Lo spettatore #229: Cavi e metallo: Hardware (1990)
Strana creatura Hardware, figlia della mente bizzarra di Richard Stanley, sospesa tra le suggestioni cyberpunk e lo spirito religioso, anarchica, psichedelica a volte confusa, eppure capace di costruirsi attorno un nutrito plotone di appassionati veraci che da essa sono stati plasmati. Avete presente I Rec U di Federico Sfascia? Ecco, quello potrebbe essere un perfetto esempio di quanto il mostro meccanizzato di Stanley si sia fatto icona, almeno per una certa parte dei registi contemporanei. Non è una visione facile quella che ci propone il regista sudafricano. Certo, sulle prime potrebbe essere confusa con la classica opera fantascientifica di moda in quegli anni: c’è un panorama arido e post-apocalittico, ci sono le radiazioni, c’è il governo totalitario e c’è la disperazione che striscia per le polverose strade di una Los Angeles senza pioggia. Il film procede macchinoso, facendo sfoggio di ambizioni da pellicola di fascia alta, grazie alle riprese mai banali di Stanley e a un’att...