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La canzone della settimana #31- Benjamin Clementine: Pizza Mind

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  Capitano spesso periodi durante i quali l'entusiasmo scivola sotto lo zero, la fatica si fa sentire in ogni azione, ogni evento che capita sembra progettato per darci fastidio e il semplice alzarsi dal letto diventa un'impresa per la quale non si è preparati. Io tendo a chiamare queste sfortunate parentesi della vita con un nome evocativo di spettri e mostri talmente orrendi da non poter nemmeno essere immaginati: estate. Ecco, quando tutta questa melma negativa inizia ad assimilarmi trovare una via d'uscita non è semplice e allora tendo a rifugiarmi nel sicuro giaciglio dei classici, pezzi con i quali esiste un'affinità certificata. O magari no. Magari vado a cercare canzoni nuove che però suonino come classiche, roba che nasce fuori dal tempo e senza tempo, che potrebbe essere stata prodotta in qualsiasi era della musica moderna e che puro caso porta incisa sulla copertina una data contemporanea. L'estate è un 'epoca talmente lunga da sembrare infinita, ma p...

Vi racconto una storia: Tre di sette

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Il freddo umido di Marzo gli attraversava i vestiti appiccicandoglisi alle ossa, quindi accelerò il passo, consapevole dell'inutilità del gesto. Quel tipo di gelo una volta che ti agguantava non ti mollava più. Ma andava bene così: camminare dentro le nuvolette che gli uscivano dal naso gli evitava di pensare a quegli occhi alieni. Si rifiutava di accettare l'idea della sua dignità di professore piegata fino a quel punto, proprio lui che si illudeva di non provare più nulla per niente che non fosse filosofia. Si sentiva intelligente, forse perfino superiore alla media. Invece era un cretino, che come tutti i bipedi dotati di cazzo si era lasciato trascinare dalla suggestione di un amore giovane e disponibile. Allora, mentre la foschia tentava di assaltargli le caviglie, provò a lasciare che il freddo si impadronisse del suo corpo mingherlino. Ma proprio quando iniziava questo esperimento capì di essere uno stupido. “Stupido!” a credere che una ragazza tanto giovane potesse tr...

Lo spettatore #314- Concerto per il mostro: Trap (2024)

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Guardando Trap ho avuto l’impressione che questa volta M.Night si sia trovato per le mani un’idea senza riuscire a gestirla fino in fondo. Un film del quale è anche difficile parlare, perché alla fine della fiera la sensazione è quella di non averlo nemmeno visto. In effetti da Shy tendo sempre ad aspettarmi qualcosa, che non vuol dire che consideri i suoi film dei capolavori, ma semplicemente che ne ammiro l’originalità e la voglia di girare sempre la sua storia, qualsiasi essa sia, con tutte le controversie che una scelta del genere porta con sé. Se dal punto di vista estetico è uno di quelli che ammicca da quello contenutistico spesso ti frega. È possibile che lo abbia fatto anche stavolta, solo che il risultato è meno stordente rispetto alle solite visioni che propone, più lineare in un certo senso. Anche se l’idea di intrappolare un maniaco omicida nel contesto di un concerto per ragazzine ha un certo potenziale, non lo nego. Infatti la prima parte della pellicola è quella che mos...

La canzone della settimana #30- Poliça: Sticks And Stones

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Sono dovuto andare fino alla mappa dei caratteri per trovare quella lettera stramba che sembra una c ma non lo è fino in fondo: ma quante cose faccio per voi, che non fate altro che lamentarvi? Ad ogni modo oggi si balla, scomposti, come fossimo dei pupazzi orrendamente assemblati. Il pezzo che vi propongo è un susseguirsi di non so cosa, mischiato ad altro. Per di più qui in versione live, che non ho trovato il corrispettivo sulla piattaforma, ma fa uguale, tanto la differenza quasi non si nota. Enjoy !  

Vi racconto una storia: Due di sette

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Il Bestia si alzò dalla posizione accovacciata e asciugò il velo di sudore che gli raffreddava la fronte, lasciando sulla pelle una striscia nera di fuliggine. Sperava di ottenere di più dai rottami del Luna Park, invece il carretto giaceva semivuoto dietro di lui. Così decise di rinunciare. Dopotutto la notte stava per finire. Uscì dal groviglio, riprese il carretto e sputò un grumo di catarro nero al sapore di ferro che si spiaccicò sull'asfalto appena oltre le macerie. Poi bestemmiò. Fu in quel momento che si accorse di qualcosa con la coda dell'occhio. Uno strano arnese stazionava appena fuori dal cumulo di rottami muovendosi impercettibilmente avanti e indietro. Due ruotine laterali lo facevano assomigliare ai cannoni dei soldatini, mentre il bulbo che stava in mezzo ospitava una luce rossa al centro di quello che appariva come un nero occhio di vetro. L'uomo dai vestiti sporchi e il piccolo marchingegno restarono uno di fronte all'altro, sospesi nell'attesa ...

Lo spettatore #313- L'eroe fragile: Mr. Morfina (Novocaine, 2025)

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Ogni tanto saltano fuori questi film tutti matti che pensano solo a fare baccano e si curano poco della logica. Il punto è sapere se vale la pena guardarli, perché a volte tendono ad assomigliarsi un po' troppo. In quanto a semplice intrattenimento direi che Mr Morfina funziona piuttosto bene. La pellicola racconta la classica storia del tizio che deve salvare la principessa e sfrutta il problema neurologico del protagonista per trasformarlo in un eroe fragile ma incapace di sentire dolore e che, a coronamento della vicenda, aggiunge un ritmo rapido ma non tachicardico. Il risultato è un film che divora con discreta voracità il tempo che chiede per essere visto e scivola via tutto sommato innocuo attraverso percorsi prevedibili e ben resi sullo schermo, affidando a interpreti quasi famosi, come i figli d’arte Quaid e Nicholson e altri tipici volti televisivi, il compito di crederci. Loro rispondono con giusto entusiasmo alla chiamata e l’insieme non è malaccio. Ecco, che poi tutto ...

La canzone della settimana #29- Tamikrest: Imanin

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  Oggi faccio finta di essere multiculturale e vi propongo un pezzo che sa di deserto, in pieno fervore da servizio pubblico, perché se ci abituiamo alle sabbie del Sahara vivremo più serenamente le estati che ci avanzano. Ma non serve che ringraziate, tranquilli. Ad ogni modo nella canzone che state per ascoltare si apprezza una miscela tra musica Touareg e quel blues da palude che tanto piace a chi cura questo spazio. Poi si, non ho idea di cosa dicano i testi, ma questo vale anche per molte canzoni inglesi. O italiane in questi ultimi tempi. Ma basta parlare, largo ai suoni: