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CDC #54- Un T-800 alle elementari- Terminator 2

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Ci sono film che siamo convinti di conoscere a memoria. Tanto che col passare del tempo evitiamo di rivederli perché potremmo recitarne le battute come il rosario di nonna Peppa. Poi però capita che veniamo travolti da un raffreddore e che, immersi nella nostra pigrizia, capitiamo su uno di questi scanalando a caso in tivù. Allora magari ci fermiamo. Lo riguardiamo convinti che una pellicola vista e stravista non potrà fare altro che rilassarci. Invece scopriamo che, al di la della trama generale e di qualche battuta iconica, non ci ricordavamo proprio niente. Quindi inizia la saga del: madaaai, noooo, è veeerooo. A me sta cosa è successa con: Laggiù nel futuro le cose continuano ad andare maluccio. I robot paiono inarrestabili, ma un barlume di resistenza umana tiene botta. Skynet decide di inviare indietro nel tempo l'ultimissimo modello di T1000 con lo scopo di terminare John Connor quando è ancora un ragazzino irritante. Il buon John, però, capita l'antifona, ...

Filosofia interstellare- Battlestar Galactica

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Sono quarant'anni che il nome Battlestar Galactica stuzzica il palato dei fan di fantascienza. Tra serie originale, seguito, remake, spin-off, web serie e un film per il grande schermo che pare prossimo a vedere la luce, ci sono abbastanza pietanze da farci indigestione. Senza contare il corollario di giochi, libri, fumetti e così via. Servirebbe un'enciclopedia per trattare l'argomento per bene e, onestamente, io non sono nemmeno la persona più adatta per approfondirne i meandri. Tuttavia sono stato toccato dalla grazia degli dei di Kobol. Tardi rispetto alla massa forse, ma il viaggio sotto i comandi dell'ammiraglio Adama l'ho percorso anche io. Non so dirvi se ho trovato la Terra (visto che in un certo senso ci vivevo già), ma so che di argomenti intensi ne ho assaporati parecchi. Resta da vedere se mi sono stati serviti come un banchetto prelibato o sotto forma di polpettone indigeribile. Il Galactica sul quale mi sono imbarcato è quello prodotto ...

CDC #53- Provaci ancora Bradley- A Star Is Born

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Se la bellezza di un film si calcolasse contando le lacrime versate, l'allagamento della sala alla fine della proiezione suonerebbe già come una sentenza. Del resto A Star Is Born affonda le sue radici negli anni trenta, quando il romanticismo non ammetteva compromessi e le storie dovevano essere struggenti. Nel disincantato mondo d'oggi questo approccio funziona ancora solo se affidato a mani capaci. La domanda è: le avrà l'esordiente Bradley Cooper queste mani? Jackson Maine è una star del country-rock molto vicina al declino. Alcolista, drogato e affetto da un acufene che lo sta rendendo sordo, incontra per caso Ally, una ragazza che si esibisce in un club. Colpito dal suo talento, l'uomo la invita ad accompagnarlo sul palco. I duetti avanzano, i due si innamorano e la carriera di Ally esplode, proprio nel momento in cui Jack attraversa il momento peggiore. Cascate di acqua salata. Cooper debutta dietro la macchina da presa sfruttando una storia di asce...

CDC #52- Le cravatte di Russel e le faccette di Orazio- Rapimento E Riscatto

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Che ne direste di un bel thriller ad alta tensione, con un protagonista del calibro di Russel Crowe (ancora in forma) e con la presenza della fidanzatina d'America? Se vi dicessi che c'è pure un giovane David Caruso pre-scientifica di Miami? Caldi? Ecco, forse è il caso di raffreddare i bollenti spiriti. Qua l'unico risultato che si è riusciti ad ottenere è la relazione tra Crowe e Meg Ryan. Evento epocale nella storia del cinema, senza ombra di dubbio. Ma, come dire? Me ne sbatto gli affari. Andiamo avanti. Succede che l'ingegnere Peter Bowman (l'onnipresente David Morse) viene rapito da un gruppo di guerriglieri andini dediti al comunismo e alla produzione di droga. A dirimere la questione arriva il negoziatore Terry Thorne (uno sbarbatissimo Russel) che decide di salvare il mondo per conto suo quando scopre che l'assicurazione non pagherà. Ad aiutarlo Orazio. Un thriller convenzionale capace di farsi dimenticare nel giro di quattro minuti, non ...

