Lo spettatore #314- Concerto per il mostro: Trap (2024)
Guardando Trap ho avuto l’impressione che questa volta M.Night si sia trovato per le mani un’idea senza riuscire a gestirla fino in fondo. Un film del quale è anche difficile parlare, perché alla fine della fiera la sensazione è quella di non averlo nemmeno visto. In effetti da Shy tendo sempre ad aspettarmi qualcosa, che non vuol dire che consideri i suoi film dei capolavori, ma semplicemente che ne ammiro l’originalità e la voglia di girare sempre la sua storia, qualsiasi essa sia, con tutte le controversie che una scelta del genere porta con sé. Se dal punto di vista estetico è uno di quelli che ammicca da quello contenutistico spesso ti frega. È possibile che lo abbia fatto anche stavolta, solo che il risultato è meno stordente rispetto alle solite visioni che propone, più lineare in un certo senso. Anche se l’idea di intrappolare un maniaco omicida nel contesto di un concerto per ragazzine ha un certo potenziale, non lo nego. Infatti la prima parte della pellicola è quella che mos...