Post

La canzone della settimana #33- Tricky: I'm Yours

Immagine
  Alla fine non è un caso che a disputarsi l'ambito primato del blog questa settimana siano stati il qui presente Tricy, I Black Keys e i Veils. Tutti artisti di una volta, roba che andava forte tra i dieci e i trenta anni fa, gente che ha più esperienza di una montagna, dinosauri che per qualche motivo hanno evitato l'estinzione e ancora oggi ruggiscono fieri. Magari non è che siano necessariamente migliori di chi oggi prova a fare musica (per quanto, ascoltando casualmente la radio, il dubbio venga). Il punto è che, volenti o nolenti, restiamo legati ai suoni con i quali siamo cresciuti e per quanto questi artisti siano convinti di essere sempre sul pezzo, è inevitabile che anche loro fatichino a staccarsene. Quindi quando tutti questi brontosauri escono fuori dalla tana e si sfidano per me è naturale porgere loro più attenzione di quanta non ne dedicherei agli ultimi arrivati. Ma se ascoltate bene scoprirete che, dopotutto, se la meritano:

Vi racconto una storia: Cinque di sette

Immagine
L'aliena fluttuava leggera in una nuvola zucchero filato. Percepiva distintamente il calore umido dell'alito che le scaldava la nuca, sentiva il respiro catarroso dell'uomo che la spingeva con le mani pesanti sulle spalle, così come avvertiva il tiepido legno delle scale sulle piante del piedi e i lamenti di assestamento che la materia mandava sotto il pesante corpo del suo accompagnatore. Solo che le mancava la voglia di reagire agli stimoli, come se si vedesse attraverso uno schermo. Ad un certo punto i piedi nudi della ragazza vennero accolti dalla folta moquette disposta sul pavimento di una grande stanza. La poca luce bianca proveniva da fuori, attraverso piccole finestre poste vicino al soffitto. Il vento fischiava dagli spifferi e muoveva gli alberi, le ombre dei rami si intrufolavano come spettri agitati, andando a depositarsi sulle pareti, sul tavolo da biliardo, sul mobilio che si intravvedeva appena. L'aliena sentì le grosse mani spingerla con più energia e s...

FL #17- Le avventure di un corriere: Death Stranding (2019)

Immagine
Se c'è una cosa che mi infastidisce nei giochi a mondo aperto è la ridondanza delle missioni secondarie durante le quali viene richiesto di prendere un oggetto al punto A e portarlo al punto B, in una sorta di facchinaggio digitale che sulle prime è utile ad assimilare i meccanismi del gioco, ma che con il procedere della partita si rivela una trovata pigra ideata dagli sviluppatori per invogliare la perlustrazione dell’inutilmente gigantesca mappa. Tutta roba che dopo qualche ora tendo a evitare per non finire schiacciato dalla noia. Hideo Kojima, dall’alto della sua aura di infallibile genio, ha pensato bene di creare un gioco interamente basato su queste missioni da fattorino. Audace. Le prime ore di gioco su Death Stranding mi hanno levato l’entusiasmo. Immense camminate attraverso paesaggi spogli intervallate da estenuanti sessioni di chiacchiere durante le quali i personaggi non giocanti che ripetono sempre la stessa nenia (a volte anche in rapida sequenza) mi hanno offero ...

Lo spettatore #316- ET distruggo la casa: Psycho Goreman (2020)

Immagine
Ve la ricordate Harriet di Super Vicky, quella bambina fastidiosa e impicciona con le code rosse alla quale bisognava stare attenti per evitare che scoprisse il segreto della ginoide più famosa degli anni 80? Ecco, immaginate cosa potrebbe succedere se deste in mano a una ragazzina del genere uno strumento capace di governare la volontà della più terrificante creatura dell’universo. La Harriet in questione si chiama in realtà Mimi e si candida di diritto al ruolo di bambina più irritante della storia: autoritaria, capricciosa, totalmente immune alle conseguenze delle proprie azioni, blasfema in modo fastidioso anche per i non credenti, mai zitta un secondo e sempre sopra le righe. Insomma la figlia che persino Satana faticherebbe a riconoscere come sua. Normale che l’incontro tra Mimi e un alieno che ha donato la sua vita alla missione di polverizzare la galassia sia pieno di potenziale, specialmente se lei possiede un artefatto capace di dominare la volontà dell’essere e che a lui toc...