CDC #51- Uno speciale halloween uscito per puro caso- Demoni

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Di Demoni sento parlare da decenni. Un'opera incensata da una marea di intenditori del settore, pronti a descriverla con parole di giubilo e magnificienza. Io, che per trent'anni non ci ho messo gli occhi sopra, sono giunto alla visione con un forte senso dell'evento. Tanto che ho finito per dimenticarmi cosa effettivamente stessi per guardare. Ma, per quanto dipinto come uno dei mostri sacri della cinematografia italiana, Demoni rimane un horror di serie B a basso costo. Questo è bene ricordarselo. Uno strano tizio semi-mascherato se ne va in giro a offrire biglietti dorati. Willi Wonka non c'entra niente (chissà quanta gente avrà già fatto sta battuta), piuttosto quello che la bella Sharon coglie dalle mani dell'inquietante PR è un invito alla prima di un misterioso film che si terrà al cinema Metropol. Seguono problemi. Fa paura Demoni? Ve lo voglio dire subito, così ci leviamo il dente: non sono un appassionato oltranzista del genere horror. Sono c...

Un caldo tepore per l'inverno alle porte- The Beauty And The Beast

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Vi racconto una storia. C'è questo ragazzo che ha una amica molto intima. Lei è soggetta all'ansia, quindi a volte sbarella. E' una romantica, quindi sostiene che il ragazzo in questione sia l'unico capace di calmarla. Ma, nonostante ciò leda la sua virilità, lui sa benissimo che le cose non stanno esattamente così. Per quanti sforzi egli faccia, se lei va in crisi gli tocca di tenersela com'è. A meno che non intervenga un altro uomo. Quello che davvero sa lenire i suoi malesseri e rassicurarla quando la vita la prende a schiaffi. Quell'uomo è Ron Perlman: Ora, visti i trascorsi di Ron come Clay Morrow e Hellboy, potreste pensare che all'amica molto intima piacciano i tipi pericolosi. Mentre al nostro ragazzo gli ridono in faccia anche i moscerini della frutta. Eppure non è così semplice. Perlman è nel giro da decenni e durante la sua carriera è andato ben oltre il ruolo da duro che lo ha reso celebre. Il Ron che piace a lei, infatti, arri...

CDC #50- Il cyberpunk nel paese più cyberpunk- Akira

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Non amo la CGI. Ok, lo so. Dico sempre le stesse cose. Sono un vecchio rimbambito che insegue la sua dentiera ribelle. Avete ragione. Ma questa volta sono qui per tentare di analizzare la questione più in profondità Perché non è lo strumento il problema, ma l'uso che se ne fa (ecco una frase originale che conferma il mio avanzato stato di decomposizione). Ci sono dei titoloni capaci di integrare la computer grafica in maniera straordinaria. Film nei quali si fatica a distinguere ciò che è reale da ciò che è inserito in post-produzione. Capolavori di FX di fronte ai quali anche io mi prostro. Molta roba di supereroi ad esempio, categoria che non mi risulta simpatica (lo so lo so, sempre le stesse cose), ma che dal punto di vista estetico difficilmente manca il bersaglio. O certe pellicole storiche, o spaziali, o. Insomma ci siamo capiti. Si potrebbe ribattere che anche in questi casi spesso l'età finisce per pesare. Pensiamo all'invecchiamento di Titanic, tanto per...