babylon (2022)
Ho atteso molto prima di affrontare Babylon e mi ci sono avvicinato con le pinzette, terrorizzato dal rischio di trovarmi di fronte un’opera tutta estetica girata da uno a cui piace farsi notare. Invece… Damien Chazelle ama molto il cinema classico della vecchia Holywood, ce l’ha già fatto vedere . Tuttavia forse ama ancora di più lo sfarzo che raccontano le leggende, un modo di vivere leggiadro da Belle Epoque che pare ammantasse le colline sopra El Pueblo de Nuestra Señora la Reina Virgen de los Ángeles del Río de la Porciúncula de Asís agli albori dell’esplosione dell’intrattenimento cinematografico. Per farci capire quale sia la sua idea di tale edonistica leggerezza ci introduce al film con una festa lunga un miliardo di minuti, durante la quale la nuova aristocrazia di artisti e saltimbanchi si lascia andare ad atteggiamenti degni della corte di Caligola, tra alcol, droghe e sesso in dosi abbondanti all’interno di una villa che un magnate dell’industria adibisce a nuovo foro e ne...