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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensione

FL #10- Si torna nello spazio: Mass Effect Andromeda

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Ricordo come fosse ieri la grande attesa che precedette l'arrivo nei negozi di Mass Effect Andromeda. Del resto la trilogia originale creò una massa compatta di appassionati, pronti a gettarsi sul nuovo titolo con l'entusiasmo di chi ripone una fiducia sconfinata sui propri autori di riferimento; in questo caso Bioware. Eppure, nell'istante stesso in cui le prime copie iniziarono a girare nelle macchine atte ad ospitarle, esplose una sinfonia di pernacchie degna della Scala. Al momento della sua uscita Mass Effect Andromeda si presentava come un gioco rotto, zeppo di bug e glitch da non vederne la fine e funestato da animazioni talmente approssimative da cancellare immediatamente ogni speranza di coinvolgimento nella storia, vero valore aggiunto dei capitoli precedenti. Ma come sempre la pazienza è la soluzione di ogni problema. Bastava aspettare, infatti. Qualche mese. Qualche anno nel mio caso. Poi tutto quanto è andato a posto, gli aggiornamenti sono diventati parte int...

CDC #184- Non si può sfuggire alle telecamere: Security (2021)

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Chissà in quanti hanno abboccato all'amo gettato da Sky. Del resto Marco D'Amore è un'esca succulenta per tutti quei banchi di spettatori che per anni ne hanno seguito le gesta sulla televisione satellitare (e non solo). Tuttavia io sono diverso. Credo di essere uno dei pochissimi pesci a non aver mai nuotato nello stagno di Gomorra e credetemi quando vi dico che per me costui è uno sconosciuto. A richiamarmi davanti allo schermo sono stati invece gli autori di quest'opera, che, almeno da quanto ho capito, sono gli stessi di Capitale Umano, film che annovero tra i miei favoriti degli ultimi anni. Comunque sia il concetto non appare gran che diverso. In fin dei conti ho abboccato pure io. Se Il Capitale Umano mi è piaciuto così tanto è soprattutto per l'equilibrio con il quale sono stati gestiti i personaggi. Persino la soluzione del giallo rispecchia questo tratteggio, lasciandosi dietro un sapore agrodolce che è la vera fortuna dell'opera di Virzì (regista che ...

CDC #183- Supereroi di guerra: Freaks Out (2021)

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Si sono spese tonnellate di inchiostro (anche se spesso solo digitale) per parlare dell'ultima fatica di Mainetti. Una mole tale da svuotare tutti i magazzini di parole. Mi pare persino superfluo aggiungere altro rumore di fondo alla questione. Ma dopotutto, quand'è che in questo blog si fa qualcosa di utile? Dev'essere per questo che non mi legge nessuno. Eccovi quindi, in ritardo come di consueto, la mia su: Mainetti dimostra di saper sfruttare il budget di tutto rispetto messogli a disposizione dai produttori. Il regista costruisce un film esteticamente bello da vedere, ricco di scenografie e dotato di effetti speciali quasi sempre riusciti e ben integrati. Magari dura un po' più a lungo del necessario, questo è vero, però è capace di coinvolgere il giusto nei momenti di pathos e persino di stordire con qualche scena brutalmente guerresca. Un po' mago di Oz, un po' X-Men, la pellicola si muove bene e soddisfa abbastanza, sempre se si accetta l'idea di ass...

CDC #182- Devastazione di una mente: Angoscia (Gaslight, 1944)

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Chissà quanti soldi poteva permettersi di spendere in cinematografia la MGM nel 1944. Propaganda a parte, naturalmente. Mi pongo la questione perché il film di oggi è evidentemente uno di quelli costruiti con due dollari. Lo si nota dai pochi interni, dai teatri di posa posticci messi su per gli esterni e dall'essenzialità generale che avvolge l'intera pellicola. Eppure la storia ci insegna che quando ti devi arrangiare spesso te la cavi meglio. Perché carta e penna si trovano a buon mercato e gli autori bravi esistono eccome. Ovvio, l'altro lato della medaglia c'è, non si può fingere di non vederlo. Esteticamente Angoscia pare uscire dall'epoca del muto, con quelle luci tagliate, il trucco pesante di Charles Boyer e l'impostazione teatrale che caratterizza la recitazione. L'opera di George Cukor sente il peso dell'età, inutile che vi venda una bugia. Le transizioni a nero qualcuno le usa ancora, ma sono un espediente brutto da vedere. Ma a tutto si fa l...

