Iuri legge per voi: A casa prima di sera (Home Before Dark, 2020) di Riley Sager
Maggie Holt ha vissuto tutta la vita
all’ombra della menzogna. Quella fuga notturna da Baneberry Hall e
la storia di fantasmi che ne è seguita a lei son sempre puzzate di
bugia, ma il confronto con i genitori e specialmente con il padre che
da quella vicenda ne ha tratto un libro di successo, si è rivelato
un muro di gomma. Ora che è entrata in possesso di quella casa
stregata, però, Maggie è decisa a scovare gli spettri e scacciarli
dalla sua storia. Perché i fantasmi non esistono, ma ciò che
nascondono può essere molto peggio di loro.
Mentre leggevo i primi capitoli di A Casa Prima Di Sera, non ho potuto fare a meno di pensare a Amytiville e a tutte le leggende che quella tragedia si porta dietro. Non a caso Riley Sager fa riferimento a quei fatti in più di un’occasione perché questo romanzo tocca argomenti molto simili a quelli che certi sciacalli all’epoca decisero di azzannare. Proprio come allora la protagonista si troverà a verificare come, nonostante le pesanti suggestioni che la influenzano, probabilmente le storie di fantasmi sono meno spaventose della realtà e se ogni casa ha una storia da raccontare, quella di Baneberry Hall è piuttosto intricata, continuamente miscelata tra realtà e finzione, fino alla fine intrisa di mistero e sovrannaturale, ma inesorabilmente concreta, crudele, spietata.
Ecco, a tal proposito, forse i twist di trama che l’autore inserisce nella sua opera rischiano di essere un pochino troppi, perché va bene giocare con il lettore, ma magari senza tirarlo scemo per forza. Il libro comunque si risolve in un buon thriller investigativo, con l’inquietante magione come protagonista occulta degli avvenimenti e una serie di misteri che, come tali, talvolta risultano un pochino forzati anche se lasciano aperta qualche suggestione nella lettura del finale. I depistaggi che l’autore sparge lungo la trama sono ben posizionati e spostano i sospetti su ciò che è davvero accaduto nella magione venticinque anni prima della storia.
Insomma, una lettura piacevole, forse un po’ troppo ricca di colpi di scena nella parte finale, ma dal'epilogo tutto sommato logico e vagamente romantico. Leggere questo libro non è una perdita di tempo.
Mentre leggevo i primi capitoli di A Casa Prima Di Sera, non ho potuto fare a meno di pensare a Amytiville e a tutte le leggende che quella tragedia si porta dietro. Non a caso Riley Sager fa riferimento a quei fatti in più di un’occasione perché questo romanzo tocca argomenti molto simili a quelli che certi sciacalli all’epoca decisero di azzannare. Proprio come allora la protagonista si troverà a verificare come, nonostante le pesanti suggestioni che la influenzano, probabilmente le storie di fantasmi sono meno spaventose della realtà e se ogni casa ha una storia da raccontare, quella di Baneberry Hall è piuttosto intricata, continuamente miscelata tra realtà e finzione, fino alla fine intrisa di mistero e sovrannaturale, ma inesorabilmente concreta, crudele, spietata.
Ecco, a tal proposito, forse i twist di trama che l’autore inserisce nella sua opera rischiano di essere un pochino troppi, perché va bene giocare con il lettore, ma magari senza tirarlo scemo per forza. Il libro comunque si risolve in un buon thriller investigativo, con l’inquietante magione come protagonista occulta degli avvenimenti e una serie di misteri che, come tali, talvolta risultano un pochino forzati anche se lasciano aperta qualche suggestione nella lettura del finale. I depistaggi che l’autore sparge lungo la trama sono ben posizionati e spostano i sospetti su ciò che è davvero accaduto nella magione venticinque anni prima della storia.
Insomma, una lettura piacevole, forse un po’ troppo ricca di colpi di scena nella parte finale, ma dal'epilogo tutto sommato logico e vagamente romantico. Leggere questo libro non è una perdita di tempo.

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