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Lo spettatore #296- Chi sei tu che balli alla finestra?: Omicidio a luci rosse (Body Double, 1984)

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Per uno che di mestiere fa il regista ed è abituato a osservare il mondo attraverso la lente dell’obbiettivo, lo sguardo assume un’importanza fondamentale. Alcuni poi ne fanno una vera ossessione e ho l’impressione che Brian De Palma sia proprio uno di questi. Si sa, il grande maestro di De Palma è stato Hitchcock uno che allo sguardo attribuiva un ruolo predominante, facendo talvolta della telecamera un vero personaggio, magari silenzioso ma ben presente nella vita dei suoi racconti. Qui il citazionismo visivo e narrativo verso Hitch lo si trova in dosi abbondanti, dall’idea del telescopio puntato sulla casa di fronte, al gioco della telecamera che avvolge il movimento dei personaggi, fino all’effetto Vertigo utilizzato per enfatizzare un disturbo ossessivo del protagonista. Poi De Palma ci aggiunge una componente di elegante erotismo, che quando hai la possibilità di schierare creature come Melanie Griffith e Deborah Shelton è sempre un valore aggiunto. Chiaro, se leggendo il tiolo i...

La canzone della settimana #13- Landhouse: Long dark tunnel

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  Oggi non starò a menarvela troppo, tanto questi post risultano piuttosto ignorati. Mi limito a portare alla vostra attenzione questo pezzo che ha la capacità di suonare bene e incastonarsi nelle pieghe del cervello per non uscirne più. Per di più il testo non è nemmeno così difficile da imparare. Sotto allora:

Lo spettatore #295- Amore disperato: Sid & Nancy (1986)

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Per chi non li conoscesse o avesse dubbi i Sex Pistols non erano altro che una boy band assemblata da impresari che negli anni settanta davano la caccia a ragazzini dalla forte presenza scenica, qualità più importante della conoscenza musicale. Se metti insieme un gruppo di sbandati e li paghi per sfogare tutta la rabbia durante tour faticosi e concerti quotidiani, cosa potrà mai andare storto? Per le anime più romantiche Sid e Nancy potrebbe addirittura raccontare una storia d’amore, magari estrema ed esasperata, ma una storia d’amore. Io romantico non mi sento, specialmente dopo aver visto un film che, più che rappresentare il sentimento di una coppia di giovanissimi lasciata in balia delle proprie fragilità, mette in scena una vicenda desolante, zeppa di una disperazione senza uscita, di speranze tradite, di illusioni senza senso. Si amavano davvero Sid e Nancy? Chi può dirlo, forse nemmeno loro sapevano se esistessero dei sentimenti dentro quel rapporto dominato dall’eroina. Di sic...

La canzone della settimana #12- Zu: The Celestial Bull And The White Lady

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  Puntata un po' particolare della rubrica, perché il pezzo selezionato per voi dal team di scienziati (composto da me e basta, sono tanto solo, uè uè) forse non è esattamente il più bello del blocco (ma non preoccupatevi troppo, non sono state sacrificate canzoni imperdibili).  Il Grande Burattinaio ha voluto dire la sua e io sono un essere troppo insignificante per potermi opporre al suo volere. Guardacaso, infatti, gli Zu sono un gruppo italiano (storico direi) e questa è stata quella settimana nella quale la musica italiana ha trovato il suo massimo palcoscenico durante la famigerata kermesse. Curiosamente nessuna delle canzoni tutte uguali (date un'occhiata ai nomi dei vari autori e capirete anche perché si somigliano così tanto) presentate alla platea dell'Ariston ha catturato la mia attenzione, quindi ho scelto una proposta che arriva da fuori. Non vi piacerà, lo dico chiaro e tondo. Del resto nemmeno io stesso sono così sicuro che mi piaccia. É solo un atto di prote...

Lo spettatore #294- Arnold uccide i generi: True Lies (1994)

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Al principio c’è un film di successo che sfonda i botteghini. Poi compaiono gli emuli ricchi, recitati da attori famosi o in procinto di diventarlo, affidati a registi abili e capaci: è così che nasce un genere. Subito dopo arriva la serie B a proporre copie delle migliori pellicole in formato economico, tanto per mandarle in un paio di sale prima di riversarle nel mercato dell’home video. Infine giungono le commedie che ne fanno una parodia e in quel momento il genere muore. Poi certo, entrerebbe in campo la Z, ma a quel punto è già troppo tardi. Se un regista come James Cameron accetta di mettere in piedi un progetto come True Lies significa che nel 1994 almeno un paio di generi sono pronti alla sepoltura, nella fattispecie il cinema d’azione e quello di spionaggio. L’operazione prevede infatti di mettere a referto un film tutto matto, che sfiori i generi d’ispirazione, ma che li stravolga con una trama esagerata e una sceneggiatura che le tiene il passo tra gags fisiche, battute con...

La canzone della settimana #11- The Notwist: How The Story Ends

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  Dopo un paio di settimane contese stavolta la situazione si è fatta decisamente più mansueta. Certo, di pezzi con del potenziale ce ne sarebbero un'infinità, ma nessuno (o pochissimi) di questi sembra davvero possedere quel non so che, tanto che stavo quasi riflettendo sull'opportunità di andare a pescare dal passato (o lasciare stare del tutto la rubrica, confido nella resistenza del web a una simile perdita). Ma poi dal profondo degli anni zero sono rispuntati i Notwist, gruppo che azzeccò un discone clamoroso eoni fa per poi scomparire dai radar. Bentornati a loro, quindi. Ascoltiamoli mentre salvano il destino di questa rubrica:

Iuri legge per voi... Il vampiro e altre novelle gotiche (2024) di A.K. Tolstoj

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  I vampiri sono tra i mostri della cultura dell’orrore che meno sopporto, così come fatico ad apprezzare il genere gotico. Eppure, come un deficiente qualsiasi, sono andato a recuperarmi questa raccolta di Tolstoj (non quel Tolstoj) che per titolo indossa proprio il nome di uno di quei fastidiosi zanzaroni giganti. Pare che a volte voglia andarmele a cercare. Invece per l’ennesima volta uscire dal proprio confine porta a scoprire situazioni interessanti, nuovi modi di raccontare (si fa per dire, che questi testi l'autore li ha scritti nell’ottocento) e interessanti esperimenti letterari. Se da un lato è vero che abbiamo classici racconti in stile, con la cornice narrativa, i paesaggi boschivi notturni e i castelli in rovina pieni zeppi di fantasmi tentatori, dall’altro ci sono alcune scelte di scrittura intriganti, che forse non sempre funzionano alla perfezione, ma che comunque evidenziano un certo ardimento. Il primo racconto, per dire, è stato così influente da aver rappresenta...