La canzone della settimana #32- Jim James: Come Again

Immagine
  Ho scelto questa perché mette allegria, ma non troppa. Dopotutto l'allegria è un costrutto della società dei consumi, come emozione nemmeno esiste davvero. Serve a farvi credere che vi state divertendo durante le ferie estive, mentre mi pare abbastanza ovvio che d'estate non ci si diverte MAI. Ma siccome non voglio guastarvi l'illusione a tre settimane dal Ferragosto eccovi la canzone allegra. Mi raccomando, divertitevi.

Vi racconto una storia: Quattro di sette

Immagine
Picchiatore inciampò riuscendo a stento a mantenere l'equilibrio. Si chinò. Gli altri gli si fecero intorno. Picchiatore osservò il minuscolo albero che cresceva tra le traversine, tenendone sul palmo una fogliolina: una verdura così piccola da essere invisibile anche durante una notte di luna piena come quella. Si rimise in piedi e lasciò che il suo sguardo seguisse i binari. Il percorso dell'acciaio compiva una semi curva per perdersi dentro i boschi. - Questa ferrovia è abbandonata- sentenziò. -Chissenefrega- disse Ladro – Da qualche parte porterà.- -Vero, da qualche parte andrà- sostenne Assassino. -Se si fermasse in mezzo a questo cazzo di bosco?- disse Picchiatore L'ululato che esplose da qualche parte raggelò la comitiva. Subito il silenzio si impadronì di loro e tutti si voltarono verso la direzione dalla quale erano arrivati. Assassino, Ladro e Esiliato si affrettarono lungo i binari. Picchiatore trasse un sospiro rassegnato e li seguì. Assassino e Ladro, che g...

Lo spettatore #315- Estremi rimedi: Humane (2024)

Immagine
Uno guarda questi film e pensa che gli sceneggiatori sono proprio dei pessimisti, sempre a ipotizzare scenari catastrofici come se vivessimo in un mondo popolato da spettri senza volontà disposti a tollerare qualsiasi cosa. Poi accende la televisione e ha solo voglia di bestemmiare. A quanto pare il pianeta ha esaurito le pile e anche nei ricchi Stati Uniti il cibo scarseggia. Per ovviare a tale penuria il governo pensa di sfoltire la popolazione tramite un programma di suicidi assistiti volontari: un morto, 250000 dollari. Non so voi, ma conosco almeno un tizio che non avrebbe problemi a mettere in atto una strategia del genere, almeno finché non tocca a lui ovviamente. Invece è proprio di una famiglia ricca che si trova alle prese con i DOCS, aguzzini stipendiati dallo stato federale per occuparsi del trapasso, gente che guadagna un tot a cadavere e che quindi quando si ritrova per le mani meno merce del previsto ha tutte le intenzioni di tamponare la perdita. Jared, Rachel, Noah e A...

La canzone della settimana #31- Benjamin Clementine: Pizza Mind

Immagine
  Capitano spesso periodi durante i quali l'entusiasmo scivola sotto lo zero, la fatica si fa sentire in ogni azione, ogni evento che capita sembra progettato per darci fastidio e il semplice alzarsi dal letto diventa un'impresa per la quale non si è preparati. Io tendo a chiamare queste sfortunate parentesi della vita con un nome evocativo di spettri e mostri talmente orrendi da non poter nemmeno essere immaginati: estate. Ecco, quando tutta questa melma negativa inizia ad assimilarmi trovare una via d'uscita non è semplice e allora tendo a rifugiarmi nel sicuro giaciglio dei classici, pezzi con i quali esiste un'affinità certificata. O magari no. Magari vado a cercare canzoni nuove che però suonino come classiche, roba che nasce fuori dal tempo e senza tempo, che potrebbe essere stata prodotta in qualsiasi era della musica moderna e che puro caso porta incisa sulla copertina una data contemporanea. L'estate è un 'epoca talmente lunga da sembrare infinita, ma p...

