Lo spettatore #305- Sentirsi sporchi: Non si sevizia un paperino (1972)
Capita, a volte, che alcuni film mettano a disagio. Penso a certi racconti dalla psicologia contorta, che puntano a disturbare attraverso la messa in scena non convenzionale, oppure pellicole dall’aspetto onirico che levano riferimenti ai quali siamo abituati. Ecco, un altro modo che si può utilizzare per creare tale effetto è quello di far sentire sporco lo spettatore, un’arte che il film di oggi maneggia con perizia. La prima parte della visione lavora molto su questa sensazione, utilizzando la classica ambientazione da paesino ai confini della modernità, scegliendo con crudeltà le vittime della storia e giocando maliziosamente con le indagini, proponendo possibili colpevoli apparentemente in grado di compiere qualsiasi nefandezza, forse addirittura appartenenti a sette dominate da stregoni inafferrabili. Per capirne la forza, però, il prodotto va inserito nel contesto dell’anno di uscita, un 1972 in cui l’ambientazione di confine assumeva un senso ancora maggiore rispetto a quello...