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Visualizzazione dei post con l'etichetta Jena Malone

Lo spettatore #297- Astrazione: Sucker Punch (2011)

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Io sinceramente non so proprio come prenderlo questo Sucker Punch, un film che poteva essere mille cose e che invece forse non è niente. Un’ora e tre quarti di colori che esplodono sullo schermo esaltati da tanta musica, forse persino troppa. Eppure anche un racconto di quelli con Messaggio, che vuole denunciare la condizione dei sanatori del secolo scorso e l’irrinunciabile abuso di potere del patriarcato. Tante cose appunto. Oppure niente. Se l’idea di Zach Snyder fosse stata quella di costruire un B-Movie con un plotoncino di soldatesse dai costumini ammiccanti che combattono tra il fischiare dei proiettili e lo scintillare delle spade in un universo fantasy decadente, io ci sarei anche stato. Magari non si sarebbe rivelato il progetto più innovativo che si potesse immaginare, ma quantomeno poteva mostrarsi onesto, senza nemmeno rinunciare all’importantissimo messaggio che il regista voleva a tutti i costi trasmettere. Una buona storia porta con sé tutti i sottotesti di cui ha biso...

CDC #185- Buchi neri nello spaziotempo che sfalsano i ricordi: Donnie Darko (2001)

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Saranno vent'anni che non guardo Donnie Darko, giuro. Ai suoi tempi la pellicola mi stupì, non lo nego, forse grazie a quella sua apertura verso infinite interpretazioni. Ma anche perché i temi adolescenziali lo avvicinavano allo Iuri giovane, che poteva capire il ribellismo del protagonista. Per tutto questo tempo, quindi, mi sono tenuto il ricordo e le chiacchiere che sono nate attorno al film. Solo che prima o poi bisogna uscire dalla propria testa (per quanto scomoda sia per me questa cosa) e affrontare la realtà per valutarla con obbiettività. Merita ancora Donnie Darko per chi ha superato da un pezzo l'età obbiettivo? Si perché qui parliamo di un film generazionale, prima ancora che fantastico o fantascientifico. Il protagonista della storia è infatti un giovane brillante, la cui schizofrenia consente a Richard Kelly di schiacciare forte sul pulsante della ribellione. Nel suo modo di affrontare la vita non è difficile riconoscere i tormenti tipici dell'adolescenza. Si...

CDC #154- L'eterno ritorno del male: Antebellum (2020)

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Noto l'esistenza di un certo astio attorno ad Antebellum. Da ciò che leggo sia critica che pubblico paiono non apprezzare particolarmente l'opera in questione. Ora, avrei potuto benissimo esimermi dalla faccenda e lasciare che l'erba velenosa attecchisse sul lavoro di Gerard Bush e Christopher Renz. Ma perché lasciarmi sfuggire l'occasione di schierarmi contro? In realtà ci sono caduto sopra per caso, ma lasciatemi fare il riottoso una volta ogni tanto. E' duro fare letteratura in questo periodo. Perché quando tocchi un argomento come fai sbagli. Anzi, a dire il vero anche se non fai sbagli, visto che la nuova sensibilità della rete vorrebbe solo storie importanti. Questo spesso tende a distrarre dal nucleo centrale di alcune trame. In questo caso, per esempio, Antebellum vuol essere un thriller psicologico che sfrutta la questione razziale per costruire la tensione. Non, come si aspetterebbero forse i più, un film alla Spike Lee con qualche incursione nel genere. ...