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Visualizzazione dei post con l'etichetta Richard Linklater

Lo spettatore #242- Crescere insieme: Boyhood (2014)

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Conta il come e non il cosa, io lo ripeto sempre. Puoi avere per le mani qualsiasi tipo di soggetto, ma se non riesci a svilupparlo in modo intrigante, rischi di proporre sempre la stessa menata. Di film su infanzie difficili e di romanzi di formazione ne abbiamo gli scaffali pieni, eppure basta un’idea per rendere singolare una trama che non lo è. Del resto ai tempi si parlò molto dello stratagemma utilizzato da Richard Linklater per mettere insieme il suo lavoro, ovvero quello di girare il film nell’arco di dodici anni, con gli stessi attori che nel tempo sarebbero cresciuti e invecchiati. Lo definirei un esperimento pieno di rischi (nella vita non sai mai cosa può succedere in un periodo così lungo) e coraggioso, che ha portato a casa buoni frutti. Immagino che l’idea sia costata al regista più di un mal di testa, vista e considerata la difficoltà che credo abbia affrontato nel trovare l’armonia tecnica per il prodotto. Ma è comunque una mossa vincente, perché di film con i bambini ...

CDC #164- Il moralizzatore: Fast Food Nation (2007)

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Psst, venite un attimo qui che vi svelo un segreto. Io credevo che Fast Food Nation fosse un documentario, per questo ho deciso di vederlo. Invece è un film. Pure di denuncia porca miseria. Va bene, l'idea di sviscerare le contraddizioni americane attraverso il racconto di uno dei prodotti tipici del mondo a stelle e strisce è vincente. Linklater prende l'oggetto hamburger e lo illumina da tutte le direzioni. Così ci mostra come l'abilità del marketing trasformi carne aromatizzata in un delizioso prodotto genuino, per poi accompagnarci nei grossi macelli dove ciò che troviamo sul piatto viene originato, non dimenticandosi di portarci nelle cucine dei fast food, fino a svelarci la realtà degli allevamenti intensivi e le pessime condizioni di lavoro che i migranti sudamericani si trovano di fronte quando sbarcano in yankilandia. Un ecosistema intero, quello raccontato dal regista, che va dalla mucca al panino e che ne rivela le dinamiche non proprio cristalline. Ma che in f...