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CDC #108- Una guerra fatta per ridere: Tropic Thunder (2008)

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Riponevo grosse dosi di fiducia in Tropic Thunder. Un film che ho addirittura aspettato in una versione decente prima di vedere. Durante questa lunga attesa l'ho sempre immaginato come la possibile opera omnia di Ben Stiller, regista secondo me dotato di talento inespresso e buon gusto visivo.Qui c'era tutto per fare il colpaccio. Meta-cinema, super cast, possibilità di andare oltre le righe. Insomma, la vasca di sabbia giusta nella quale giocare, per uno che sa come divertirsi.
Il cinema è finzione e gli scrittori sono tutti dei bugiardi. Due massime abusate ma probabilmente veritiere, sulle quali Stiller costruisce la sua parodia dei film di guerra.Ben deride Hollywood e il suo gigantismo, raccontandoci di una realtà completamente aliena, incapace di uscire da una bolla fatta di soldi, contratti bislacchi e scelte completamente folli.Mettendo di fronte una schiera di attori e la realtà di una giungla popolata da narcotrafficanti, Stiller rafforza l'idea di persone ormai l…

CDC #107- Amore, avventure e circuiti elettronici: Alita- Angelo Della Battaglia (Alita: Battle Angel 2019)

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Ma sono io oppure questi film sono tutti uguali?


Lo so, sono vecchio, perdo pezzi e non esiste nessun dottor Ido che mi aggiusti. Probabilmente non faccio parte del mercato di riferimento al quale Rodriguez e Cameron volevano rivolgersi. Però quando vedo uno schema lo riconosco, specialmente se viene messo in piedi in modo così meccanico. Il cinema per ragazzi è funestato dallo stile Marvel, succede ormai da anni. L'ossessione di costruire la genesi dell'eroe partendo da un carattere vagamente fragile fino al raggiungimento dell'ovvio, ormai rappresenta la struttura base per ogni saga che si decide di produrre. Una scelta che chi ci mette i denari si guarda bene dallo sconfessare, certo dell'apprezzamento di un pubblico che pare disinteressato al gusto della sorpresa. Mi stupisce la presenza di Cameron, a questo proposito, uno che ai suoi tempi andò in faccia alle certezze collinari creando opere immortali. Ma l'età e quel calderone brucia soldi chiamato Avatar, …

CDC #106- I poco fantastici viaggi di Gulliver: Gulliver's Travels (2010)

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Non ho mai letto I Viaggi Di Gulliver. Una mancanza imperdonabile, lo so, alla quale forse un giorno porrò rimedio. Nel frattempo sono pronto a scommettere tutti i miei averi (non granché, a dire il vero) che il romanzo sia molto meno stupido di questa sua riduzione cinematografica. Cosa me lo fa pensare? Beh, magari che non si tratta di una storia con Jack Black, scritta attorno a un Jack Black che deve fare il Jack Black. Ma sono solo supposizioni.
Non che abbia qualcosa in particolare contro l’attore americano, capiamoci. Anzi ammetto che da spalla in film come Alta Fedeltà aggiungeva una dose di carisma notevole al progetto. Cosi come il suo ruolo da protagonista in School Of Rock funzionava, soprattutto per la freschezza di un personaggio ancora da scoprire.
Ma nel 2011, a tanti anni di distanza da quelle performance, la figura dell’adulto infantile con la fissa del rock iniziava a sapere di stantio. Insomma Jack Black mi da l’impressione di essere uno di quei comici imprigionati dent…

CDC #105- Un'automobile fatta di zucchero: Tucker (1988)

