Vi racconto una storia: Cinque di sette
L'aliena fluttuava leggera in una nuvola zucchero filato. Percepiva distintamente il calore umido dell'alito che le scaldava la nuca, sentiva il respiro catarroso dell'uomo che la spingeva con le mani pesanti sulle spalle, così come avvertiva il tiepido legno delle scale sulle piante del piedi e i lamenti di assestamento che la materia mandava sotto il pesante corpo del suo accompagnatore. Solo che le mancava la voglia di reagire agli stimoli, come se si vedesse attraverso uno schermo. Ad un certo punto i piedi nudi della ragazza vennero accolti dalla folta moquette disposta sul pavimento di una grande stanza. La poca luce bianca proveniva da fuori, attraverso piccole finestre poste vicino al soffitto. Il vento fischiava dagli spifferi e muoveva gli alberi, le ombre dei rami si intrufolavano come spettri agitati, andando a depositarsi sulle pareti, sul tavolo da biliardo, sul mobilio che si intravvedeva appena. L'aliena sentì le grosse mani spingerla con più energia e s...