Vi racconto una storia: Tre di sette

Immagine
Il freddo umido di Marzo gli attraversava i vestiti appiccicandoglisi alle ossa, quindi accelerò il passo, consapevole dell'inutilità del gesto. Quel tipo di gelo una volta che ti agguantava non ti mollava più. Ma andava bene così: camminare dentro le nuvolette che gli uscivano dal naso gli evitava di pensare a quegli occhi alieni. Si rifiutava di accettare l'idea della sua dignità di professore piegata fino a quel punto, proprio lui che si illudeva di non provare più nulla per niente che non fosse filosofia. Si sentiva intelligente, forse perfino superiore alla media. Invece era un cretino, che come tutti i bipedi dotati di cazzo si era lasciato trascinare dalla suggestione di un amore giovane e disponibile. Allora, mentre la foschia tentava di assaltargli le caviglie, provò a lasciare che il freddo si impadronisse del suo corpo mingherlino. Ma proprio quando iniziava questo esperimento capì di essere uno stupido. “Stupido!” a credere che una ragazza tanto giovane potesse tr...

Lo spettatore #314- Concerto per il mostro: Trap (2024)

Immagine
Guardando Trap ho avuto l’impressione che questa volta M.Night si sia trovato per le mani un’idea senza riuscire a gestirla fino in fondo. Un film del quale è anche difficile parlare, perché alla fine della fiera la sensazione è quella di non averlo nemmeno visto. In effetti da Shy tendo sempre ad aspettarmi qualcosa, che non vuol dire che consideri i suoi film dei capolavori, ma semplicemente che ne ammiro l’originalità e la voglia di girare sempre la sua storia, qualsiasi essa sia, con tutte le controversie che una scelta del genere porta con sé. Se dal punto di vista estetico è uno di quelli che ammicca da quello contenutistico spesso ti frega. È possibile che lo abbia fatto anche stavolta, solo che il risultato è meno stordente rispetto alle solite visioni che propone, più lineare in un certo senso. Anche se l’idea di intrappolare un maniaco omicida nel contesto di un concerto per ragazzine ha un certo potenziale, non lo nego. Infatti la prima parte della pellicola è quella che mos...

La canzone della settimana #30- Poliça: Sticks And Stones

Immagine
Sono dovuto andare fino alla mappa dei caratteri per trovare quella lettera stramba che sembra una c ma non lo è fino in fondo: ma quante cose faccio per voi, che non fate altro che lamentarvi? Ad ogni modo oggi si balla, scomposti, come fossimo dei pupazzi orrendamente assemblati. Il pezzo che vi propongo è un susseguirsi di non so cosa, mischiato ad altro. Per di più qui in versione live, che non ho trovato il corrispettivo sulla piattaforma, ma fa uguale, tanto la differenza quasi non si nota. Enjoy !  

Vi racconto una storia: Due di sette

Immagine
Il Bestia si alzò dalla posizione accovacciata e asciugò il velo di sudore che gli raffreddava la fronte, lasciando sulla pelle una striscia nera di fuliggine. Sperava di ottenere di più dai rottami del Luna Park, invece il carretto giaceva semivuoto dietro di lui. Così decise di rinunciare. Dopotutto la notte stava per finire. Uscì dal groviglio, riprese il carretto e sputò un grumo di catarro nero al sapore di ferro che si spiaccicò sull'asfalto appena oltre le macerie. Poi bestemmiò. Fu in quel momento che si accorse di qualcosa con la coda dell'occhio. Uno strano arnese stazionava appena fuori dal cumulo di rottami muovendosi impercettibilmente avanti e indietro. Due ruotine laterali lo facevano assomigliare ai cannoni dei soldatini, mentre il bulbo che stava in mezzo ospitava una luce rossa al centro di quello che appariva come un nero occhio di vetro. L'uomo dai vestiti sporchi e il piccolo marchingegno restarono uno di fronte all'altro, sospesi nell'attesa ...

