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Vi racconto una storia: La Fine Dell'Innocenza

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  La principessa Amelia inspirò a fondo per farsi coraggio e si alzò dal letto a baldacchino sul quale era seduta da qualche minuto. Le bambole di porcellana disposte accanto al cuscino sembravano seguirla con lo sguardo, affascinate dall'andamento elegante che la ragazza aveva imparato a tenere durante le lezioni di portamento. Amelia camminò sollevando delicatamente, con la punta delle dita, la gonna e si sistemò davanti al grande specchio che teneva in camera da letto. Quando si decise ad alzare lo sguardo, quasi rimase senza fiato. La seta gialla dell'abito luccicava alla luce tremolante dei candelieri, mentre le disegnava la sottile forma del busto lasciandole scoperta la pelle candida delle spalle. Una leggera increspatura brillava sotto la dolce curva dei seni sbocciati da poco e nel pieno del loro vigore. La gonna, ora liberata, arrivava a toccare il pavimento, arricchita dai soffici arricciamenti del tessuto. I guanti, di velluto pregiato, le fasciavano gli avambracc

CDC #123- L'illusione di vedere un film: Now You See Me 2

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Agli albori della propria esistenza il cinema faceva parte del bagaglio di trucchi in mano agli illusionisti. Quindi, a voler fare i profondi, si può dire che Now You See me fosse un omaggio alle origini del medium. Vero, magari gonfio come una mongolfiera, ma comunque giocoso quanto bastava per riuscire nell'intento di divertire il pubblico. Solo che sulla collina non sono proprio capaci di capire quando è ora di dire basta. Si, va bene. Il finale del primo capitolo lasciava qualche linea di trama aperta, quindi il materiale per manipolare la materia volendo c'era. Ma non è che glielo chiedesse qualcuno, voglio dire. La prima bella pensata partorita dai produttori prevede il regista Louis Leterrier, capace di portare a casa un lavoro decente la prima volta, defenestrato in favore di tal Jon M. Chu, la cui filmografia farebbe accapponare la pelle anche a un coccodrillo. Scelta che tra le asperità collinari dev'essere sembrata sensazionale, visto che i ragazzi si sono co

CDC #122- Viaggiare senza la De Lorean: Non Ci Resta Che Il Crimine (2019)

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 Ah, i viaggi nel tempo. Al cinema e in televisione ne abbiamo visti a centinaia e ancora discutiamo su chi sia l'autore più rispettoso dei paradossi che ne derivano. Un elemento molto amato dalla fantascienza, come è ovvio. Ma anche molto utilizzato in generi come l'azione, l'horror, il romantico e perfino la commedia all'italiana. Quindi che c'è di male se viene richiamato per farci fare due risate? Niente. Infatti facciamoci pure due risate. Ha ha. Fatte. In Italia, oltre al fascino degli zompi nel passato, subiamo inevitabilmente anche quello legato al crimine. Se poi si parla della malavita cool, salita agli orrori della cronaca tra gli anni settanta e ottanta, poi, eccoci andare in brodo di giuggiole. Come succede ai protagonisti di questa storia, talmente fissati con gli avvenimenti legati alla banda della Magliana da inventarsi un tour turistico a tema per Roma. Solo che poi finiscono in un tunnel di Einstein-Rosen e si ritrovano nel 1982, a contatto propr

CDC #121- Davide contro Golia al contrario: Le Mans 66 La Grande Sfida (Ford v Ferrari, 2019)

