Lo spettatore #309- Tornare bambini: Yattaman (2011)
Anche io, come tanti bambini della mia generazione, son venuto su a cartoni animati giapponesi. Tuttavia, a differenza di molti altri, non mi sono fatto trascinare dal soft power nipponico evitando di appassionarmi a qualunque cosa provenisse dal Sol Levante. Per me si trattava di mero intrattenimento, divertente perché i bambini quando vedono tanti colori vanno fuori di melone, ma intrattenimento. Oddio, magari all’epoca ci tenevo a quegli eroi, cosa volete che mi ricordi? Oggi come oggi, però, non hanno più alcun significato. Eppure son finito a guardare: Yattaman poi è uno di quei prodotti i cui ricordi nella mia testa sono più confusi e si mischiano a Muteking e chissà quanti altri prodotti con i combattenti colorati. Ho una vaga eco della sigla to’, ma non mi spingo oltre. Il film di Takashi Miike mi ha aiutato a contestualizzare, anche se chiaramente l’unico breve brivido nostalgico mi si è acceso quando ha fatto la sua comparsa sulla scena Miss Dronio, il vero motivo per il qual...