Lo spettatore #204- Inquietudini profonde: La Casa Dalle Finestre Che Ridono (1976)
Ci sono luoghi dove l'orrore vive a fianco dell'uomo. Un orrore ancestrale, radicato nella terra e da sempre compagno della superstizione che si illude di scacciarlo. Un orrore che pretende adepti, circoli chiusi dai quali nessuno può uscire e dai quali ogni straniero è bandito. Un orrore che nessuna tecnologia o illusione di modernità può dissipare. Quei luoghi si chiamano campagne. La Casa Dalle Finestre Che Ridono esce avvolto dall'ombra lunga del giallo all'italiana. Con il genere condivide una sceneggiatura volutamente imprecisa e la voglia di costruire inquietudine attraverso le atmosfere. A differenza dei blasonati colleghi, però, Avati sceglie ambientazioni meno universali. Niente grandi e anonime città e niente attori stranieri. La paura si nasconde tra i filari e lui lo sa. Casolari semi abbandonati, un paesino e una comunità ristretta sono tutto ciò che serve per mettere su schermo la sensazione di trappola che si chiude sul protagonista. Protagonista che, ov...