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La canzone della settimana #15: Losing- Slag

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  Bentornati in questa rubrica così di successo da avermi fatto perdere tre iscritti tra i già pochi che posso vantare. Ad ogni modo non mollerò per così poche mortificazioni, anzi, dovete ancora vedere quante ne posso tollerare prima di chiudere la baracca. Questa volta vi propongo un pezzo abbastanza facile, una canzone con suggestioni anni novanta con tanto di video in 4:3 con qualità VHS, tanto per immergerci un po' di più nell'epoca. Però non fatevi ingannare dall'operazione nostalgia e dall'approccio classico, piuttosto lascatevi trascinare da quello che sulle prime sembra un pezzo normalissimo, perché poi esplode ed è esattamente in quel momento che diventerà uno dei vostri preferiti. Maestro, musica!

Lo spettatore #297- Astrazione: Sucker Punch (2011)

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Io sinceramente non so proprio come prenderlo questo Sucker Punch, un film che poteva essere mille cose e che invece forse non è niente. Un’ora e tre quarti di colori che esplodono sullo schermo esaltati da tanta musica, forse persino troppa. Eppure anche un racconto di quelli con Messaggio, che vuole denunciare la condizione dei sanatori del secolo scorso e l’irrinunciabile abuso di potere del patriarcato. Tante cose appunto. Oppure niente. Se l’idea di Zach Snyder fosse stata quella di costruire un B-Movie con un plotoncino di soldatesse dai costumini ammiccanti che combattono tra il fischiare dei proiettili e lo scintillare delle spade in un universo fantasy decadente, io ci sarei anche stato. Magari non si sarebbe rivelato il progetto più innovativo che si potesse immaginare, ma quantomeno poteva mostrarsi onesto, senza nemmeno rinunciare all’importantissimo messaggio che il regista voleva a tutti i costi trasmettere. Una buona storia porta con sé tutti i sottotesti di cui ha biso...

La canzone della settimana #14- Come closer: Tomora

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  Settimana complicata con poche proposte e quasi nessuna davvero meritevole di attenzione, tanto che vi siete rischiati un pezzo disco music in pieno stile anni settanta, suonato bene ma non proprio originale. In scivolata è intervenuta Tomora, che ha salvato sulla linea la nostra porta da un gol che pareva ormai fatto. Certo, forse l'intervento non è il più aggraziato che si sia visto, dato che propone un pezzo abbastanza piatto, che lavora sulle atmosfere più di quanto non faccia sulle idee. Però oh, resta un ascolto interessante. Sentite qua:

Lo spettatore #296- Chi sei tu che balli alla finestra?: Omicidio a luci rosse (Body Double, 1984)

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Per uno che di mestiere fa il regista ed è abituato a osservare il mondo attraverso la lente dell’obbiettivo, lo sguardo assume un’importanza fondamentale. Alcuni poi ne fanno una vera ossessione e ho l’impressione che Brian De Palma sia proprio uno di questi. Si sa, il grande maestro di De Palma è stato Hitchcock uno che allo sguardo attribuiva un ruolo predominante, facendo talvolta della telecamera un vero personaggio, magari silenzioso ma ben presente nella vita dei suoi racconti. Qui il citazionismo visivo e narrativo verso Hitch lo si trova in dosi abbondanti, dall’idea del telescopio puntato sulla casa di fronte, al gioco della telecamera che avvolge il movimento dei personaggi, fino all’effetto Vertigo utilizzato per enfatizzare un disturbo ossessivo del protagonista. Poi De Palma ci aggiunge una componente di elegante erotismo, che quando hai la possibilità di schierare creature come Melanie Griffith e Deborah Shelton è sempre un valore aggiunto. Chiaro, se leggendo il tiolo i...

La canzone della settimana #13- Landhouse: Long dark tunnel

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  Oggi non starò a menarvela troppo, tanto questi post risultano piuttosto ignorati. Mi limito a portare alla vostra attenzione questo pezzo che ha la capacità di suonare bene e incastonarsi nelle pieghe del cervello per non uscirne più. Per di più il testo non è nemmeno così difficile da imparare. Sotto allora:

Lo spettatore #295- Amore disperato: Sid & Nancy (1986)

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Per chi non li conoscesse o avesse dubbi i Sex Pistols non erano altro che una boy band assemblata da impresari che negli anni settanta davano la caccia a ragazzini dalla forte presenza scenica, qualità più importante della conoscenza musicale. Se metti insieme un gruppo di sbandati e li paghi per sfogare tutta la rabbia durante tour faticosi e concerti quotidiani, cosa potrà mai andare storto? Per le anime più romantiche Sid e Nancy potrebbe addirittura raccontare una storia d’amore, magari estrema ed esasperata, ma una storia d’amore. Io romantico non mi sento, specialmente dopo aver visto un film che, più che rappresentare il sentimento di una coppia di giovanissimi lasciata in balia delle proprie fragilità, mette in scena una vicenda desolante, zeppa di una disperazione senza uscita, di speranze tradite, di illusioni senza senso. Si amavano davvero Sid e Nancy? Chi può dirlo, forse nemmeno loro sapevano se esistessero dei sentimenti dentro quel rapporto dominato dall’eroina. Di sic...

La canzone della settimana #12- Zu: The Celestial Bull And The White Lady

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  Puntata un po' particolare della rubrica, perché il pezzo selezionato per voi dal team di scienziati (composto da me e basta, sono tanto solo, uè uè) forse non è esattamente il più bello del blocco (ma non preoccupatevi troppo, non sono state sacrificate canzoni imperdibili).  Il Grande Burattinaio ha voluto dire la sua e io sono un essere troppo insignificante per potermi opporre al suo volere. Guardacaso, infatti, gli Zu sono un gruppo italiano (storico direi) e questa è stata quella settimana nella quale la musica italiana ha trovato il suo massimo palcoscenico durante la famigerata kermesse. Curiosamente nessuna delle canzoni tutte uguali (date un'occhiata ai nomi dei vari autori e capirete anche perché si somigliano così tanto) presentate alla platea dell'Ariston ha catturato la mia attenzione, quindi ho scelto una proposta che arriva da fuori. Non vi piacerà, lo dico chiaro e tondo. Del resto nemmeno io stesso sono così sicuro che mi piaccia. É solo un atto di prote...