Lo spettatore #323- Il mito decadente: The Old Way (2023)
Io credo che se esiste un sentimento capace di farci capire chi siano gli americani, questo potrebbe essere il rimpianto che caratterizza la loro narrazione quando parlano del vecchio west nel momento in cui smise di essere far. A loro l’anarchia della sopraffazione manca. Magari era quello il vero sogno che tanto gli piace venderci.
Vi direi che non si tratta del soggetto più originale della storia, non fosse per due particolari che muovono un poco le acque stagnanti: il fatto che in realtà quella alla quale assistiamo è una vendetta incrociata, visto che il vecchio Colton in passato ne ha combinata una delle sue e la presenza di una figlioletta che sembra una spiga di grano, ma che è lontanissima dallo stereotipo della ragazzina piagnucolosa e che, mi azzarderei a dire, è il personaggio più interessante tra tutta la fauna che pascola sulle radure.
So che avete chiesto chi? Dopo che ho fatto il nome dell’attore, ma occorre farci l’abitudine. A parte Nick qui non ci sono interpreti di grido, solo gente pescata nel mazzo dei quasi famosi. Il film è pieno di quei visi che forse avete visto da qualche parte, anche se non ricordate bene dove, ma è comunque gente che si impegna e prova a fare bella figura vicino al vip. Come la moglie di Briggs portata sulla schermo da Kerry Knuppe, alla quale tocca l’orgoglio di una morte fuori scena piena di dignità e poco altro.
Emerge quasi naturalmente, quindi, la figura della piccola Brooke interpretata con buoni risultati da Ryan Keira Armostrong. Una bambina che ha fatto suoi gli insegnamenti materni, ma che ha in sé l‘eredità caratteriale del padre, e da vita a un’interessante lotta interiore tra la voglia di comportarsi con coscienza e la necessità di spianare la pistola di fronte ai nemici, senza paure, senza sentimenti non necessari, senza rimorsi di alcun tipo. Poi è vero, vien da chiedersi come possa non essere volata oltre la staccionata con la clavicola fatta a pezzi dopo aver subito il rinculo di quel fucile. Ma ciò non toglie che l’unica curiosità che rimane accesa alla fine della visione è quella che riguarda la vita futura di questa bambina contesa tra le due anime genitoriali. Che donna diventerà Brooke? Peccato che nessuno abbia pensato di fare un film su questo, piuttosto che sulla solita vendetta western.
Certo, se tra di voi ci fossero degli scrittori ai quali interessa il futuro di Brooke potrebbero provare a scriverlo. Magari studiarsi questa ragazzina si rivelerebbe interessante.
Per tutti gli altri invece, che lo vediate o no, non cambierà di una virgola il fluire del tempo.




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