Lo spettatore #221- Profondità siberiane: Superdeep (2020)
Si dice che a Hollywood sia stato smarrito il cinema da medio budget. C’è chi attribuisce la responsabilità di questo alle piattaforme, chi al pubblico. Io non sono del mestiere, quindi evito di entrare nell’argomento e registro solamente una certa nostalgia per quei film che riempivano i palinsesti televisivi senza per forza coltivare ambizioni di eternità. Roba che divertiva e che per un’ora e mezza mi consentiva di evadere dai crucci quotidiani. A quanto pare però se sulla collina hanno smesso di produrre certe cose, nel resto del mondo ci tengono ancora. So che il titolo di questo film farebbe pensare a un disco funky anni settanta, ma bisogna aver pazienza, perché certe trovate piacciono. Andiamo con ordine piuttosto e diciamo chiaramente che non serve aspettare di vedere come è vestita la protagonista nel finale per capire quali siano i riferimenti cinematografici di Arseny Syuhin. Ambientazione e attacco rimandano subito la mente alla Cosa, mentre gli spazi angusti e il senso i...