Lo spettatore #323- Il mito decadente: The Old Way (2023)

Io credo che se esiste un sentimento capace di farci capire chi siano gli americani, questo potrebbe essere il rimpianto che caratterizza la loro narrazione quando parlano del vecchio west nel momento in cui smise di essere far. A loro l’anarchia della sopraffazione manca. Magari era quello il vero sogno che tanto gli piace venderci.

Il Wyoming si sta facendo stato e con questo prestigio gli tocca di sorbirsi tutte quelle noiose incombenze importate dai dannati yankee, ovvero processi, forze dell’ordine, eccetera. Ma chi glielo va a spiegare al faccione pacioso di Colton Briggs, ex pistolero senza paura a cui hanno appena ucciso la moglie? Come da classico del genere l’uomo con le fattezze di Nicholas Cage si lancia all’inseguimento della banda di malfattori, lavorando meglio della legge e con più determinazione.
Vi direi che non si tratta del soggetto più originale della storia, non fosse per due particolari che muovono un poco le acque stagnanti: il fatto che in realtà quella alla quale assistiamo è una vendetta incrociata, visto che il vecchio Colton in passato ne ha combinata una delle sue e la presenza di una figlioletta che sembra una spiga di grano, ma che è lontanissima dallo stereotipo della ragazzina piagnucolosa e che, mi azzarderei a dire, è il personaggio più interessante tra tutta la fauna che pascola sulle radure.

Certo, c’è l’ometto qui sopra e non si può ignorare la sua presenza in un’opera del genere, anche se da decenni Cage recita ovunque pur di racimolare gli spicci utili a pagarsi gli straviizi, tanto che, se organizzate recite scolastiche, io consiglio di fargli un fischio che secondo me viene. Magari è vero che la butta un po’ via, ma se siete abituati al Nick tutto eccessi di alcuni suoi lavori e siete ancora convinti che quello sia l’unico registro che il nostro è capace di tenere, qui potreste restare sorpresi dalla recitazione trattenuta che offre al film. Tra tutti i presenti è forse quello meno appariscente quasi in contrasto del suo nemico, rivale, figlioccio, James McCallister portato sulla scena da Noah Le Gros.
So che avete chiesto chi? Dopo che ho fatto il nome dell’attore, ma occorre farci l’abitudine. A parte Nick qui non ci sono interpreti di grido, solo gente pescata nel mazzo dei quasi famosi. Il film è pieno di quei visi che forse avete visto da qualche parte, anche se non ricordate bene dove, ma è comunque gente che si impegna e prova a fare bella figura vicino al vip. Come la moglie di Briggs portata sulla schermo da Kerry Knuppe, alla quale tocca l’orgoglio di una morte fuori scena piena di dignità e poco altro.

Emerge quasi naturalmente, quindi, la figura della piccola Brooke interpretata con buoni risultati da Ryan Keira Armostrong. Una bambina che ha fatto suoi gli insegnamenti materni, ma che ha in sé l‘eredità caratteriale del padre, e da vita a un’interessante lotta interiore tra la voglia di comportarsi con coscienza e la necessità di spianare la pistola di fronte ai nemici, senza paure, senza sentimenti non necessari, senza rimorsi di alcun tipo. Poi è vero, vien da chiedersi come possa non essere volata oltre la staccionata con la clavicola fatta a pezzi dopo aver subito il rinculo di quel fucile. Ma ciò non toglie che l’unica curiosità che rimane accesa alla fine della visione è quella che riguarda la vita futura di questa bambina contesa tra le due anime genitoriali. Che donna diventerà Brooke? Peccato che nessuno abbia pensato di fare un film su questo, piuttosto che sulla solita vendetta western.

Si perché il film in sé non è che abbia poi molto da raccontare a parte il lungo e lento viaggio di questi due a caccia del loro destino, ponendo nel finale il solito discorso sul ciclo della violenza, per il quale a ogni vendetta ne seguirà un’altra. Tutto piuttosto già visto, ben messo sullo schermo al punto da non risultare noioso, ma nemmeno imperdibile. La classica visione quasi distratta da serata tranquilla, se vogliamo.
Certo, se tra di voi ci fossero degli scrittori ai quali interessa il futuro di Brooke potrebbero provare a scriverlo. Magari studiarsi questa ragazzina si rivelerebbe interessante.
Per tutti gli altri invece, che lo vediate o no, non cambierà di una virgola il fluire del tempo.





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