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Iuri legge per voi: Senza sapere come (2025) di Annmaria Fassio

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  C’è una certa particolarità nello scrivere gialli da parte delle autrici. Una sorta di intimismo diverso, che non saprei davvero definire, ma che incontro quasi sempre quando ho per le mani l’opera di una scrittrice. Senza Sapere Come conferma la sensazione, proponendo una storia che si alterna tra tempi diversi, con molti personaggi, in una vastità di ambientazioni tra le quali spicca una Genova noir molto caratteristica. Forse però c’è troppa carne al fuoco in questo romanzo, che si sforza di mettere su pagina una vicenda in cui ogni cosa va al suo posto, ma chiede un po’ troppo a se stesso, tanto che non tutti i tasselli trovano il giusto spazio finendo per perdersi. Il filo che dovrebbe legare tutti i personaggi e lo spazio tempo dentro al quale si muovono è sottilissimo, quasi evanescente e l'elemento che collega tutto arriva quasi per caso, senza che nessuno dei protagonisti sembri davvero essere sulla strada giusta per capirci qualcosa. Lo svelamento dell’intreccio avviene...

FL#18- Attrazione per la desolazione: Terra Foliata (2025)

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Non so se sia possibile definire Terra Foliata un vero e proprio gioco. Voglio dire, ci sono delle cose da fare, degli ambienti da esplorare e degli obbiettivi da raggiungere. Tuttavia  è tutto così strano. Lo è fin da subito, in effetti, dalle prime fasi ambientate in una sorta di alveare futuristico che urla a gran voce Matrix, ma che con le acrobazie pirotecniche di Neo non ha nulla a che spartire. Siamo soli in un’ambientazione che sembra sospesa  e il nostro fumoso ruolo all’interno di essa dovrebbe essere quello di far progredire il tempo. Sono tutte mie supposizioni, in realtà, perché gli sviluppatori non fanno molto per rendere edotto il giocatore su cosa sia quel mondo e su cosa occorra fare al suo interno. Solo delle note sparse, lasciate indietro da qualche altro viaggiatore, che dovrebbero condurci  attraverso l’avventura. Ma tutto è scritto in modo criptico e lasciato alla libera interpretazione, tanto che, quando alla fine i nodi dovrebbero venire al pettine...

Lo spettatore #319- Chasing Santa: Fatman (2020)

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Rieccoci con un'altra puntata della rubrica su Babbi anomali e Natali alternativi, per proseguire il racconto di un filone molto più denso di quanto a prima vista possa sembrare. Oggi però giochiamo in serie A, perché il pacioso vecchietto è interpretato niente meno che da Mel Gibson. Ecco, magari serie A non è proprio la categoria adatta dove infilare questo prodotto, che comunque è un'opera di buona fattura, con le facce giuste dentro e un'idea che sulla carta ha tutto per funzionare. Un bambino con le caratteristiche ideali per diventare il futuro presidente degli States, se la prende con Babbo Natale per aver ricevuto del carbone in seguito alle sue vessazioni ai danni del prossimo. Infuriato come solo un essere capriccioso e viziato può diventare, decide di vendicarsi dell'affronto e assolta il fidato killer di famiglia per assassinare il vecchio. Un impianto che sulle prime funziona, perché Canche Hurstfield è un perfetto Donaldino in miniatura, Walton Goggins ha ...

La canzone della settimana #35: Eartheater: Crown Jewel

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Oggi vi propongo una canzone che evoca fredde atmosfere, perché il caldo di questa estate atroce ha stancato anche i cammelli e c'è bisogno. Non conosco molto dell'artista in questione perciò eviterò inutili chiacchiericci riguardo le sue doti. Facciamo che vi lascio al brano, che è Ferragosto e immagino che siate tutti sulle spiagge a tirarvi i gavettoni e che quindi non abbiate molto tempo per me:

Vi racconto una storia: Sette di sette

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L'occhio rosso forò lo strato di polvere e Luna, la ginoide che un tempo fu assistente Fedchat, si riattivò. Il robot si mise a sedere. Il sensore ottico sopravvissuto eseguì una scansione dell'area circostante: fumo, polvere, grigio, macerie e scheletri nudi di antichi edifici. Lontano, da qualche parte, un allarme antifurto si lamentava. Luna rispose alle necessità imposte dal suo codice di istruzioni. Si alzò in piedi sostenuta dallo scheletro in acciaio opaco, nuda come appena uscita dalla fabbrica. Al posto dell'avambraccio destro solo fili spezzati e cannule colanti refrigerante. L'occhio scrutò la situazione. Serviva un'analisi sommaria per valutare i danni. La ginoide avviò il programma. L'occhio rosso si spense. Luna camminava tra i resti della città. Con piede destro danneggiato la mobilità risultava compromessa, tanto da costringerla a zoppicare. Era riuscita in qualche modo a eliminare le perdite dal braccio, ma si trattava di una riparazione prov...

Lo spettatore #318- Mai fare una buona azione: The Hitcher, La lunga strada della paura (The Hitcher, 1986)

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Negli Stati Uniti esiste una mitologia attorno all’autostop tale da dare vita avere e proprie eroine capaci di dominarne i meccanismi. Del resto c’è da capirli con tutte quelle miglia di strade che si srotolano nel nulla più assoluto. Quando hai tanto spazio a disposizione dentro ci puoi trovare qualunque cosa, così un brutto giorno può anche capitarti di caricare Rutger Hauer. The Hitcher è la storia del duello asimmetrico ingaggiato da John Ryder ai danni di Jim Hasley, un giovane che sta consegnando un’automobile e che è destinato a maledire in eterno la voglia di fare una buona azione. L’intero film si regge sulla fuga di Hasley e sul perverso gusto per la caccia di Ryder, un pazzo senza apparente motivazione che si muove felino tra le strade di nullapoli. Tutto il fascino di The Hitcher, se c’è né uno, è affidato alla figura misteriosa di Ryder, portata sulla scena da un Rutger Hauer gigione che gioca con il personaggio rendendolo inquietante il giusto. Del resto Ryder sulle prim...

La canzone della settimana #34- Twin Temple: Doomed Lovers

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  Oggi vi metto lì una canzone che sa di anni cinquanta, una ballad seducente che fa pensare alle serate estive passate a ballare vicini, a sentire il respiro dell'amata(o) sulla pelle, a dirsi parole come carezze, a sfiorare labbra morbide al gusto di pesca fresca, a godere del calore dell'altro corpo, ad avvertire la pelle che si incolla, a sudare come maiali, a sentirsi bestiame dentro una stalla, a maledire quell'astro di merda che cuoce ogni cosa su cui posa i raggi, a chiedersi perché, perdio, occorra ogni anno doversi sottoporre al supplizio dei servizi al tg con gli esodi e i bollini neri che porca miseria che cosa ci andate a fare al cazzo di mare tutti insieme che passate l'anno a non sopportarvi eppure vi accalcate come mandrie di bisonti al pascolo sopra una lingua di sabbia che tanto presto sarà tutto deserto. Scusate, mi son fatto prendere un po' troppo dalla magia dell'estate che questa canzone esalta con la sua dolcezza. Godetevela e ballatela co...