Lo spettatore #287- Crescere: Perfect Blue (1998)
Solitamente non seguo l’animazione ma so riconoscere un bel film quando ne vedo uno, indipendentemente dalla tecnica utilizzata per realizzarlo. Di Perfect Blue ne sento parlare da decenni come di un prodotto eccellente, così, lasciando stare i pregiudizi, ho deciso di affrontare l’opera per capire se potevo, per una volta nella vita, condividere l’entusiasmo del pubblico e unirmi al carro del vincitore. Diciamo che mi accontento di camminarci a fianco per ora. Si perché Perfect Blue è stato capace di colpirmi, ma anche di lasciarmi interdetto a causa di un finale secondo me non azzeccatissimo, consolatorio più di quanto il racconto in sé sembrasse meritare. La storia è volutamente confusa e si spinge attraverso passaggi più legati alla suggestione che alla narrazione, ma l’abbrivio che riesce a prendere da un certo punto in poi rende insignificante l’aspetto razionale. Si tratta di una vicenda simbolica, è palese, e come tale non necessita di particolari spiegazioni, che invece Satosh...