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CDC #89- La favola del cinema: C'Era Una Volta A Hollywood

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Se c'è una cosa che la collina adora fare è cantaresela. Spesso con note nostalgiche, ricordando a se stessa e a noi che assistiamo alla celebrazione, quanto fosse più bella la vita di un tempo. Di solito a venir rimpianto è il periodo classico, quando Artists percorrevano il Viale Del Tramonto in un Giorno Della Locusta qualsiasi. Ma Tarantino è di un'altra pasta. Osserva malinconicamente gli anni settanta lui. Quel miscuglio di follie che produceva film ruspanti, feste psichedeliche e sette religiose mascherate da comunità hippie. L'epoca durante la quale le vecchie glorie di Hollywood finivano per ricordare i bei tempi degli anni cinquanta, appunto. Nostalgia al quadrato. Non avrei mai voluto scrivere nulla di C'Era Una Volta A Hollywood perché, diciamocelo, la mia opinione sarà la meno letta e, probabilmente, la più tralasciabile del lotto. Ma c'è un altro motivo che mi spingerebbe a stare lontano da questo post. Un'opinione che mi sono fatto e ...

CDC #88- Patologie coreane: The Flu

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Tra tutte le disgrazie che il genere catastrofico prende in considerazione, probabilmente l'epidemia è quella che apprezzo di più. Da Contagion a Virus Letale mi sono approcciato più volte alla tematica, quindi so di cosa parlo. Di merda sotto ai miei occhi ne è transitata parecchia, non posso negarlo. Ma anche le peggiori pellicole sono state capaci di divertirmi. Almeno fino a oggi. Certo, fino adesso ho potuto ammirare solo il lato occidentale delle epidemie. Per cui, quando scartabellando su Rai Play ho trovato quest'opera sudcoreana, mi sono detto: perché no? La risposta a tale quesito l'ho trovata, naturalmente. Purtroppo solo dopo la visione. La prima ora di film sembra quasi una parodia: momenti comici, bimbette isteriche, reazioni incomprensibili. Tutto per mettere sul banco la mercanzia di personaggi e interpreti per i quali ci ritroveremo a fare il tifo in seguito. Lo schermo è pieno di cattiva recitazione e battute terrificanti (forse rovinate...

CDC #87- Riduzioni a perdere: Seta

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Potete dirmelo senza timidezze: tutti avete letto una volta un libro capace di svoltare la vostra vita. Ne sono sicuro perché è una frase che ho sentito di frequente. Non che a me sia mai capitato, capiamoci. Ma so che accade spesso. Pur non potendo annoverare la sensibilità necessaria per partecipare al giochino, riesco a comprendere che una lettura papabile per diventare il libro della vita potrebbe essere Seta, di Alessandro Baricco. Una storia dalla trama magari non rivoluzionaria, ma avvolta in un'atmosfera fiabesca che le dona un tocco speciale. Quasi unico nel suo genere. Soprattutto una lettura che fila via rapidissima, grazie al garbo dell'autore e all'effetto ciliegia dei suoi capitoli cortissimi. Davvero, io lo capisco: ci si può innamorare perdutamente di un libro così. Naturale quindi che il mondo del cinema, eternamente a caccia di idee da portare sullo schermo, abbia pensato a Seta. Specialmente all'epoca delle suggestioni da favola adult...

CDC #87- Il lato creativo: La Metà Oscura

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Un consiglio ricorrente elargito a chi frequenta corsi di scrittura creativa suggerisce di annotare i propri sogni così come sono. Senza filtri. Ancora caldi. Secondo chi ne ha fatto un'abitudine, questa pratica serve per connettersi intimamente con quella parte di se stessi che invece si preferirebbe non incontrare. Un lato nascosto che può far cadere le inibizioni e spingere la creatività. Ma anche aprire portali verso abissi profondi della nostra anima. Se lo stile è una questione di esercizio, l'arte si cela proprio in quell'angolo della nostra coscienza che potremmo chiamare Metà Oscura. Che La Metà Oscura sia un racconto di Stephen King lo si vede lontano un chilometro. La presenza del doppio, il demone dell'alcolismo, l'ambientazione: marchi di fabbrica quasi onnipresenti nella carriera dello scrittore americano. Romero, da buon amico quale è, sceglie di mettere in scena la vicenda rispettandone le prerogative, mantenendo per quanto possibil...

CDC #86: Nostalgia in formato magnum- Zoolander 2

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La prima e unica volta che ho visto Zoolander risale al 2001. Il vago ricordo che ne conservo mi suggerisce di un film totalmente idiota ma che grazie alle assurde espressioni forzate e alla tenera stupidità dei protagonisti si è conquistato un piccolo posto tra i cult della cinematografia comica. La coppia Stller-Wilson all'epoca frantumava i botteghini e la freschezza dei loro personaggi provocava a tutti attacchi irrefrenabili di faccette Magnum da sfoggiare in giro per il globo. Beata gioventù. Dio quanto si era cretini. Poi, dopo mezzo trilione di ere geologiche, Stiller ci rifà e porta a tutti noi il seguito di una storia che di seguiti non ne sentiva il bisogno. E io qui a chiedermi se sono cambiato io o se siano cambiati loro. Del resto Stller se la gioca sui concetti di tempo che passa, delle icone che sbiadiscono e delle novità incomprensibili. C'è pure da capirlo: nel suo periodo d'oro Ben ci faceva divertire in ogni commedia che giungeva dalla col...

CDC #85- La Cina lontana: L'Arrivo Di Wang

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Credo che se L'arrivo Di Wang fosse nelle sale oggi potrebbe scatenare un polverone. Non che otto anni siano un'era geologica. Però, con quello che sono diventati i social ai giorni nostri e quella tendenza a polarizzare qualsiasi argomento, certe scelte narrative dei Manetti avrebbero smosso qualche buona coscienza. Il che magari non sarebbe stato un male. Tutta pubblicità gratis. Che ne dite? Bah, in realtà non mi interessa. Dovevo solo scrivere un'introduzione. Fin dai suoi primi vagiti, osservando la messa in scena, il gelo del digitale e l'ovatta dei suoni, si capisce cosa stiamo guardando. L'Arrivo Di Wang è un film indipendente a basso costo e non prova in nessun modo a nasconderlo. Il che va bene. Anche perché le idee alla base di questo lavoro sono intriganti. Come la scelta del cinese, ad esempio. Un tocco delicato che da a tutta la narrazione un non so che di assurdo capace di colpire nel segno. La storia è un gioco di rivelazione progress...

CDC #84- Il primo vendicatore: Howard E Il Destino Del Mondo

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Umiliato, vilipeso, ridicolizzato. Il destino di questo film ricorda molto da vicino i primi passi nel nostro mondo del suo protagonista. Ma se il papero Howard risce nel suo percorso di redenzione, si può dire altrettanto della pellicola di William Huyck? Si lo so che conoscete già la risposta. Ma abbiate pazienza. Howard E Il Destino Del Mondo è pieno di difetti. Una sceneggiatura balbettante, un ritmo ondivago, una messa in scena invecchiata alla velocità della luce. Ma se prima di un film con un papero parlante, Sky consiglia la visione ai bambini accompagnati, si capisce che il mostro abita un po' più in profondità. Da una parte esiste un fumetto che mi suggeriscono essere piuttosto maturo. Dall'altra il perbenismo della collina e le mani unticce di George Lucas. Si quello capace di gettare l'epica della sua storia tra gli escrementi di un branco di orsetti pucciosi . Esatto, quello in grado di partorire da li a dieci anni il simpaticone più odiato del g...