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Ah, il mito del sogno americano! Quell'illusione secondo la quale basta un'idea valida e un po' di spirito di iniziativa per arrivare ovunque si voglia. Poi c'è la realtà, fatta di grandi industrie ed enormi interessi, legacci politici e oligarchie dominanti, che vogliono mantenere lo status quo schiacciando ogni possibile interferenza a colpi di inganni. Tutto il mondo è paese, verrebbe da pensare. Anche se in alcuni luoghi è più paese che in altri, tanto per parafrasare qualcuno di famoso. Fatto sta che, al cinema, queste storie dei piccoli e orgogliosi sognatori che combattono contro i grigi giganti in bombetta piacciono da matti. Come se sulla collina le cose andassero diversamente. Preston Tucker ideò un'auto geniale, avanti anni luce sulla concorrenza e dotata di dispositivi che anticipavano di decine d'anni gli standard. Gli mancavano solo una fabbrica e dei soldi per dar vita al suo progetto.
Con la faccia di Jeff Bridges, Preston Tucker è il tipico pe…

CDC #104- Esplorando il tubo parte due: N.A.N.O. (2002)

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Ci sono molti modi di essere cinema: da quello frivolo e facile dei blockbuster, a quello serio e austero dei film impegnati. Dal ribellismo di genere della serie B ai fallimenti disastrosi della Z. Miliardi investiti per sfondare il botteghino, oppure pochi spiccioli per trovare un posto nel cestone del supermercato. Tutti prodotti accomunati da un’unica costante: la distribuzione. Esiste però un’altra nicchia. Dilettantesca, quasi amatoriale. Un mondo sommerso pieno zeppo di titoli destinati all’oblio. Certo, se ti va bene sei George Romero e hai girato La Notte Dei Morti Viventi. Ma in tutti gli altri casi si tratterà di lavori giovanili destinati alla smagnetizzazione dentro una VHS dimenticata in qualche sgabuzzino. La fortuna dei nostri tempi è il web. La fortuna del web sono certi luoghi meravigliosi dove anche il materiale finito ai margini del mercato trova una sua strada. Canali come quello dei Licaoni ad esempio, che ogni tanto tirano fuori cose come questa. Una storia che non…

CDC #103- I pezzi grossi- La Corazzata Potemkin (la traduzione in cirillico la mettete voi, 1925)

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In questo strano paese La Corazzata Potemkin resterà indelebilmente legata a Fantozzi e ai suoi novantadue minuti di applausi, forse il primo momento di ribellione del popolo verso le elìte intellettuali. Uno schiaffo al potere culturale che per molti suona come una vera liberazione. Basta con i riferimenti piombati dall'alto di studi specialistici. Noi siamo Pierino. Tutt'al più Lino Banfi. Guardate, er Monnezza, ma non fatemi andare più in alto di così. Chiaramente quella di Paolo Villaggio era una presa in giro proprio di quell'italiano medio che si è bullato della sua uscita, ma con la comprensione della sottile ironia non siamo mai stati troppo in gamba. Ma torniamo a noi. Sta Corazzata Potemkin è davvero una cagata pazzesca?


Se lo chiedeste a un esperto di cinema, è probabile che questo vi inviti a lasciare la stanza in preda a convulsioni, forse anche con qualche forma di schiuma bianca che gli esce dalla bocca (il che renderebbe il suddetto invito piuttosto gorg…

Iuri legge per voi... L'Istituto

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Se ne sentono dire di tutti i colori riguardo la produzione di Stephen King. Un tempo girava la leggenda che l'autore fosse dotato di ghost writer, perché i suoi ritmi non parevano sostenibili. Oggi siamo arrivati al più prosaico "ha perso il tocco, ormai non produce roba buona da anni". Potrei obbiettare che piccoli gioielli come Duma Key o The Dome siano in realtà piuttosto recenti, ma non servirebbe a niente. Per i detrattori il re del Brivido ha abbandonato l'horror, quindi ha perso la freschezza che l'aveva reso celebre. Ora, a parte che secondo me di horror puri King ne ha scritti pochissimi. Ma non è che si possa pretendere freschezza da un tizio con quarant'anni di carriera alle spalle. Anche se il dubbio che qui il caro vecchio Re abbia infilato le mani su Strane Cose è venuto pure a me, sarò sincero.
Le affinità tra l'istituto e quell'instant TV classic che prende il nome di Stranger Things difficilmente passano inosservate. Dal potere dei …