10 anni

31 Gennaio 2016. Sono passati più di dieci anni dal primo contenuto pubblicato in questo blog e io non me ne sono nemmeno accorto. O meglio, sento benissimo il trascorrere del tempo perché sono vecchio come un fossile, ma che quest’anno cadesse la ricorrenza l’ho scoperto per caso, cercando tra alcuni vecchi post per motivi altri. AugIuri a me dunque.

Certi anniversari solitamente tornano buoni per tracciare consuntivi, però qui si rischia di sbattere il grugno sulla realtà di uno spazio che, se dovessimo consideralo come un progetto editoriale, avrebbe dovuto chiudere già molti anni fa. O quantomeno venire riconsiderato profondamente.
Dopo l’effimera esplosione favorita dagli strani conteggi che la piattaforma faceva ai tempi di G+, infatti, il blog non ha realizzato numeri, mai, nemmeno per caso. Le cause di questa disaffezione della rete nei suoi confronti sono probabilmente molteplici e analizzarle tutte è un esercizio che se fossi un bravo blogger avrei già fatto. Ma sapete com’è, non mi sono mai dato obbiettivi e tempi per raggiungerli, quindi non ho nemmeno trovato lo spirito per fermarmi, tracciare grafici, pianificare strategie e tutte quelle cose lì.
A dire il vero il progetto è nato con lo stigma del fallimento già bello che marchiato, perché nel 2016 creare uno spazio del genere suonava già anacronistico. Dopo di che ha influito il mio totale disinteresse per la promozione che si riduce a qualche stanca pubblicazione nei social fatta tanto per fare, senza approfondimenti e analisi atte a comprendere le giuste pratiche da adottare. Infine c’è la probabilità concreta che quello che scrivo non piaccia a nessuno e tenere la gente a leggere roba che non interessa è un’arte che non pratico.
Di buono c’è che in verità di tutto questo non mi interesso gran che. Agire nell’ombra ha i suoi vantaggi, come quello di non attirare troll infestanti che fanno di tutto per rovinare l’esperienza altrui, ma soprattutto mi consente di gestire lo spazio come meglio credo senza il timore di deludere qualcuno, deludendo, di conseguenza, me stesso.
Quello che a me piace fare più di tutto è scrivere i pezzi, sistemarli, lavorarci su e pubblicarli. Che poi di là ci sia qualcuno a leggerli fa lo stesso, dico davvero. Una volta che un post compare sulla pagina per me è già morto e non ci penso più. Magari non è sempre stato così, ma ora come ora l’unico piacere che mi interessa coltivare è quello della scrittura e finché quello regge ho materiale in abbondanza.
Poi è chiaro, quando qualcuno passa e lascia un saluto fa piacere, non sono ipocrita. L’idea che ci siano persone che leggono è elettrizzante. Tuttavia non è più una condizione necessaria a darmi la spinta per produrre contenuti. Quella è diventata (o forse è sempre stata) indipendente e finché resiste il blog continuerà a vivere. Altri dieci anni? Mah, ora come ora sembra un traguardo lontano. Succedono tante cose in dieci anni, si può anche essere felici e poi perdere tutto.
Ma anche dieci anni fa dieci anni sembravano tanti e invece sono passati.


Commenti