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 A Hollywood ci provano sempre. Ogni occasione è buona per dipingere gli americani come i primi della classe. Gente capace di lanciarsi in sfide impossibili contro avversari più dotati e di uscirne trionfante. Stavolta il ruolo di grande nemico tocca, udite udite, agli italiani. Quelli di Enzo Ferrari nella fattispecie, l'uomo che osò dominare i circuiti dal basso della sua fabbrichetta di artigiani a dispetto della grande potenza industriale a stelle e strisce. Quale affronto insopportabile. Non è ne tempo ne luogo per affrontare l'effettivo tentativo di accordo che intercorse tra Ford e Ferrari. Tuttavia le cronache descrivono il grande Vecchio come un uomo molto riservato, che non frequentava abitualmente i circuiti e che difficilmente provava piacevoli i bagni di folla. Trasformarlo in un divo acclamato dalla propria corte mi pare una licenza poetica abbastanza generosa. Ma si sa. Come spesso accade in opere di questo genere, la collina prende spunto dalla realtà e poi c

Iuri legge per voi: The Irishman (I Heard Your Paint Houses, 2004) di Charles Brandt

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Ciao. Forse non lo sapete e immagino non vi interessi nemmeno molto, ma io non faccio parte dell'oceanica schiera di abbonati che irrorano le casse di Netflix. Non per una posizione di principio, ci mancherebbe. Piuttosto ritengo l'offerta di Prime più che sufficiente a soddisfare la domanda che gli unici due occhi a mia disposizione riescono a porre. Talvolta tuttavia alcuni prodotti proposti dalla piattaforma stuzzicano il mio palato. Robina speciale, spesso di stampo televisivo ma, anche se di rado, pure cinematografico. The Irishman non poteva che far parte di questo cesto dei desideri. Il megametraggio di Scorsese rischia di diventare l'ultima opportunità di gustarsi i grandi vecchi della cupola hollywoodiana raccolti sotto un unico ombrello. Per di più si tratta di un ritorno dell'autore ai bravi ragazzi e a quelle storie di gangster che ci hanno donato pezzi di storia cinematografica inscalfibili. Devo dire che la vicenda dell'irlandese e di Jimmy Hoffa m

Retro futuro: Tales From The Loop

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 A Jeff Bezos sta cosa di Netflix gli deve stare proprio qui. Il catalogo Prime Video continua a proporre novità, tanto che dal piccolo pulcino degli esordi si è trasformato in un cigno dal bianco scintillante, garantendo un'offerta che trovo quasi imbarazzante. Eppure tutti parlano quasi esclusivamente di N. Strangers Things di là, Dark di qua. Insomma pare che gli unici rimasti a produrre serie televisive siano i vecchi distributori di DVD a noleggio. Ma se c'è una cosa che il nuovo millennio ci ha insegnato è che i miliardari eccentrici non si arrendono mai. Così JB ha radunato una bella squadra e ha messo su un nuovo prodotto pronto per sfidare gli acerrimi rivali nello stesso campo di gioco. Per noi è giunto il momento di vedere cosa ci propone: Retrofuturismo, parola dal nuovo conio che pare voglia imbrigliare questa mania della fantascienza anni ottanta riproposta al giorno d'oggi. Cosa che fa anche The Loop, naturalmente, anche se con un approccio diverso dal sol

CDC #120- I bei film che non vogliono farmi vedere: Oltre Il Guado (2013)

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Vi è mai capitato di entrare in un negozio dove vi tengono nascosto l'oggetto del vostro desiderio in favore della paccottiglia più becera che non comprerete mai? No naturalmente. Perché un bravo venditore studia l'acquirente intercettandone i desideri, finendo magari per vendergli qualcosa che ancora non sa di volere, ma sicuramente evitando di proporgli qualcosa che non vuole affatto. Ecco. Invece Prime Video si comporta all'opposto, insistendo nello sventolarmi davanti il trailer di quella porcheria di After 2 e celandomi prodotti che potrebbero piacermi. Non fosse stato per il consiglio di una persona molto speciale, non avrei mai scoperto il titolo di oggi. Che gran peccato sarebbe stato. Oltre Il Guado è un horror italiano e già qui scatta la notizia. Ma soprattutto è un buon film che riesce a miscelare con gusto tensione e disturbo puntando deciso sulla creazione dell'atmosfera. Certo, il bosco e il villaggio abbandonato nei quali infilare un protagonista sol