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Frustrazioni videoludiche #3- Lifeless Planet

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Sono un videogiocatore. Magari non assiduo come un tempo, ma seguo questa industria da molti, anni e un periodo come quello che stiamo vivendo oggi non mi pare di averlo mai vissuto. Ovunque mi giri mi sembra di vedere solamente seguiti, remake, remaster o reboot di titoli già esistenti, e, più in generale, una nostalgia del passato talmente forte da ostruire il passaggio alle novità. C'è da capirle le case distributrici; attualmente creare un prodotto di qualità prevede costi da grande produzione cinematografica e mancare il bersaglio può causare capitomboli rumorosi e potenzialmente fatali. Per cui è meglio adagiarsi sulle sicurezze e adattarsi a un pubblico forse troppo pigro nel gestire i propri gusti. I grandi del mainstream videoludico ragionano così è c'è poco da fare. Tuttavia non tutto è perduto. Esiste un luogo dello spirito dove qualcosa si muove. Si chiama mercato indie e spesso, se si vuole un prodotto originale e coraggioso, è proprio quello il luogo in c...