Lo spettatore #306- Con l'educazione si risolve sempre tutto: Freaks (1932)
Ai classici occorre sempre dare un’occhiata, specialmente se negli anni hanno attraversato mille peripezie arrivando a noi ricoperti dalla patina del mito. Freaks è stato rifiutato, dileggiato e vilipeso, eppure sta arrivando ai cent’anni ancora arzillo come un giovanotto perché ciò che racconta ha un valore che supera il tempo. A costare la messa al bando in molti luoghi del mondo alla pellicola di Tod Browing è stato l’utilizzo sullo schermo di autentici disabili gravi, persone con malformazioni grottesche che ripugnavano gli spettatori. Si potrebbe pensare che Browning fosse stato accusato di sfruttare i suoi freaks come fenomeni da baraccone, alla stregua di quanto faceva Barnum con il suo circo, ma non fu una questione di sensibilità ad alzare il livello di censura, quanto la paura di fronte a qualcosa decisa dalla sorte e la consapevolezza che potesse capitare a tutti. Anche perché, a guardar bene, Browining e lo sceneggiatore Clarence Robbins non ridicolizzano i loro personaggi ...