Iuri legge per voi: Leone- Partita Doppia (2025) di Pierfrancesco Prosperi

A volte si sente il bisogno di alleggerire la pressione, di affrontare qualcosa di leggero senza messaggi da interpretare e personaggi profondi in cui immedesimarsi. Magari un bel romanzo d'azione, tutto tensione, con un finale scontato per gli eroi che lo animano ma non privo di colpi di scena.
Ho pensato di poter trovare ciò che stavo cercando in edicola, dentro quella collana Segretissimi di Mondadori che mi regalò una sorpresa qualche mese fa.
Ma immagino ci sia un limite anche all'evasione, perché al termine della lettura odierna mi sono trovato atterrito da una serie di elementi che messi giù tutti insieme hanno fatto saltare il tappo.
Non parlo di competenza dell'autore, a scanso di equivoci, che scrive la storia con una prosa filante e piacevole, cosa che nei libri da edicola non è così scontata.
Penso proprio alla costruzione della trama, sfilacciata e rocambolesca fino a diventare un po' troppo assurda.
Partita Doppia è la stesura di due romanzi brevi intrecciati tra loro e praticamente mai destinati a incrociarsi. Scelta bizzarra secondo me, ma comunque non per forza negativa. Mischiare le due storie attraverso un punto di vista alternato permette all'autore di infondere ritmo, anche se a volte avrei preferito rimanere in un posto piuttosto che rimbalzare via, in modo da attaccarmi di più alle vicende.
Ma tanto alla fine il sopracciglio mi si sarebbe alzato comunque, data la mole di eventi implausibili con cui Prosperi riempie la storia. Passi per i due protagonisti, che sono agenti dei servizi segreti e, come spesso succede in storie di questo tipo, paiono dotati di poteri sovrumani per come risolvono le situazioni. Il fatto è che qui ce n'è anche per i comprimari, tipo quella squadra di ragazzine capaci di incursioni tipiche della guerriglia per sbaragliare una banda di terroristi feroci. Ora, io capisco la fascinazione per un esercito di ragazze bellissime ed eleganti, letali come calabroni e abili come volpi, tuttavia quando si sarebbero addestrate costoro per arrivare pronte all'appuntamento, visto che comunque vengono descritte come semplici figlie di buona famiglia divise tra residenti e turiste intrappolate come tutti gli altri? Ragazze che poi smettono semplicemente di entrare in azione per proteggersi, come se questo bastasse a interrompere lo spirito vendicativo dei cattivi e che scompaiono dalla storia senza ulteriori cenni.
Naturalmente comprendo l'esigenza di buttare giù una trama brillante e fantasiosa, del resto ho deciso di leggere il libro proprio perché cercavo quello. Ma un pochino di giustificazione per certi avvenimenti è necessaria, altrimenti la sensazione è di leggere qualcosa di sciatto, nel quale le idee sono buttate dentro il calderone senza essere vagliate a sufficienza. Bastava poco per giustificare certi elementi senza eliminarli dal contesto, ma la loro utilità nella trama era probabilmente solo quella di prendere tempo di modo da far arrivare i due lati del romanzo alla giusta lunghezza e farli concludere contemporaneamente.
Quello che mi da fastidio è che purtroppo me ne sono accorto e questo particolare mi ha rovinato l'esperienza.
Leone (uno dei protagonisti del romanzo) è un personaggio ricorrente nella letteratura di Prosperi e forse sono solamente finito addosso a un libro che andava scritto per esigenze editoriali ma che non era pronto. Ci sta, ma dopo questa avventura non smanio di leggere gli altri per verificarlo.

 

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