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Iuri legge per voi: Il morbo di Haggard (Dr.Haggard Desease, 1993) di Patrick McGrath

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Mi sono trovato in difficoltà durante la lettura di questo romanzo. Spider aveva reso McGrath uno dei miei autori di riferimento: grazie al suo modo di trattare il disagio mentale, spogliato da tutti i lustrini che spesso cinema e letteratura utilizzano per addolcirlo, è riuscito a mettermi nei panni di chi quella fatica la vive su di se, spaventato da una mente che non smette mai di produrre scherzi affatto divertenti. Il Morbo Di Haggard, invece, sembrava fatto di un'altra pasta, quasi un racconto rosa su di un fastidiosissimo e sdolcinato rapporto clandestino. Mi sbagliavo naturalmente e questo dimostra come sia utile proseguire anche con libri che sulle prime sembrano non essere scritti per me. Quella che a tutti gli effetti appare la confessione di un uomo al figlio della sua amante, rivela quanto la passione del protagonista verso la donna si riveli un'ossessione che cresce quanto più la distanza tra i due aumenta. Non è stato facile scegliere di stare con l'autore, ...

Iuri legge per voi: Il Contesto (1971) di Leonardo Sciascia

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  Il Contesto è un libro (una parodia a detta del suo autore) sul senso che il potere assume nella società. Una serie di delitti a danni di alcuni giudici mette in moto un'indagine. Per portarla avanti viene scelto l'investigatore più capace, il quale, naturalmente, si mette a scandagliare tutti i possibili moventi che lo aiutino ad individuare il colpevole e fermare la mattanza. Ma quando il nostro pare giungere a una soluzione, il potere che lo ha messo lì scopre di non apprezzarne le conclusioni, preferendone altre più consone ai propri interessi, così lo allontana, relegandolo a un ruolo subalterno, quasi punendolo per la propria ostinazione nel voler portare a termine il compito. Poi avviene l'evento che ribalta completamente il romanzo. Un fatto brutale, che toglie da sotto i piedi del lettore la sensazione di assistere a una di quelle finzioni che porteranno sempre e comunque a smascherare le macchinazioni dei malvagi Nella sua storia priva di capitoli, da leggere ...

Special Five capitolo 1: La musica italiana di Iuri

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Ciao. Voi forse non ve ne sarete accorti, ma da un bel po' di tempo su queste pagine non si parla di musica. Il che è logico, data la difficoltà di trattare una disciplina che ha senso solo se ascoltata. Ma l'etichetta, devo dire, mi mancava, quindi mi sono arrovellato per tentare di capire come risolvere il dilemma. Ecco dunque un colpo di genio. Una nuova rubrica con la quale straziarvi e che si pone l'obbiettivo di mettere insieme cinque pezzi scelti con criteri diversi di volta in volta. Ideona eh? No? Vabbè, ormai che sono qui tanto vale che dia alle stampe il primo numero di questo spazio. Nel caso lo trovaste ripugnante sarà sufficiente segnalarlo qui sotto. Le prime cinque canzoni selezionate sono legate alla musica italiana, giusto per portare a casa un risultato facile. Potevo iniziare a fare il figo e proporvi i cinque pezzi più sconosciuti degli ultimi dieci anni, invece me la gioco pop. Avrà senso quello che sto facendo? Ne ha mai avuto uno questo blog? C...

Lo spettatore #213- Un grande disastro?: Dune (1984)

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Era da un po' di tempo che mi ronzava in testa l'idea di riprendere mano Dune. Ma non l' ultimo uscito di cui già trattai a suo tempo e che, come sanno i detrattori, non mi convinse. Io intendo quel disastro in galleria partorito da David Lynch su licenza De Laurentis, figlio impuro del progetto mastodontico di Jodorwsky e spernaccchiato talmente forte da trasformarsi nel simbolo stesso del collasso che coinvolse la gloriosa casa di produzione italiana. Ma il tempo è passato e, anche alla luce dell'ultima interazione, viene spontaneo chiedersi se tutta la ferocia piovuta addosso all'opera fosse giustificata. Parliamone allora, anche se sono convinto che tutti conoscano la risposta a tale quesito. Non ho (ancora) mai letto il romanzo di Frank Herbert, ma, ad ascoltare chi lo ha fatto, si direbnbe un'opera monumentale, spessa come la Bibbia e piena zeppa di intrecci. Un racconto difficile da portare al cinema, a ben vedere, anche se molte delle suggestioni che ...

Lo spettatore #212: Dalla prima serata di Italia 1- Cuba Libre (Judgment Night, 1993)

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Chi lascia la via vecchia (e intasata) per la nuova si ritrova nella merda. Questa sembra essere la morale di Cuba Libre, un film attualmente sconosciuto ai più, ma che ai suoi tempi andava forte anche grazie alla generosa programmazione di Italia 1. Nel tentativo di dribblare un ingorgo autostradale, quattro ragazzotti della Chicago bene, si ritrovano nel mezzo di un quartiere pericoloso e innescano una serie di eventi che li renderà protagonisti di una nottataccia di quelle che era meglio starsene a casa. Stephen Hopkins raccontandoci questa storia ci chiede di non formalizzarci troppo sul fatto che un gruppo di teppisti organizzati difficilmente si metterebbe a provocare tutto quel baccano. Piuttosto costruisce intorno ai suoi eroi un'ambientazione decadente, una sorta di fine del mondo a due passi dal mondo. Un luogo tipico nel cinema di quegli anni, che funzionava perché estremizzava una realtà esistente. Ma suppongo che al regista di tutto questo interessasse il giusto. Quell...

Iuri legge per voi: Madre D'Ossa (2023) di Ilaria Tuti

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  Trova degna conclusione la saga di Teresa Battaglia, una serie di libri con i quali Ilaria Tuti è riuscita a scansare alcuni archetipi del giallo portando in dote al lettore le fragilità di una donna forte, vittima di un male bastardo e inesorabile. Un finale inevitabilmente commovente, ma lontano dalla facile melassa che una storia di addio rischia di portare con se. Si chiude con un'indagine difficile, forse la madre di tutte quante le altre, che Teresa deve affrontare con i sintomi della malattia ormai avanzati, con la testa che non funziona più e con il desiderio di farsi da parte, quasi a lasciar vincere il suo misterioso avversario prima che questo rovini le anime dei suoi figliastri. Teresa si sposta dal centro della trama, lasciando spazio a Massimo, forse il più affezionato dei suoi, che oltre a lottare con una responsabilità per la quale non si sentirà mai pronto, deve fare i conti con la perdita di questa figura materna che per lui è stata tutto. Madre D'Ossa è un ...

La scoperta dello spazio: The Expanse

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Finalmente sono riuscito a completare la visone di The Expanse, serie fantascientifica made in Bezos che tanti elogi ha ottenuto, così come tanto sconforto ha causato nel momento in cui è stato ufficializzato il suo triste destino (per altro comune a tutte quelle serie così interessanti da non interessare il pubblico). The Expanse costruisce un futuro probabile nel quale l'intero sistema solare è diventato colonia umana. I limiti tecnologici e spaziotemporali, però, non consentono ai nostri eredi di andare oltre Saturno. Tutto questo finché non viene trovato l'antico manufatto che sconvolge la vita dell'universo conosciuto (o una cosa del genere). É un'idea non nuovissima quella della tecnologia aliena rinvenuta dalle nostre parti e capace di dare un nuovo impulso all'esplorazione del cosmo, ma riesce comunque affascinante perché lascia spazio a tante suggestioni. Per di più, secondo la storia, l'espansione del genere umano ha prodotto nuove strade evolutive, c...