CDC #181- L'adolescenza e l'eccesso di ormoni: Freaky (2021)

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Può un film stare in piedi solo grazie a una singola trovata? Si, a patto che gli autori sappiano come costruirci attorno una storia capace di reggere gli urti. Poi è evidente: se puoi mettere sullo schermo un Vince Vaughn in piena forma è meglio. Solo che non tutti vantano certi privilegi. I nostri amici qui, per fortuna, Vince ce l'hanno e non temono di usarlo. Se volessimo categorizzare Freaky non faticheremo a inserirlo nel filone delle commedie teen horror. Ci sono i ragazzini interpretati dagli adulti, l'ambientazione scolastica, situazioni assurde, ritmi sostenuti e anche un filo di splatter, che in questi prodotti non guasta mai. L'inizio è quello tipico dello slasher adolescenziale, con quattro giovanissimi in rampa di lancio per fare le loro cose sessuali investiti dalla furia del solito serial killer mascherato. Ma non c'è nessuna intenzione di fare paura. Anche perché chi si approccia a Freaky sa già quale sarà la svolta narrativa e si mette solamente in att...

CDC #180- Non chiamateli zombie: The End (2017)

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Se pensate che, nonostante gli entusiasmanti talk show televisivi e la divertente caccia al corridore, i lunghi periodi di lockdown siano stati sfibranti, forse è giunto il momento di rivedere le vostre valutazioni. Questo qui, per dire, li ha passati chiuso dentro un ascensore. Ci sono alcuni prodotti che nascono come cortometraggi e che poi vengono allungati fino alla durata standard di un film. Lavori che soffrono questa impostazione, perché tendono a cascare dentro una ridondanza inutile che fiacca la visione. Ecco, The End è una pellicola che questo rischio lo corre. Inoltre ambientare una storia di questo genere quasi interamente all'interno di un ascensore affacciato su un pianerottolo, può trasformare il progetto in una puntata particolarmente cruda di Camera Cafè. Eppure Misischia il pericolo lo scansa riuscendo a gestire la tensione con discreta mano. Certo, qualche ripetizione qui e là c'è, inutile far finta di non vederla, specialmente nel primo tratto. Tuttavia le ...

CDC #179- Una danza da incubo: Climax (2018)

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C'ero già cascato con Enter The Void, film che mi risucchiò come un'aspirapolvere per poi lasciarmi stordito per giorni a chiedermi cosa fosse successo. Quando mi sono sentito pronto per affrontare Climax, ammetto di aver creduto che il precedente avesse forgiato una corazza per proteggermi dalle follie visive di Gaspar Noè. Mi illudevo, naturalmente. Si inizia con l'ultima scena del film, poi partono i titoli di coda, seguiti dalla presentazione dei personaggi in stile Real World di MTV (ci sta, il film è ambientato nel 1996). A questo punto parte il balletto. Non amo molto la danza e la scena in questione è particolarmente lunga. Eppure affascina talmente tanto che vorrei non finisse. Sulle note di Supernature i ballerini incrociano i loro differenti stili incastrandosi alla perfezione, aiutati da una telecamera che pare partecipare attivamente alla coreografia. Una meraviglia che meriterebbe il grande schermo. Ma le cose belle finiscono e così inizia la festa di fine lav...

CDC #178- Anime nello spazio: Ad Astra (2019)

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 "Ne avevo abbastanza delle vostre piccole idee" è la frase che più di ogni altra riassume il concetto che sta alla base di Ad Astra. Poche parole, ma così potenti da non aver bisogno del resto. Ma naturalmente il resto c'è. Stanley Kubrik quella volta realizzò un capolavoro senza tempo e siamo d'accordo. Ma i danni causati dalla sua opera al genere non sono mai stati quantificati. Certo, la fantascienza impegnata esisteva anche prima e pure io di solito approvo i sottintesi infilati tra le righe dei racconti. Ma cribbio, qui l'esplorazione interplanetaria è evidentemente un mero pretesto per una storia che potrebbe farne benissimo a meno. Se James Gray, per dire, avesse voluto raccontarmi un road movie con gli stessi personaggi inseriti all'interno delle medesime dinamiche, il risultato sarebbe venuto fuori uguale. Certo, i colori scuri, le lucine soffuse e il silenzio soffocante dello spazio aiutano il regista a costruire l'atmosfera, ma la sensazione di...

CDC #177 - A volte funzionano: 1990: I Guerrieri Del Bronx (1982)

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Tra le cose che ricordo meglio degli anni ottanta c'è tutta la mitologia che aleggiava intorno al Bronx, un luogo così pericoloso che forse solo Venere a mezzogiorno poteva sembrare più letale. Cinema e televisione dipingevano New York con tinte talmente oscure che chi ha mancato il periodo faticherebbe a crederci, visto come la Grande Mela è percepita oggidì. Siamo cresciuti con questa narrazione, tanto che le storie del Bronx dovevano tutte raccontare di punk con il coltello a serramanico in mano, altrimenti sarebbero sembrate sbagliate. Ovvio, a volte si esagerava. Enzo G. Castellari è uno dei nomi illustri dell'exploitation all'italiana. Credo che dei film andati in sala tra il 1978 e il 1982 si faccia prima a nominare quelli che non gli hanno fornito materiale piuttosto che il contrario. Questa volta il carburante alla fantasia di Castellari lo offre direttamente The Warriors, la grandiosa pellicola di Walter Hill. Il regista italiano tenta di ricostruirne le atmosfere...

