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CDC #104- Esplorando il tubo parte due: N.A.N.O. (2002)

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Ci sono molti modi di essere cinema: da quello frivolo e facile dei blockbuster, a quello serio e austero dei film impegnati. Dal ribellismo di genere della serie B ai fallimenti disastrosi della Z. Miliardi investiti per sfondare il botteghino, oppure pochi spiccioli per trovare un posto nel cestone del supermercato. Tutti prodotti accomunati da un’unica costante: la distribuzione. Esiste però un’altra nicchia. Dilettantesca, quasi amatoriale. Un mondo sommerso pieno zeppo di titoli destinati all’oblio. Certo, se ti va bene sei George Romero e hai girato La Notte Dei Morti Viventi. Ma in tutti gli altri casi si tratterà di lavori giovanili destinati alla smagnetizzazione dentro una VHS dimenticata in qualche sgabuzzino. La fortuna dei nostri tempi è il web. La fortuna del web sono certi luoghi meravigliosi dove anche il materiale finito ai margini del mercato trova una sua strada. Canali come quello dei Licaoni ad esempio, che ogni tanto tirano fuori cose come questa. Una storia che non…

CDC #103- I pezzi grossi- La Corazzata Potemkin (la traduzione in cirillico la mettete voi, 1925)

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In questo strano paese La Corazzata Potemkin resterà indelebilmente legata a Fantozzi e ai suoi novantadue minuti di applausi, forse il primo momento di ribellione del popolo verso le elìte intellettuali. Uno schiaffo al potere culturale che per molti suona come una vera liberazione. Basta con i riferimenti piombati dall'alto di studi specialistici. Noi siamo Pierino. Tutt'al più Lino Banfi. Guardate, er Monnezza, ma non fatemi andare più in alto di così. Chiaramente quella di Paolo Villaggio era una presa in giro proprio di quell'italiano medio che si è bullato della sua uscita, ma con la comprensione della sottile ironia non siamo mai stati troppo in gamba. Ma torniamo a noi. Sta Corazzata Potemkin è davvero una cagata pazzesca?


Se lo chiedeste a un esperto di cinema, è probabile che questo vi inviti a lasciare la stanza in preda a convulsioni, forse anche con qualche forma di schiuma bianca che gli esce dalla bocca (il che renderebbe il suddetto invito piuttosto gorg…

Iuri legge per voi... L'Istituto

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Se ne sentono dire di tutti i colori riguardo la produzione di Stephen King. Un tempo girava la leggenda che l'autore fosse dotato di ghost writer, perché i suoi ritmi non parevano sostenibili. Oggi siamo arrivati al più prosaico "ha perso il tocco, ormai non produce roba buona da anni". Potrei obbiettare che piccoli gioielli come Duma Key o The Dome siano in realtà piuttosto recenti, ma non servirebbe a niente. Per i detrattori il re del Brivido ha abbandonato l'horror, quindi ha perso la freschezza che l'aveva reso celebre. Ora, a parte che secondo me di horror puri King ne ha scritti pochissimi. Ma non è che si possa pretendere freschezza da un tizio con quarant'anni di carriera alle spalle. Anche se il dubbio che qui il caro vecchio Re abbia infilato le mani su Strane Cose è venuto pure a me, sarò sincero.
Le affinità tra l'istituto e quell'instant TV classic che prende il nome di Stranger Things difficilmente passano inosservate. Dal potere dei …

CDC #102- La macchina del tempo: Terrore Nello Spazio (1965)

