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FL #17- Le avventure di un corriere: Death Stranding (2019)

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Se c'è una cosa che mi infastidisce nei giochi a mondo aperto è la ridondanza delle missioni secondarie durante le quali viene richiesto di prendere un oggetto al punto A e portarlo al punto B, in una sorta di facchinaggio digitale che sulle prime è utile ad assimilare i meccanismi del gioco, ma che con il procedere della partita si rivela una trovata pigra ideata dagli sviluppatori per invogliare la perlustrazione dell’inutilmente gigantesca mappa. Tutta roba che dopo qualche ora tendo a evitare per non finire schiacciato dalla noia. Hideo Kojima, dall’alto della sua aura di infallibile genio, ha pensato bene di creare un gioco interamente basato su queste missioni da fattorino. Audace. Le prime ore di gioco su Death Stranding mi hanno levato l’entusiasmo. Immense camminate attraverso paesaggi spogli intervallate da estenuanti sessioni di chiacchiere durante le quali i personaggi non giocanti che ripetono sempre la stessa nenia (a volte anche in rapida sequenza) mi hanno offero ...

Lo spettatore #316- ET distruggo la casa: Psycho Goreman (2020)

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Ve la ricordate Harriet di Super Vicky, quella bambina fastidiosa e impicciona con le code rosse alla quale bisognava stare attenti per evitare che scoprisse il segreto della ginoide più famosa degli anni 80? Ecco, immaginate cosa potrebbe succedere se deste in mano a una ragazzina del genere uno strumento capace di governare la volontà della più terrificante creatura dell’universo. La Harriet in questione si chiama in realtà Mimi e si candida di diritto al ruolo di bambina più irritante della storia: autoritaria, capricciosa, totalmente immune alle conseguenze delle proprie azioni, blasfema in modo fastidioso anche per i non credenti, mai zitta un secondo e sempre sopra le righe. Insomma la figlia che persino Satana faticherebbe a riconoscere come sua. Normale che l’incontro tra Mimi e un alieno che ha donato la sua vita alla missione di polverizzare la galassia sia pieno di potenziale, specialmente se lei possiede un artefatto capace di dominare la volontà dell’essere e che a lui toc...

La canzone della settimana #32- Jim James: Come Again

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  Ho scelto questa perché mette allegria, ma non troppa. Dopotutto l'allegria è un costrutto della società dei consumi, come emozione nemmeno esiste davvero. Serve a farvi credere che vi state divertendo durante le ferie estive, mentre mi pare abbastanza ovvio che d'estate non ci si diverte MAI. Ma siccome non voglio guastarvi l'illusione a tre settimane dal Ferragosto eccovi la canzone allegra. Mi raccomando, divertitevi.

Vi racconto una storia: Quattro di sette

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Picchiatore inciampò riuscendo a stento a mantenere l'equilibrio. Si chinò. Gli altri gli si fecero intorno. Picchiatore osservò il minuscolo albero che cresceva tra le traversine, tenendone sul palmo una fogliolina: una verdura così piccola da essere invisibile anche durante una notte di luna piena come quella. Si rimise in piedi e lasciò che il suo sguardo seguisse i binari. Il percorso dell'acciaio compiva una semi curva per perdersi dentro i boschi. - Questa ferrovia è abbandonata- sentenziò. -Chissenefrega- disse Ladro – Da qualche parte porterà.- -Vero, da qualche parte andrà- sostenne Assassino. -Se si fermasse in mezzo a questo cazzo di bosco?- disse Picchiatore L'ululato che esplose da qualche parte raggelò la comitiva. Subito il silenzio si impadronì di loro e tutti si voltarono verso la direzione dalla quale erano arrivati. Assassino, Ladro e Esiliato si affrettarono lungo i binari. Picchiatore trasse un sospiro rassegnato e li seguì. Assassino e Ladro, che g...

Lo spettatore #315- Estremi rimedi: Humane (2024)

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Uno guarda questi film e pensa che gli sceneggiatori sono proprio dei pessimisti, sempre a ipotizzare scenari catastrofici come se vivessimo in un mondo popolato da spettri senza volontà disposti a tollerare qualsiasi cosa. Poi accende la televisione e ha solo voglia di bestemmiare. A quanto pare il pianeta ha esaurito le pile e anche nei ricchi Stati Uniti il cibo scarseggia. Per ovviare a tale penuria il governo pensa di sfoltire la popolazione tramite un programma di suicidi assistiti volontari: un morto, 250000 dollari. Non so voi, ma conosco almeno un tizio che non avrebbe problemi a mettere in atto una strategia del genere, almeno finché non tocca a lui ovviamente. Invece è proprio di una famiglia ricca che si trova alle prese con i DOCS, aguzzini stipendiati dallo stato federale per occuparsi del trapasso, gente che guadagna un tot a cadavere e che quindi quando si ritrova per le mani meno merce del previsto ha tutte le intenzioni di tamponare la perdita. Jared, Rachel, Noah e A...

La canzone della settimana #31- Benjamin Clementine: Pizza Mind

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  Capitano spesso periodi durante i quali l'entusiasmo scivola sotto lo zero, la fatica si fa sentire in ogni azione, ogni evento che capita sembra progettato per darci fastidio e il semplice alzarsi dal letto diventa un'impresa per la quale non si è preparati. Io tendo a chiamare queste sfortunate parentesi della vita con un nome evocativo di spettri e mostri talmente orrendi da non poter nemmeno essere immaginati: estate. Ecco, quando tutta questa melma negativa inizia ad assimilarmi trovare una via d'uscita non è semplice e allora tendo a rifugiarmi nel sicuro giaciglio dei classici, pezzi con i quali esiste un'affinità certificata. O magari no. Magari vado a cercare canzoni nuove che però suonino come classiche, roba che nasce fuori dal tempo e senza tempo, che potrebbe essere stata prodotta in qualsiasi era della musica moderna e che puro caso porta incisa sulla copertina una data contemporanea. L'estate è un 'epoca talmente lunga da sembrare infinita, ma p...

Vi racconto una storia: Tre di sette

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Il freddo umido di Marzo gli attraversava i vestiti appiccicandoglisi alle ossa, quindi accelerò il passo, consapevole dell'inutilità del gesto. Quel tipo di gelo una volta che ti agguantava non ti mollava più. Ma andava bene così: camminare dentro le nuvolette che gli uscivano dal naso gli evitava di pensare a quegli occhi alieni. Si rifiutava di accettare l'idea della sua dignità di professore piegata fino a quel punto, proprio lui che si illudeva di non provare più nulla per niente che non fosse filosofia. Si sentiva intelligente, forse perfino superiore alla media. Invece era un cretino, che come tutti i bipedi dotati di cazzo si era lasciato trascinare dalla suggestione di un amore giovane e disponibile. Allora, mentre la foschia tentava di assaltargli le caviglie, provò a lasciare che il freddo si impadronisse del suo corpo mingherlino. Ma proprio quando iniziava questo esperimento capì di essere uno stupido. “Stupido!” a credere che una ragazza tanto giovane potesse tr...