CDC #176- I soldi spesi in medicine- La Cura Dal Benessere (A Cure For Wellness 2016)

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Se l'avessi visto quindici anni fa, mi sarei innamorato di un film come La Cura Dal Benessere. Adoravo (e un poco mi piacciono ancora) le trame a incastro, le sceneggiature multilivello, le atmosfere horror quasi suggerite e i misteri che nascondono. Ma il tempo è passato velocemente e i miei stanchi occhi si sono posati su troppe pellicole del genere per potermi accontentare di questi ingredienti. Vero, forse l'opera di Gore Verbinski richiede una dedizione che io, un poco intontito dalla malattia più in voga del momento, non sono riuscito a concedergli. La pellicola in questione, in effetti, si sviluppa attraverso dettagli che spesso, se non si sta con la faccia appiccicata allo schermo e gli occhi inchiodati alle immagini, possono sfuggire. Il punto è che quando un autore pretende così tanto dal proprio auditorio è necessario che faccia di tutto per assicurarsi l'attenzione. La messa in scena sofisticata, invece, si apre con un suicidio affatto decisivo per le sorti del...

CDC #175: Una recensione con l'alettone (avvisati): America Latina (2021)

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Immaginate di vivere in una casa di campagna assieme alla vostra famiglia. Un luogo che, seppur di dubbio gusto architettonico, mostra al mondo il vostro stato di professionista realizzato, moderatamente benestante e in pace con se stesso. Ecco, un giorno scendete in cantina a recuperare una lampadina e la trovate piena di immondizia come una discarica. Per di più all'interno c'è anche una bambina legata a un palo che, quando fate per liberarla, tenta addirittura di mordervi. C'è da uscirne pazzi. Sempre che pazzi già non lo siate, ovviamente. Si lo so, forse vi ho anticipato la svolta della trama. Ma del resto basta la locandina qui sopra a svelare quello che è il giochino psicologico alla base di un thriller che sa mostrarsi intrigante. Ma va anche detto che lo stratagemma è anche uno specchietto per le allodole, atto a rendere avvincente un prodotto che racconta la discesa verso l'abisso del suo protagonista. I D'Innocenzo narrano la lotta del dentista Massimo Si...

CDC #174- Il mondo in un bar: Bar Sport (2011)

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Una sera, immerso nella noia mi ritrovai nella selva oscura dei canali satellitari a pagamento. Nel mio peregrinare finii un paio di volte per assistere a qualche scena di Bar Sport, pellicola della quale ignoravo l'esistenza e che, devo ammettere, stuzzicò le mie membrane. Insomma, diedi fondo al mio impegno e al termine di quella che sembrava una serata pigra come tante altre, andai a letto con una nuova visione messa in archivio. A colpirmi di quei brevi frammenti fu soprattutto la sensazione di anarchia che mi lasciarono dentro. Un'attitudine che probabilmente arriva diretta dal romanzo di Stefano Benni dal quale il film è stato tratto. Ammetto di non aver letto molto di tale autore (cosa della quale mi pento), ma da quanto ho capito era uno che sapeva lasciar andare l'immaginazione verso limiti ignoti alla massa. Scegliere di trattare un testo del genere consente a Massimo Martelli di sfruttare quel registro e realizzare una pellicola si tramuta in una sequela di episo...

CDC #173- L'oscuro futuro: Mondocane (2021)

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Il mostro di Taranto vive appollaiato sul mare. Una creatura bifronte, capace di donare lavoro, come di togliere salute. Un drago che la politica non può o non vuole sconfiggere. Una sentenza eterna che sembra capace solo di far soffrire. Si potrà mai uscire da una situazione così complicata? Secondo qualcuno no e questo qualcuno utilizza un metodo intrigante per raccontarcelo. Del resto fino a pochi mesi fa si faticava a immaginare un futuro post-apocalittico da minaccia nucleare, quindi se un autore voleva disegnare un mondo fantascientifico in stile anni ottanta doveva inventarsi qualcosa, altrimenti il suo omaggio avrebbe rischiato di porsi fuori dal tempo. Taranto e la sua acciaieria, in questo senso, si prestano al gioco di Alessandro Celli. Immaginare un'evacuazione con la nascita di una nuova città, accompagnata dalla scelta degli irriducibili di non abbandonare i vecchi e ormai irrimediabilmente intossicati terreni, rimette in pista l'idea del quartiere abbandonato dal...