Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Valerio Mastandrea

Lo spettatore #244- Un caldo infernale: Adagio (2023)

Immagine
Mi son fatto incantare da un trailer ed eccomi qui: alla fine ho visto Adagio e ho concluso che a volte è meglio non approfondire. Intendiamoci, Adagio non è un brutto film, del resto con Stefano Sollima è difficile scendere dal marciapiede e mettere male il piede. Parliamo pur sempre di un regista competente, capace di attirare le attenzioni della collina e di realizzare opere con un certo carattere. Basterebbe vedere con quanta forza si percepisce la soffocante afa dell'estate romana per farsene un'idea, ma anche la resa visiva dell'incendio sullo sfondo, una sorta di squarcio sull'inferno che attende gli eroi tragici di questa vicenda. Dal punto di vista visivo la pellicola fa il suo e anche se io odio i Subsonica, devo dire che la colonna sonora sostiene bene l'opera (seppure, stando al trailer, forse mi aspettavo qualcosa di più suggestivo). Ma alla fine della visione mi sono trovato un po' così, quasi mi mancasse qualcosa. Sollima sceglie il noir come indi...

Lo spettatore #203- Innumerevoli tentativi di imitazione: Perfetti Sconosciuti (2016)

Immagine
Di recente ho scoperto che Perfetti Sconosciuti è il film italiano che vanta il maggior numero di imitazioni all'estero. Dal canto mio, prima di ricevere questa notizia, non ho mai provato troppa curiosità per la pellicola di Paolo Genovesi. Ricordo che ai suoi tempi ebbe un certo riscontro, ma raramente vado d'accordo con pubblico e critica, quindi non ho voluto dare peso ai pareri freschi di sala. Certo, alla luce dei dati attuali potrei essermi sbagliato. Quindi forse è giunto il momento di approfondire la questione. L'aspetto del prodotto ricorda quello di una piece teatrale trasportata sullo schermo. Unica location o quasi, sette personaggi attorno a un tavolo, il convitato di pietra che diventerà importante più avanti nella storia e tante chiacchiere messe insieme in un crescendo che ha l'obbiettivo di traslare dolcemente l'umore dalla commedia al dramma. Il regista esordisce con una presentazione breve ma efficace della fauna, lascia intuire l'esistenza d...

Lo spettatore #187: Eroi di casa nostra: Diabolik (2021)

Immagine
Diabolik era il titolo che attendevo di più durante la stagione cinematografica e naturalmente, come un ebete, mi son perso il passaggio in sala. Per fortuna un noto distributore di contenuti satellitari a pagamento è stato così magnanimo da colmare questa terribile lacuna. Giusto così. La stupidità deve costare qualcosa, altrimenti resterà sempre l'unica qualità a guidare le mie azioni. Non saprei dirvi perché attendessi questo film con tanta trepidazione. Dopotutto non sono un lettore di fumetti, il protagonista di questa storia lo conosco appena e in generale i prodotti cinematografici che arrivano dall'universo delle vignette non mi fanno impazzire (ma questo lo sapete già ). Chissà. Sarà che mi fido abbastanza del gusto dei Manetti. O magari è stata Miriam Leone a fare da esca succulenta. Ad ogni modo posso dirvi che la visione di Diabolik mi ha spiazzato, cosa affatto disprezzabile nel cinema contemporaneo. Solitamente non mi piace fare i conti in tasca alle produzioni, m...