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La fantascienza è probabilmente il genere che più sente il peso degli anni. Rughe a volte riempite dal lifting della rimasterizzazione, ma mai completamente eliminate a causa di limitazioni tecnologiche evidenti. Oggi è tutto un esplodere di lucine colorate generate al computer. Un tempo si potevano usare solamente giocattoli, fili, fotografie e sovraimpressioni sulla pellicola. Bisognava essere davvero bravi a creare tensione con attrezzature del genere.
Ma forse, prima che George Lucas, Ridley Scott e James Cameron arrivassero a rompere il giocattolo, la media delle produzioni Sci-Fi a tema spaziale non si discostava troppo dall'opera di Bava. Sarebbe interessante indossare una macchina del tempo per osservare le reazioni degli spettatori di quell'epoca, tanto per capire se la magia del cinema riuscisse a mascherare quell che oggi appaiono stratagemmi posticci, ma che fino a poco prima di Star Wars rappresentavano lo standard per pellicole di questo genere. Anche se un modo…

CDC #101- All'assalto degli insetti spaziali: Starship Troopers (1997)

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Una cosa è certa: durante il suo periodo americano Paul Verhoeven si è divertito un botto. Me lo immagino davanti al portafoglio dei produttori eccitarsi come un bambino sotto l'albero di Natale. Se poi c'era l'occasione di giocarsi la carta della satira, andando a pescare un libro considerato apologia della violenza e di quel fascismo sommerso sotto di essa per trasformarlo in un'opera altamente antimilitarista, il nostro non poteva far altro che lasciarsi andare al gozzoviglio estremo. Anche se non mi stupirei di sentire che all'epoca della sua uscita qualcuno sia riuscito pure a prenderlo sul serio. Del resto la capacità di leggere tra le righe spesso manca a chi si approccia alle storie. Se prendiamo lavori come Il Battaglione Perduto e li affianchiamo a Starship Troopers possiamo notare che il linguaggio utilizzato è molto simile, incentrato com'è sull'esaltazione della vita militare. Tuttavia Veroheven lo alza di tono trasformando l'epica del t…

CDC #100- L'amaro sapore della nuova frontiera: I Segreti Di Wind River (Wind River 2017)

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In principio fu Sicario. Probabilmente affascinato dalla narrazione disincantata di Cormac McCarthy, Terry Sheridan ha scelto di portare al cinema la nuova frontiera americana. Racconti che parlano di cos'è oggi quel far west reso leggendario da Hollywood. Di cosa sia diventata l'America verace, quella perduta nei grandi spazi, nascosta e dimenticata dietro alle luci delle megalopoli. Certo, magari ha fatto un po' di casino con le trilogie, ma comunque il senso è quello. Raccontare storie asciutte, con trame impostate sull'essenzialità. Non ci sono orpelli nelle terre di frontiera. Solo morti e sopravvissuti.
Sheridan qui si prende la regia e mette in scena un noir di montagna distante anni luce dal gusto del mistero. La trama va al punto abbastanza in fretta. Addirittura, per togliere ogni dubbio riguardo al suo interesse verso l'aspetto investigativo, Sheridan ci sputa la soluzione in faccia con chiarezza disarmante, mettendoci la verità davanti agli occhi ben p…

FL #9- Indagare tra le boccacce: L.A. Noire (2011)

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Oggi Rockstar Games campa quasi solo grazie a Grand Theft Auto e Grand Theft Cavalli. Prodotti squisitissimi, anzi direi spesso grandiosi, ma che si limitano ad affinare gli schemi di un successo raggiunto vent'anni fa e che non stanca l'utenza. Adagiarsi, se vogliamo. Seguire gli umori di un pubblico sempre meno disposto alla novità con la capacità di supportare un prodotto per anni. Le casse Rockstar sono belle gonfie, pur se irrorate da una produzione rada. Probabilmente non vale nemmeno la pena prendersi il rischio di lanciare qualcosa di nuovo. Eppure non è sempre stato così. C'è stata un'era nella quale dagli uffici di Rockstar uscivano prodotti destabilizzanti. Roba mai vista. Titoli tipo: Ho aspettato così a lungo per gustarmi questo titolo, che pure bramavo fin dalla sua uscita, principalmente per due motivi. Uno è che non sono un fanatico dell'immediatezza. Due è che mi sono appollaiato sul trespolo in attesa di un'offerta decente perché ho arbitrari…