Lo spettatore #297- Astrazione: Sucker Punch (2011)
Io sinceramente non so proprio come prenderlo questo Sucker Punch, un film che poteva essere mille cose e che invece forse non è niente. Un’ora e tre quarti di colori che esplodono sullo schermo esaltati da tanta musica, forse persino troppa. Eppure anche un racconto di quelli con Messaggio, che vuole denunciare la condizione dei sanatori del secolo scorso e l’irrinunciabile abuso di potere del patriarcato. Tante cose appunto. Oppure niente. Se l’idea di Zach Snyder fosse stata quella di costruire un B-Movie con un plotoncino di soldatesse dai costumini ammiccanti che combattono tra il fischiare dei proiettili e lo scintillare delle spade in un universo fantasy decadente, io ci sarei anche stato. Magari non si sarebbe rivelato il progetto più innovativo che si potesse immaginare, ma quantomeno poteva mostrarsi onesto, senza nemmeno rinunciare all’importantissimo messaggio che il regista voleva a tutti i costi trasmettere. Una buona storia porta con sé tutti i sottotesti di cui ha biso...