Lo spettatore #290- E poi divennero legione: Iron Man (2008)
Immagino che nella Marvel degli anni zero si mangiassero le mani, perché se è vero che la cessione dei diritti cinematografici di alcuni dei loro omini colorati fu necessaria per tenere la testa fuori dall’acqua, il successo planetario che altri avevano raccolto grazie ai loro personaggi doveva pesare parecchio. Quindi che fare, quando sai che il cinema è pronto ad accogliere di nuovo tizi in tutina e tu ti sei già giocato quello più famoso della rosa e la squadra che ti poteva permettere di fantasticare su temi come diversità e accettazione? Semplice, te ne trovi un altro (tanto ne hai gli scaffali pieni) e gli affidi il compito di posare il primo mattone di un edificio mastodontico mentre ti sfreghi le mani al pensiero dei lauti guadagni in arrivo. Iron Man doveva funzionare a tutti i costi, questa è l’impressione che ne ho ricavato io. Oggi, dopo quasi vent’anni di gente che vola in giro per lo schermo, può sembrare scontato ma all’epoca non lo era, perché se è vero che i primi due ...