Lo spettatore #313- L'eroe fragile: Mr. Morfina (Novocaine, 2025)

Immagine
Ogni tanto saltano fuori questi film tutti matti che pensano solo a fare baccano e si curano poco della logica. Il punto è sapere se vale la pena guardarli, perché a volte tendono ad assomigliarsi un po' troppo. In quanto a semplice intrattenimento direi che Mr Morfina funziona piuttosto bene. La pellicola racconta la classica storia del tizio che deve salvare la principessa e sfrutta il problema neurologico del protagonista per trasformarlo in un eroe fragile ma incapace di sentire dolore e che, a coronamento della vicenda, aggiunge un ritmo rapido ma non tachicardico. Il risultato è un film che divora con discreta voracità il tempo che chiede per essere visto e scivola via tutto sommato innocuo attraverso percorsi prevedibili e ben resi sullo schermo, affidando a interpreti quasi famosi, come i figli d’arte Quaid e Nicholson e altri tipici volti televisivi, il compito di crederci. Loro rispondono con giusto entusiasmo alla chiamata e l’insieme non è malaccio. Ecco, che poi tutto ...

La canzone della settimana #29- Tamikrest: Imanin

Immagine
  Oggi faccio finta di essere multiculturale e vi propongo un pezzo che sa di deserto, in pieno fervore da servizio pubblico, perché se ci abituiamo alle sabbie del Sahara vivremo più serenamente le estati che ci avanzano. Ma non serve che ringraziate, tranquilli. Ad ogni modo nella canzone che state per ascoltare si apprezza una miscela tra musica Touareg e quel blues da palude che tanto piace a chi cura questo spazio. Poi si, non ho idea di cosa dicano i testi, ma questo vale anche per molte canzoni inglesi. O italiane in questi ultimi tempi. Ma basta parlare, largo ai suoni:

Iuri legge per voi: Non si uccide il primo che passa (2023) di Christian Frascella

Immagine
  Comprato un po’ a caso, devo dire che Non Si Uccide Il Primo Che Passa è stato sorprendente, un libro capace di mettermi in pace con il noir italiano che trova una voce abbastanza cristallina da essere interessante. Ho bisogno di mettere un distinguo però, in quanto sono perfettamente al corrente che la prima persona presente non è particolarmente amata dai lettori. Eppure Frascella la utilizza con intelligenza, togliendosi di torno l’equivoco del narratore e soprattutto donando al romanzo quel senso di mistero che solo una trama in itinere può assicurare. Ma la forza del libro non sta qui, quanto nel gustoso mosaico di personaggi descritti a pennellate leggere e progressive, fallibili e spesso falliti, molto umani nei comportamenti e facilmente comprensibili nelle loro azioni. Contera, il protagonista che non si fa mai chiamare per nome, è un uomo irrisolto, uno di quelli che vive alla giornata, ex poliziotto amante della birra come da perfetta discendenza chandleriana, con alle...

Vi racconto una storia: Uno di sette

Immagine
La bandiera gelata sbatteva contro il palo di metallo tenendo un ritmo che urtava Giovanni Pesce appoggiato lì sotto a osservare il parcheggio. Solo cinque macchine. Cinque miseri tettucci sui quali brillava la brina accesa dalla luce lunare. Giovanni sentì l'amarezza salirgli dalle viscere. Subito dopo arrivò la rabbia e fu anche peggio. “Che idea di merda farci venire qui a Gennaio porco mondo!” sbraitò con quella voce che sembrava venire dal centro di un pozzo profondo e che così male si intonava al suo scheletro alto, fino e storto. “Sempre la solita solfa ripeti.” disse di rimando Sciantal dal suo banco delle frittelle. Lei che invece pareva sempre cantare. Giovanni lo sapeva che diceva sempre le stesse cose, ma non poteva farci niente. Persino un mezzo tordo come lui si rendeva conto che al Luna Park, in quel periodo dell'anno, non ci veniva nessuno. In certi posti bisognava andarci d'estate, porco mondo. “Sciantal, dammi una coca va!” disse alla donna che lo guardava...