Lo spettatore #313- L'eroe fragile: Mr. Morfina (Novocaine, 2025)
Ogni tanto saltano fuori questi film
tutti matti che pensano solo a fare baccano e si curano poco della
logica. Il punto è sapere se vale la pena guardarli, perché a volte
tendono ad assomigliarsi un po' troppo.
In quanto a semplice intrattenimento
direi che Mr Morfina funziona piuttosto bene. La pellicola racconta
la classica storia del tizio che deve salvare la principessa e
sfrutta il problema neurologico del protagonista per trasformarlo in
un eroe fragile ma incapace di sentire dolore e che, a coronamento
della vicenda, aggiunge un ritmo rapido ma non tachicardico.
Il risultato è un film che divora con discreta voracità il tempo che chiede per essere visto e scivola via tutto sommato innocuo attraverso percorsi prevedibili e ben resi sullo schermo, affidando a interpreti quasi famosi, come i figli d’arte Quaid e Nicholson e altri tipici volti televisivi, il compito di crederci. Loro rispondono con giusto entusiasmo alla chiamata e l’insieme non è malaccio.
Il risultato è un film che divora con discreta voracità il tempo che chiede per essere visto e scivola via tutto sommato innocuo attraverso percorsi prevedibili e ben resi sullo schermo, affidando a interpreti quasi famosi, come i figli d’arte Quaid e Nicholson e altri tipici volti televisivi, il compito di crederci. Loro rispondono con giusto entusiasmo alla chiamata e l’insieme non è malaccio.
Ecco, che poi tutto ciò possa essere
anche divertente dipende molto da come lo spettatore ha impostato il
proprio livello umoristico. In questo senso io non faccio molto testo
perché con le commedie vado spesso in difficoltà, tuttavia mi sento
di dire che le trovate messe in piedi dalla sceneggiatura di Lars
Jacobson e dalla regia di Dan Berk e Robert Olsen non mi sono
sembrate roba da spanciarsi.
Avendo un supereroe di cristallo si punta molto sull’aspetto fisico della questione, lanciandolo dappertutto e procurandogli fratture esposte e lesioni gravi, come ovvio che sia. Il suo sodale arriva quando ci si aspetta che arrivi e ha i connotati che più o meno ci si poteva immaginare lo caratterizzassero. Le battutine che volano qui e là per la pellicola raramente invogliano i muscoli facciali ad atteggiarsi in pose sorridenti.
Tutto sommato lo definirei convenzionale sotto questo punto di vista, non fosse che i registi ci provano a costruire qualche scena brillante e in certi momenti ci riescono pure.
Avendo un supereroe di cristallo si punta molto sull’aspetto fisico della questione, lanciandolo dappertutto e procurandogli fratture esposte e lesioni gravi, come ovvio che sia. Il suo sodale arriva quando ci si aspetta che arrivi e ha i connotati che più o meno ci si poteva immaginare lo caratterizzassero. Le battutine che volano qui e là per la pellicola raramente invogliano i muscoli facciali ad atteggiarsi in pose sorridenti.
Tutto sommato lo definirei convenzionale sotto questo punto di vista, non fosse che i registi ci provano a costruire qualche scena brillante e in certi momenti ci riescono pure.
Di sicuro non ha conquistato (almeno
me) la trama in sé, perché sotto la pressione di dover costruire il
prodotto più matto dell’anno si è sottovalutata l’importanza
dei personaggi. Come detto gli attori ci danno abbastanza dentro, ma
il materiale su cui si trovano a lavorare è a tratti
approssimativo.
Passi per il Robin della situazione o per la coppia di poliziotti che dispongono di poco tempo, ma il protagonista, la sua bella e il cattivo forse meritavano qualche pennellata in più. Per quanto si riesca a intuire il concetto di forza dell’amore, risulta difficile credere a un tizio che vive la sua vita coprendo gli spigoli vivi dei mobili con le palline da tennis e che si nutre di soli liquidi per paura di mordersi la lingua, che di punto in bianco si trasforma in un commando indifferente alle conseguenze delle proprie azioni.
Vero, verso la metà del film gli autori propongono una svolta narrativa che arriva al momento opportuno, ma la sfruttano poco, preferendo seguire la via più facile e consolante al termine della quale tutti ottengono in qualche modo un premio.
Passi per il Robin della situazione o per la coppia di poliziotti che dispongono di poco tempo, ma il protagonista, la sua bella e il cattivo forse meritavano qualche pennellata in più. Per quanto si riesca a intuire il concetto di forza dell’amore, risulta difficile credere a un tizio che vive la sua vita coprendo gli spigoli vivi dei mobili con le palline da tennis e che si nutre di soli liquidi per paura di mordersi la lingua, che di punto in bianco si trasforma in un commando indifferente alle conseguenze delle proprie azioni.
Vero, verso la metà del film gli autori propongono una svolta narrativa che arriva al momento opportuno, ma la sfruttano poco, preferendo seguire la via più facile e consolante al termine della quale tutti ottengono in qualche modo un premio.
Insomma Mr Morfina è uno di quei
prodotti da piattaforma che riempiono gli spazi delle home page, che
promettono grande divertimento e un pizzico di follia, ma che
sostanzialmente non si allontanano dai classici binari della commedia
d’azione.
Sicuramente si lascia guardare e non fa rimpiangere il tempo passato in sua compagnia, t uttavia rischia di finire negli oscuri archivi della memoria piuttosto in fretta.
Sicuramente si lascia guardare e non fa rimpiangere il tempo passato in sua compagnia, t uttavia rischia di finire negli oscuri archivi della memoria piuttosto in fretta.




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